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In conversation woith: Van Orton Design

 

Uno, anzi due, di cognome fanno Schiavon e decidono di chiamare il loro studio Van Orton. Motivo? Un film, meglio il nome del protagonista di The Game, film del 1997 del regista David Fincher.

“Un film che ci ha colpito moltissimo e al quale siamo molto legati. Perché era un thriller psicologico con un plot twist, un colpo di scena finale, per noi tra i più belli mai visti. E il protagonista, impersonato da Michael Douglas, si chiama Nicholas Van Orton. Quindi abbiamo deciso di chiamarci Van Orton”. Chi racconta è Marco Schiavon, 43 anni, con il fratello gemello Stefano fondatore appunto dello studio Van Orton che ha sede a Torino ed è un punto di riferimento internazionale nel mondo dell’illustrazione e della grafica,

Percorso di studi comune con diploma di grafica pubblicitaria per Marco e Stefano, stesse passioni, identica anche l’esperienza lavorativa nella medesima agenzia di comunicazione. E pure simultanee dimissioni per dare vita nel 2013 al proprio studio che si distingue subito per linee e colori che uniscono elementi della cultura pop con richiami alle vetrate gotiche. 

PearlJam_Chicago

A far scrollare il tasto Work del loro sito che contiene il book dei lavori di Van Orton si incontrano marchi come Marvel, Disney, Armani, Sisley, Colmar, Foot Locker, ma anche BMW, Mercedes, Ducati e personaggi come Jovanotti, Pearl Jam e Bon Jovi che, pure loro, hanno scelto lo stile di Marco e Stefano per presentare i propri Tour.

“In questi anni, con il progetto Van Orton” spiega Marco “abbiamo creato questa nostra cifra stilistica che è riconoscibile. E abbiamo collaborato con vari brand che si sono affidati a noi per avere il nostro stile abbinato al loro marchio. Per esempio, per Ducati abbiamo vestito il nuovo modello Scrambler e realizzato tutta la veste grafica e le illustrazioni del tour di presentazione della moto. 

Compreso un cover kit in edizione limitata e una capsule. Mentre, come nel caso di Bon Jovi, abbiamo sviluppato le immagini digitali, le visual, che animavano i maxi schermi del palco nei suoi spettacoli. Fondamentalmente veniamo dalla grafica ma operiamo in un ambito più illustrativo, più artistico, quindi c’è un mix, un bilanciamento tra quello che è il nostro bagaglio grafico e quella che è la passione artistica, la passione del disegno. 

X – Bon Jovi

Non siamo designer, non abbiamo mai progettato oggetti, anche se ci siamo confrontati con oggetti. Per esempio con la realizzazione della borraccia che abbiamo disegnato e illustrato per 24Bottles, un brand impegnato nel ridurre l’impatto delle bottiglie di plastica usa e getta”.

Occorre sapere le caratteristiche fisiche dell’oggetto per poterlo poi vestire…

“Esattamente. Oltre a sapere quale racconto si vuole rappresentare. Come nel caso della nuova barca di Francesca Clapcich.”

Prima regata con il Team Francesca Clapcich, sponsorizzato da 11thHourRacing

Appunto, l’Imoca di Team Francesca Clapcich Powered by 11th Hour Racing che però non è la vostra prima collaborazione con 11th Hour Racing Team…

“No. Ricordo, era durante il lockdown per il Covid, che ci contattò Alessandra Ghezzi (vice presidente di 11th Hour Racing Team, ndr) che ci coinvolse con altri creativi in una gara per la grafica della barca che avrebbe partecipato al The Ocean Race 2022-23. Ci furono vari step ma alla fine portammo a casa il progetto”.

I disegni originali di Jean-Baptiste Epron relativi al progetto Van Orton per l’IMOCA da 60 piedi di 11th Hour Racing © Yann Riou / polaRYSE

Era la vostra prima esperienza con una barca?

