Le prime volte non si dimenticano mai. E il Seadeck 9 di Azimut aveva il peso e l’aura degli eventi destinati a lasciare il segno. Più che un varo, è stato un manifesto. Perché presentare una barca nata per il mare nel cuore delle Alpi, ad Avigliana, significa ribaltare la grammatica tradizionale della narrazione nautica. Tutto intorno, le montagne formano un orizzonte inaspettato; nell’aria, invece, il profumo del mare è tangibile. Un paradosso solo in apparenza.

A tenere insieme questo cortocircuito geografico e simbolico sono le barche stesse: oggetti capaci di trasformare un luogo lontano dalla costa in un avamposto marino. Azimut lo fa da sempre e il Seadeck 9 è solo l’ultima, potente conferma di questo legame profondo e identitario. Ma sarebbe riduttivo fermarsi qui. Perché questo debutto ci dice molto di più. L’ultima nata non è solo l’ammiraglia dell’omonima gamma, ma passerà alla storia come il primo modello ad essere varato con una vera e propria cerimonia completa di bottiglia, inno nazionale e un pubblico composto da tutti gli operai coinvolti nella costruzione dell’imbarcazione di 26 metri presso il cantiere navale.

“Avigliana è unica nel settore: costruire barche sotto le montagne ci ha spronato a sviluppare nuove soluzioni, a spingere al massimo le nostre capacità tecniche e ingegneristiche, a gestire l’intero processo, dalla fibra di vetro e di carbonio alla barca finita. Seadeck 9 è il prodotto di cinquant’anni passati a rendere possibile l’apparentemente impensabile, di cinquant’anni di sfide superate”. Queste le parole pronunciate dal palco da Giovanna Vitelli, Presidente del Gruppo Azimut|Benetti.

Ponte di mare 9: ritorno alla natura
Con il Seadeck 9, Azimut non si limita a introdurre un nuovo modello nella gamma, ma consolida e sottolinea ulteriormente una precisa visione progettuale. Su scala più ampia rispetto ai precedenti Seadeck 6 e 7, la nuova ammiraglia della linea porta all’estremo un concetto che ne definisce l’identità: vivere il mare in modo più consapevole, fluido e naturale, riducendo ogni forma di mediazione tra uomo, barca e ambiente.

Una nuova idea di design: gli esterni
Il fulcro di questa esperienza è l’area di poppa, ribattezzata Fun Island. Qui il design si manifesta. Un’area di circa 60 metri quadrati in totale, distribuita su tre livelli, che ribalta la tradizionale gerarchia degli spazi a bordo e mette al centro la vita all’aperto. Le paratie abbattute amplificano la percezione dello spazio, mentre i percorsi sono progettati per accompagnare l’armatore e gli ospiti verso il mare in modo naturale e continuo.

L’ingresso in acqua, facilitato da una piattaforma con scala sommersa, non è più un gesto tecnico ma una parte integrante dell’esperienza di navigazione. Questa visione è stata tradotta in forma dalla creatività di Alberto Mancini, che ha progettato le linee esterne, e dall’approccio progettuale di Matteo Thun & Antonio Rodriguez, responsabili degli interni. Uno sforzo sinergico, in cui ogni elemento contribuisce a rafforzare il dialogo con l’ambiente circostante. Nulla è lasciato al caso, a partire da un design che rifiuta la netta separazione tra interni ed esterni a favore di una continuità visiva e sensoriale.

Gli interni
Il design degli interni segue la stessa logica: grandi finestre a tutta altezza aprono le stanze all’orizzonte, mentre i materiali, la palette di colori e gli arredi evocano un’atmosfera rilassata e organica. Le forme sono essenziali, mai rigide; gli arredi, più vicini al mondo dell’ospitalità all’aperto e contemporanea che a quello della nautica tradizionale, invitano a una nuova idea di comfort, informale ma sofisticata. Sul fronte tecnico, la Seadeck 9 compie un ulteriore passo avanti in termini di propulsione.

Il Seadeck 9 è dotato di un tradizionale motore Volvo Penta, ma è anche predisposto per un sistema ibrido, una soluzione che conferma l’impegno del cantiere a investire in tecnologie volte a ridurre l’impatto ambientale e a garantire una navigazione più efficiente e silenziosa. Si tratta di un elemento fondamentale che rafforza la coerenza di un progetto pensato, in ogni dettaglio, per riportare l’esperienza di bordo a un dialogo diretto e autentico con il mare, una soluzione che conferma l’impegno del cantiere a investire in tecnologie volte a ridurre l’impatto ambientale e a garantire una navigazione più efficiente e silenziosa. Si tratta di un elemento fondamentale che rafforza la coerenza di un progetto pensato, in ogni sua parte, per riportare l’esperienza di bordo a un dialogo diretto e autentico con il mare.
Matteo Zaccagnino


