Nel mondo dei grandi yacht, la vera differenza non sta nello scegliere, ma nel creare. Nel partire da una visione personale e trasformarla in qualcosa che prima non esisteva.

È qui che il segmento del full custom alza davvero l’asticella: ogni yacht diventa un progetto unico, irripetibile, costruito attorno a un modo preciso di vivere il mare. Ed è su questo terreno che CRN ha costruito la propria identità, affermandosi come una delle espressioni più autorevoli della nautica su misura. Più che un cantiere, CRN è il luogo dove competenze tecniche, cultura artigianale, creatività trovano la loro più alta espressione. In poche parole, un vero e proprio atelier. Nessun modello da replicare, nessuna soluzione standardizzata, ma un processo che nasce dal confronto continuo tra armatore, designer, ingegneri e maestranze.

Ogni progetto prende forma passo dopo passo, definendo proporzioni, materiali, volumi e dettagli a partire da una visione condivisa, senza mai perdere coerenza stilistica. È questa interpretazione rigorosa del “su misura” che consente a CRN di competere alla pari con i grandi nomi della cantieristica nordeuropea, nel club ristretto di chi opera nel segmento più alto del mercato dei superyacht. Un confronto giocato sulla capacità di gestire programmi complessi, lunghi e altamente personalizzati, con un valore aggiunto che parla italiano: l’equilibrio tra ingegneria avanzata e sensibilità progettuale, tra innovazione tecnologica e sapere artigianale.

Ogni yacht è diverso dall’altro, ma tutti condividono la stessa lingua fatta di qualità costruttiva, attenzione al dettaglio e centralità della persona nel processo creativo. Yacht che non inseguono le mode, ma costruiscono identità. Lo racconta anche la storia del cantiere, segnata dalle firme che in oltre sessant’anni hanno navigato insieme a CRN: da Carlo Riva a John Bannenberg, da Terence Disdale a François Zuretti, fino a Nuvolari Lenard, Nauta Design, Vripack Yacht Design e Studio Vallicelli.

Un percorso che oggi trova una nuova espressione in Project Thunderball, nato dal lavoro congiunto tra Nauta e Vripack. Non sono tanto i 70 metri a definirne la complessità, quanto i contenuti progettuali. I piani generali sono stati ripensati per migliorare l’operatività dell’equipaggio senza interferire con la privacy dell’armatore e degli ospiti, intervenendo sui flussi, sui percorsi e sulle funzioni di bordo. La qualità della vita a bordo sul 70 metri passa per le soluzioni adottate in tema di aerazione, insonorizzazione e riduzione delle vibrazioni.

Scelte che non si vedono, ma si percepiscono. Dietro questo risultato c’è anche il ruolo di CRN come regista del progetto, chiamato a coordinare una filiera articolata di fornitori internazionali, molti dei quali nordeuropei. Interni ed esterni dialogano in modo diretto, geometrie e proporzioni si richiamano, mentre luce e tecnologia restano integrate, presenti ma mai ostentate.

La qualità si misura anche sull’efficienza, come dimostra l’adozione di un Energy Storage System pensato per ottimizzare i flussi energetici, gestire il peak shaving e garantire un funzionamento silenzioso all’ancora, riducendo i consumi. Per vedere Project Thunderball in acqua bisognerà attendere la prossima primavera.

Ma il 2025 ha già segnato un passaggio importante per CRN con l’arrivo di Amor à Vida. Ex Project Maranello, il superyacht di 67 metri è un dislocante in acciaio e alluminio completamente custom, sviluppato dal team Engineering della Ferretti Group Superyachts Division. Il progetto porta la firma di Nuvolari Lenard per esterni e interni, con il contributo di Valentina Zannier per il décor, mentre Moran Yacht & Ship ha affiancato l’armatore lungo tutto il percorso costruttivo. Due yacht diversi, due visioni distinte, un unico filo conduttore. In un mercato che tende sempre più alla standardizzazione, CRN continua a percorrere la strada opposta: quella del progetto su misura, della complessità gestita, dell’identità costruita nel tempo. Sul mare, oggi come ieri, creare resta l’unica vera forma di distinzione.
In un mercato che si muove sempre più verso la standardizzazione, CRN continua a percorrere la strada opposta: quella del design su misura, della complessità gestita e dell’identità costruita nel tempo. In mare, oggi come ieri, la creazione rimane l’unica vera forma di distinzione.
Matteo Zaccagnino

