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Is Molas, il resort sardo disegnato da Massimiliano Fuksas

«L’arte non insegna nulla, tranne il senso della vita», sosteneva Henry Miller. E il senso della vita sembra racchiuso proprio qui, tra i muri di queste “sculture abitate” che Massimiliano Fuksas ha disegnato per Is Molas, il golf resort situato in uno dei tratti più affascinanti della costa sud occidentale della Sardegna (a 30 km da Cagliari), al confine tra la località di Santa Margherita di Pula e Capo Teulada. Un omaggio a un territorio, alla sua storia e alla sua natura, anche architettonica.

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«Is Molas è un progetto sperimentale e l’esperimento consiste nel cercare di lavorare con gli elementi, con l’erosione del vento e con la natura», spiega l’archistar, alla guida dello Studio Fuksas, insieme alla moglie Doriana, architetto e storica dell’arte. «Pertanto questo intervento assume la forma di massa erosa e conformata dal vento, dove le aperture sono cavità, dove fasci improvvisi di luce penetrano da fessure o da grandi lucernari per bagnare la materia dei corpi.

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Il territorio è l’elemento primario, le costruzioni quindi si sviluppano adattandosi alle linee dell’orografia naturale per preservarla senza modificare l’andamento naturale del terreno».

Villa_palas_living

Quattro le tipologie di ville ideate da Fuksas (villa Palas, villa Luxi, villa Nea e villa Arenada), tutte differenti per forma, dimensione e finiture; sono veri e propri esempi di bioarchitettura creati prevalentemente con materiali di origine naturale e di produzione locale. «Con Is Molas abbiamo costruito una nuova geografia», continua l’architetto. «Tutto è perfettamente inserito nel paesaggio, aperto al dialogo con la luce del Mediterraneo e le tracce delle sue civiltà. Le ville non seguono allineamenti rigidi e uno studio cromatico specifico ha portato al loro corretto inserimento nel paesaggio. Le superfici sono state scelte a confronto con le terre e le pietre circostanti: e così intonaci “grezzi” e pigmenti naturali; i rivestimenti in lastre di pietra rimandano alla tipicità dell’architettura nuragica».

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Ogni unità abitativa è climatizzata con pannelli radianti a pavimento e deumidificatori a parete in grado di garantire il comfort sia in estate sia nella stagione invernale; la finitura esterna è in coccio pesto, i pavimenti interni sono realizzati in cotto naturale e smaltato o in Mortex e la finitura delle pareti interne in Tadelakt in colori pastello. Insomma, «è un’oasi di silenzio ed esclusività in cui ampie dorsali verdi, che discendono dall’oasi protetta del Parco Montano, si estendono sino ad arrivare ai campi da golf in un continuum di natura e residenze».

Villa_Arenada_jacuzzi_alto

Il progetto prevede anche la realizzazione di un hotel 5 stelle, un beach club privato, ristoranti e boutique, una Spa, miniclub per i più piccoli e una zona sportiva con campi da tennis, da calcetto, da pallacanestro e beach volley.

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Tutte le ville (le prime quattro delle quali sono in consegna proprio nel mese di luglio) sono localizzate su un’area che va dalla zona collinare e maggiormente panoramica fino al campo da golf – 27 buche firmate da Gary Player – perché «Is Molas è stato concepito come un posto dove camminare a piedi, fare lunghe passeggiate per andare dove pochi altri vanno, ma anche per condividere il tempo insieme e godere le tracce di una civiltà antica ma proiettata verso la visione del domani».

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Immerso in un paesaggio estremamente suggestivo – su cui svetta la Torre di Nora e ai cui piedi sorgono i resti dell’antica città fenicia –, l’Is Molas Golf Resort offre anche un Bike Park privato che si estende su 120 ettari di natura selvaggia, con decine di percorsi mappati, che dalla montagna discendono fino al mare. «Vorrei che tutti avessimo alle nostre spalle, verso la montagna, un bosco di lecci e mirti: sacro e profano nello stesso tempo.

Massimiliano and Doriana Fuksas_ photo by Maurizio Marcato

Vorrei che guardassimo il mare e il tramonto camminando sui tetti sinuosi delle nostre case, simili per gentilezza e innocenza al corpo umano e a organismi scomparsi da millenni», conclude Fuksas. «Vorrei che la casa fosse un luogo protetto e aperto verso l’orizzonte, con il caldo del camino, perché anche in inverno la casa è una casa. E ancora vorrei che di giorno la forte luce della Sardegna immersa nel Mediterraneo fosse filtrata ma senza nascondere troppo i cieli alti, tersi, di un azzurro simile al colore dei ghiacciai.

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In altre parole, vorrei che questo angolo di Sardegna fosse per il piacere dell’esistenza, per la voglia di incontrare gli altri e di vivere una felice solitudine». Quella felice solitudine che mette in pace con se stessi e che il mare sa ricreare così bene.