“Sì. Non abbiamo barche, non andiamo in barca. Certo, andiamo al mare e così l’oggetto non era del tutto sconosciuto. Comunque, anche se per Mercedes avevamo fatto un lavoro in occasione della Mille Miglia del 2019 con una AMG GT Coupé4 che avevamo wrappato, intervenire su una barca per noi era una novità. Fu un lavoro molto interessante anche se tendevamo a occupare tutti gli spazi disponibili e non sapevano dove riservare su una barca gli spazi per gli sponsor”

Riprese dal drone della prima sessione di vela

Comunque è stato un lavoro apprezzato tanto che siete stati coinvolti per questo secondo intervento…

“Oltre a conoscere meglio gli aspetti tecnici, il briefing è stato molto definito. Ci è stato fornito il brand book e le linee guida della grafica attuale di Francesca con le tre parole chiave del claim: Believe, Belong, Achive. E da queste parole siamo partiti. In una decina di giorni abbiamo sviluppato tre proposte molto diverse tra loro a livello di stile e grafico che abbiamo sottoposto ai responsabili”. 

I disegni originali di Jean-Baptiste Epron relativi al progetto Van Orton per l’IMOCA da 60 piedi di 11th Hour Racing © Yann Riou / polaRYSE

Ed è stata scelta la proposta nella quale, novità rispetto alla precedente barca, avete abbandonato l’outline nero, le immagini si fondono in maniera continua e c’è questo elemento centrale della silhouette di un viso…

“È piaciuto moltissimo tanto che non è stata necessaria alcuna modifica. Solo nella scelta degli 11 colori. E anche noi siamo stati contenti della scelta perché ci ha dato la possibilità di mostrare un approccio nuovo a livello stilistico”.

I disegni originali di Jean-Baptiste Epron relativi al progetto Van Orton per l’IMOCA da 60 piedi di 11th Hour Racing © Yann Riou / polaRYSEQual è stato il passo successivo?

“Contrariamente a quanto avvenuto con la prima barca questa volta ci siamo confrontati direttamente con Jean Baptiste Epron (navigatore, artista e graphic designer francese che ha decorato centinaia di grandi barche, ndr). Ci siamo anche incontrati e gli abbiamo fornito il file vettoriale del visual scelto. Dopodiché lui ha praticamente adattato al meglio, prendendo anche parti del viso al centro del progetto, tutti gli elementi, soprattutto per quanto riguarda lo scafo. Ha cercato di amalgamare l’insieme per arrivare a una serie di proposte per la messa in grafica sulla barca. A quel punto, era l’ottobre dello scorso anno, ci siamo trovati a La Havre con Jean Baptiste e Francesca. Abbiamo scelto tra le proposte di Jean Baptiste e poi lui ha iniziato in autonomia la parte di decorazione.

I disegni originali di Jean-Baptiste Epron relativi al progetto Van Orton per l’IMOCA da 60 piedi di 11th Hour Racing © Yann Riou / polaRYSE

Dopo un barca che ha vinto il giro del mondo e una che sarà protagonista dei prossimi grandi appuntamenti oceanici, qualcuno vi ha chiesto di vestire un’altra barca?

Sì, ci ha contattato un privato. Chiaramente non aveva una barca del tipo di 11th Hour, ma ci ha scritto. Vedremo..

Passiamo dalle barche a temi più generali. C’è una tendenza grafica che sta andando per la maggiore? 

Ogni anno ci sono delle tendenze grafiche e ci sono siti specifici dove si possono vedere e capire quali sono le tendenze. Magari c’è l’anno in cui funzionano di più certi colori oppure certe font di caratteri hanno più impatto. Poi, per esempio nella ricerca di reference, c’è l’intelligenza artificiale…

Scusa se ti interrompo: usate l’Intelligenza Artificiale?

Sì. Ma io, a feeling mio personale, quando ormai vedi che anche i grandi network fanno spot con l’intelligenza artificiale, che ormai sono riconoscibilissimi, la cosa inizia a darmi anche un po’ di noia. Tutti gli strumenti un po’ innovativi usati in modo coerente danno il giusto aiuto. Però se scrivo un prompt e mi realizzo l’immagine, è una brutta cosa. Soprattutto per chi ha l’occhio un po’ esperto. Nel campo della comunicazione ormai si nota subito se dietro c’è l’intelligenza artificiale.

Ultima domanda. Qual è il progetto su cui vi piacerebbe lavorare?

Da bambini, io e Stefano eravamo appassionati di scarpe e sneakers. Avvicinarsi a quel mondo sarebbe bello. Perché sui nostri quaderni di scuola troviamo tante scarpe disegnate e inventate.

Emilio Martinelli

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