Ted Turner, noto a tutti come “Mister CNN” si è spento ieri sera all’età di 87 anni dopo una lunga malattia, lasciando dietro di sé un’eredità enorme nel mondo dei media, dello sport e della vela. Visionario, imprenditore, filantropo, Turner è stato soprattutto un uomo capace di trasformare ogni sfida in un’occasione per lasciare il segno. E tra le sue imprese più iconiche resta sicuramente quella compiuta nel 1977 nelle acque di Newport, quando guidò gli Stati Uniti alla vittoria della 25ª America’s Cup al timone del 12 metri “Courageous”.
Chi era Ted Turner
Nato a Cincinnati nel 1938, Robert Edward Turner III, per tutti semplicemente Ted, fu il fondatore della CNN, il primo canale all-news trasmesso 24 ore su 24, lanciato nel 1980 e destinato a rivoluzionare il modo di fare informazione televisiva nel mondo. Prima ancora aveva costruito il proprio impero mediatico partendo da una piccola emittente acquistata ad Atlanta nel 1970.
Nel corso della sua vita si dedicò anche allo sport professionistico, sostenendo gli Atlanta Braves, e promosse iniziative come i Goodwill Games, nati per contrastare i boicottaggi politici nello sport internazionale. Ambientalista convinto, contribuì inoltre alla reintroduzione dei bisonti nelle grandi pianure americane e si impegnò a favore del disarmo nucleare attraverso la United Nations Foundation.
Non è un caso se nel 1991, Turner fu nominato “Uomo dell’Anno” dalla rivista Time.
La sua passione per la vela
Nonostante il successo negli affari e una vita pubblica sempre sotto i riflettori — compresi tre matrimoni celebri, tra cui quello con Jane Fonda — Turner considerò sempre la vela come qualcosa di profondamente intimo e personale.
Il mare rappresentava per lui competizione, libertà, sfida, spirito di squadra. Una passione vissuta intensamente, ben prima della gloria in Coppa America. Già nel 1974 aveva infatti tentato l’assalto alla “brocca d’argento” con il “Mariner”, senza riuscire nell’impresa.
Tre anni più tardi tornò però alla carica, attirandosi le perplessità del New York Yacht Club, che guardava con diffidenza quel magnate anticonformista del Sud, soprannominato “The Mouth of the South” per il carattere diretto e la personalità debordante.
Il trionfo del “Courageous”
Turner, tuttavia, non era uomo da lasciarsi frenare dai giudizi. Decise così di acquistare il “Courageous”, il 12 metri che aveva già conquistato la Coppa nel 1974. La scelta non poteva essere più azzeccata.
Alle selezioni americane dominò la scena e nella finale contro gli australiani di Alan Bond inflisse un pesante 4-0, uno dei successi più netti nella storia della competizione. Fu un trionfo storico anche perché Turner divenne il primo skipper dilettante a vincere l’America’s Cup.
Quel successo rimase sempre tra i ricordi più preziosi della sua vita. In occasione del 45° anniversario della vittoria, celebrato a Newport, aveva scritto parole che raccontavano perfettamente il suo legame con il mare:
«Vincere l’America’s Cup è stato uno degli eventi più memorabili della mia vita. Ma la vela è soprattutto uno sport di squadra. Tornare qui 45 anni dopo con la mia famiglia, i miei figli e gli amici più stretti è qualcosa di speciale».
M.C.





