Zeitgeist. Ovvero dare forma, attraverso l’architettura, allo spirito del proprio tempo. Bisogna partire da qui per comprendere l’importante lavoro di restyling della sede di Avigliana di Azimut Yachts. A firmare l’opera inclusa in un piano d’investimenti di 50 milioni di euro destinato al sito produttivo, è stato chiamato AMDL CIRCLE e Michele De Lucchi, che sono intervenuti regalando una veste architettonica all’edificio principale e al nuovo padiglione multifunzionale.

Già, ma cosa c’entra lo Zeitgeist con il cantiere di Azimut Yachts? Per trovare la risposta bisogna partire dall’inizio o meglio dal tipo di approccio che ha caratterizzato l’opera nel quale il dialogo tra passato, presente e futuro ha scandito le coordinate del progetto.

«Tutto è partito da una struttura progettata negli anni Novanta dallo studio torinese Gabetti e Isola, autori di importanti opere architettoniche, tra cui la sede Olivetti. Gli stessi architetti descrivevano l’architettura di questo sito come un dialogo tra produzione e paesaggio: le imbarcazioni, gli uffici e gli stabilimenti si integrano nel contesto industriale e costiero italiano, con pochi elementi essenziali acciaio, blocchi colorati e tetti blu.

Da qui è iniziata la nostra storia, una storia da preservare», ha raccontato la presentazione Giovanna Vitelli presidente di Azimut | Benetti. «L’intervento architettonico che avevamo in mente realizzato doveva rispettare questa identità, aggiungendo però un tratto contemporaneo senza snaturarne l’impronta originale. Tra i diversi riferimenti presi in considerazione c’è anche il Louvre: la sua piramide di vetro è un esempio di dialogo armonico tra passato e presente», ha sottolineato Giovanna Vitelli.

Una visione chiara che si è tradotta in scelte nette. «Questo progetto è stato importante anche per me, come rappresentante della seconda generazione. È arrivato in un momento di riflessione: su come vogliamo guardare al futuro, al modo in cui operiamo e alla cultura aziendale che desideriamo promuovere. Da qui la scelta di abbandonare il concetto tradizionale di uffici dirigenziali, con metrature e finiture a indicare gerarchie, e di adottare un principio fondato sulla trasparenza.

Il largo impiego di superfici vetrate, sono state pensate per mettere in comunicazione visiva i diversi spazi dell’azienda» ha sottolineato Vitelli che ha aggiunto: «Restano naturalmente le aree destinate alla dirigenza, ma l’attenzione si è concentrata sulla creazione di spazi condivisi: open space, sale riunioni e ambienti di incontro che favoriscano il lavoro di squadra e lo scambio di idee».

La parte più complessa? Intervenire su qualcosa di già esistente. Non è un caso che la scelta sia ricaduta su AMDL CIRCLE e Michele De Lucchi che oltre a conoscere bene Azimut grazie a una collaborazione ormai decennale vantano diversi progetti in tal senso. Tra i più rappresentativi figurano le Gallerie d’Italia di Torino, ricavate negli spazi di un ex caveau bancario, la Triennale di Milano e la Manica Lunga di Venezia.

Tutti esempi di un approccio che non cancella, ma stratifica e rinnova, aggiungendo ciò che serve al presente e al futuro. Lo stesso principio ha guidato l’intervento sulla sede di Avigliana: un complesso non antico, ma comunque dotato di una propria identità e di una storia da raccontare. Il progetto ha previsto aggiunte, sottrazioni e aperture, con l’obiettivo di rispettare la memoria originaria e proiettarla nella contemporaneità. Ne è nata un’architettura che racconta un viaggio.

Il percorso inizia con un padiglione metallico, composto da tre volumi che si sovrappongono: un segno tecnologico, essenziale e contemporaneo. L’ingresso si trasforma così in un nuovo spazio aperto, libero, pensato per molteplici usi.

Oggi è una lobby, ma potrà diventare in futuro un’area espositiva o un luogo per eventi: un ambiente dinamico e flessibile, in linea con le esigenze di un’azienda in costante evoluzione. Il percorso interno accompagna il visitatore e l’ospite lungo la storia del cantiere, attraverso tappe simboliche come il primo motore fuoribordo realizzato da Paolo Vitelli, fondatore del gruppo.

Si incontrano anche richiami alle tante innovazioni introdotte nel tempo, sia nel linguaggio del design sia nella comunicazione, che hanno contribuito a definire l’identità del marchio e la sua capacità di interpretare i cambiamenti della nautica e del mondo contemporaneo. Viviamo in un momento di grandi trasformazioni, culturali e tecnologiche.

Tutto si muove con una velocità inedita e, in un contesto del genere, anche l’architettura è chiamata a evolversi. È proprio attraverso l’architettura che si manifesta lo Zeitgeist, lo spirito del tempo, capace di riflettere le tensioni e le aspirazioni della contemporaneità anche e soprattutto in un cantiere che produce barche. «Un architetto, come chiunque altro, deve saper comprendere il tempo in cui vive. Se la sua identità guarda troppo avanti rischia di non essere compreso; se rimane ancorato al passato diventa anacronistico.

Trovare il giusto equilibrio è la chiave per restare rilevanti», ha detto Michele De Lucchi in occasione dell’evento d’inaugurazione. «Per affermarsi, per crescere e per trovare soddisfazione nel proprio lavoro, è necessario interrogarsi continuamente su ciò che si sta facendo e sugli obiettivi che si vogliono raggiungere. Lo stesso vale per un’azienda: non è fatta solo di un marchio, ma di persone, relazioni, prodotti e processi. E proprio da questa rete vitale nasce la sua capacità di rinnovarsi nel tempo», ha aggiunto De Lucchi.
Matteo Zaccagnino
