Alessia Zecchini conquista i -113 metri a peso costante e stabilisce il suo 40° record in carriera, nell’anno Alessia Zecchini conquista i –113 metri in assetto costante e firma il quarantesimo primato in carriera, nell’anno in cui Seiko celebra i 60 anni del suo primo diver.
Un metro. Sulla terraferma lo percorriamo senza pensarci. Basta un passo. Ma in mare, trattenendo il fiato e lasciandosi scivolare nel blu, quei 100 centimetri possono diventare un confine invalicabile. È la sottile linea tra ciò che il corpo riesce a sopportare e ciò che sembra impossibile. Alessia Zecchini questo confine lo conosce bene e, ogni volta, prova a spostarlo un po’ più in là.

Il 18 maggio 2025, davanti agli occhi della comunità dell’apnea mondiale, è scesa fino a –113 metri in assetto costante con le pinne, conquistando il 40°primato personale di una carriera straordinaria. Una cifra tonda che non è solo un traguardo sportivo, ma anche un simbolo: lo stesso anno in cui Seiko celebra i 60 anni dal lancio del suo primo diver, l’orologio che ha aperto le porte del mare a intere generazioni e di cui Alessia è oggi ambassador. L’abbiamo incontrata all’indomani di questa nuova impresa ed ecco cosa ci ha raccontato.

Cosa cerchi in ogni discesa?
Cerco di godermi ogni tuffo fino in fondo. Non si tratta solo di stabilire un record, ma di vivere pienamente ogni secondo della discesa. È stato così anche questa volta. Forse è proprio questo ad aver reso speciale quest’ultima esperienza.
Avevi già in mente il nuovo primato? Quando hai capito che sarebbe stato il momento giusto?
In questi casi si procede per gradi. Prima ho raggiunto i 110, poi i 112 metri. Sentivo di avere la confidenza giusta, anche se ogni immersione è diversa. Ma sapevo che potevo farcela.

Da quanto tempo stai lavorando per raggiungere questo obiettivo?
Mi piace mettermi alla prova. La maggior parte delle mie performance o sono già primati o ci si avvicinano molto. In questo periodo mi sono concentrata su due specialità: l’assetto costante senza attrezzi e quello con le pinne. Ho scelto di dedicarmi a quest’ultimo: mi stimolava di più.
Cosa rende questa prova diversa dalle precedenti?
Ogni traguardo ha una sua storia, anche se da fuori può sembrare tutto uguale. In realtà, cambiano gli equilibri tecnici e le sensazioni. Stavolta ho lavorato molto sulla tecnica. E ha funzionato.

Quaranta record in carriera. Ce n’è uno che ti porti dentro più degli altri?
Due. Il primo quando ho toccato prima i 102 e poi i 104 metri in assetto costante con monopinna. È stato raccontato anche nel mio docufilm: un sogno che ho condiviso con persone speciali. L’altro è il tuffo ai –123 metri nel 2023. Aggiungere 20 metri in sei anni non è poco.
Il tuo 40° primato arriva nel 60° anniversario del primo diver Seiko. Che ruolo ha avuto il marchio giapponese nella diffusione della subacquea?
Importantissimo. Seiko ha avvicinato un nuovo pubblico al mondo subacqueo, mostrando la bellezza del mare attraverso un oggetto tecnico come un orologio.

Ritrovi i valori di Seiko nel tuo approccio all’apnea?
Assolutamente. Precisione e affidabilità sono fondamentali sott’acqua. Seiko ha sempre posto l’accento su questi aspetti, dimostrando che i limiti sono fatti per essere superati. In questo, mi sento molto vicina alla sua filosofia.
Cosa ti ha insegnato l’apnea nella vita?
Tantissimo. Ti aiuta a conoscerti meglio, a gestire il battito, le emozioni, la mente. Ti dimostra che abbiamo il potere di controllare corpo e pensieri. E soprattutto, ti insegna a respirare. Un gesto semplice, ma spesso dimenticato.
Matteo Zaccagnino

