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MCY 80

“Per un designer sentirsi libero è una necessità fondamentale. E noi con Monte Carlo Yachts siamo riusciti a costruire un sistema virtuoso incentrato appunto sulla libertà”. Così Carlo Nuvolari al  la presentazione dell’MCY 80, sesto modello della flotta che, come gli altri, porta la firma di Carlo Nuvolari e Dan Lenard.

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È però anche il sesto anno che Monte Carlo Yachts, puntualmente, svela una novità. Che in questo caso Carla Demaria ha definito come una “visione”. “Per noi”, ha spiegato Carla Demaria, “visione è l’arte di vedere ciò che è invisibile agli altri”.

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E dall’unione della libertà progettuale e di questo concetto di “visione” è nato l’MCY80, un 24 metri: “Sensazionale, agile e slanciato”, come l’hanno definito Carlo Nuvolari e Dan Lenard che nel progettarlo si sono ispirati a: “Un ideale di eleganza e raffinatezza, che abbiamo trasferito dai disegni al prodotto reale”.

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Caratterizzato da un approccio stilistico che mantiene il family feeling della flotta e al tempo stesso si distingue per scelte molto caratterizzanti, il nuovo MCY80 è un altro esempio di quella impostazione stilistica e progettuale che caratterizza gli scafi di Monte Carlo Yachts e il lavoro dei due designer. “Per la maggior parte degli armatori, ma anche per tutti noi”, spiega Carlo Nuvolari, ”il riferimento, il metro di paragone nel design, è l’automobile, il car design.

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D’altra parte l’auto è l’oggetto di design più diffuso al mondo. Gli stessi strumenti, lo stesso linguaggio che usiamo noi progettisti deriva dall’auto. Il nostro obiettivo è da sempre andare oltre questo limite e cercare di creare barche riconoscibili come tali.

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Le citazioni del car design possono andar bene per imbarcazioni sportive, ma quando si parla di yacht si devono realizzare barche assolutamente vere che sappiano confrontarsi con il mare”.

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E l’MCY 80, sviluppato interamente dal cantiere quanto ad architettura navale e ingegnerizzazione, è perfettamente linea con i valori propri di Monte Carlo Yachts, risultati dell’unione di design, stile, ingegneria e qualità marine.

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Un insieme che si sviluppa nel MCY 80 in uno scafo dalle linee decise abbinato a una sovrastruttura morbida sulla quale s’innesta un flybridge dotato di un hard top assolutamente “aereo” nel suo sviluppo. Un fly che, a dispetto delle dimensioni, resta in perfetta sintonia con il complesso del design, nonostante abbia una superficie di ben 40 metri quadrati. È questo un primo esempio di quella ricerca dello spazio che costituisce una costante a bordo.

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A cominciare, sempre per restare all’esterno, dal ponte di prua con grandi aree prendisole e al quale si accede direttamente dal pozzetto grazie al ponte portoghese, elemento distintivo del MCY 80 visto che questa soluzione è introvabile su yacht di queste dimensioni. E all’insegna dello spazio è anche il pozzetto di poppa collocato sullo stesso piano di calpestio del salone dove, come in tutto lo yacht, all’elemento spazio si aggiunge, grazie alle grandi aperture, l’elemento luce.

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Il risultato sono ambienti davvero proiettati sul mare, al tempo stesso semplici e sofisticati. Un primo esempio di questo riuscito mix è lo spazio conversazione, con un lungo divano a murata, che si apre all’ingresso nel salone. Il living prosegue poi con la zona pranzo separata dalla plancia da una grande porta scorrevole a vetri che, se aperta, inonda di luce tutto l’ambiente. Dotata delle ultime soluzioni tecnologiche per la navigazione e la gestione dello yacht la plancia, oltre alla postazione di guida, ospita un divanetto da dove seguire la navigazione. Gli ambienti del ponte inferiore ripropongono gli elementi di design del main deck.

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Dal pavimento in rovere sbiancato e spazzolato, agli inserti in pelle degli arredi, ai complementi d’arredo firmati da Hèrmes, Armani Casa e Minotti. Una serie di spazi anche qui all’insegna delle luce naturale grazie, nelle due cabine doppie centrali e nella Vip di prua, a grandi oblò e, nell’armatoriale wide body collocata a centro barca, alle ampie finestrature a murata. Un altro elemento che distingue il nuovo MCY 80 e che illuminano uno spazio raffinato e permettono di avere una visione, questa volta non metaforica ma reale, sullo spettacolo unico che riesce sempre a dare il mare.