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Best of 2006 – Antares, lo scorpione rosso

Benvenuto nella sezione speciale “20th Anniversary” di Top Yacht Design. Qui ti presentiamo, giorno per giorno, le migliori storie, yacht e personaggi che abbiamo trattato in questi 20 anni di Top Yacht Design, dal 2006 a oggi.


Tratto da Top Yacht Design No. 6/2006 pp. 58/65

Antares, lo scorpione rosso

Siamo nel 2006, il primo anno di Top Yacht Design, quando dedichiamo questo articolo al nuovo ketch di Royal Huisman che porta la firma di Dixon e Young: quaranta metri di rara eleganza e sorprendente potenza sotto le vele. Un’imbarcazione destinata a lasciare il segno nella galassia dei superyacht.

Il magnifico ketch di 40 metri recentemente varato dal cantiere olandese Royal Huisman porta il nome di Antares, come la stella rossa della costellazione dello Scorpione che ha ispirato poeti e artisti per secoli. L’imbarcazione ha richiesto due anni di lavoro e Antares rispecchia appieno la filosofia del cantiere che dal 1884 costruisce imbarcazioni di lusso personalizzate al cento per cento. Oggi, alla sua quarta generazione (il titolo di “Royal” è stato conferito nel 1984), il cantiere è in grado di bilanciare il moderno e il tradizionale, utilizzando materiali “nuovi” senza tradire l’approccio artigianale che gli ha fatto guadagnare fama mondiale. Grazie alla capacità di eseguire tutti i lavori all’interno dell’azienda, compresi gli scafi (in alluminio, composito e legno), le attrezzature e l’impianto Rondal di 30 metri quadrati della struttura, Royal Huisman è in grado di mantenere la filosofia “tutto sotto lo stesso tetto” che piace tanto ai clienti perché fa risparmiare tempo e denaro. Antares è stata creata in un ambiente molto innovativo, aperto a tutti i tipi di espressione, dove architetti e designer arrivano da ogni parte del mondo per fare brainstorming e condividere soluzioni e idee. Le linee esterne del ketch sono state disegnate da Bill Dixon, mentre gli interni sono opera dello studio di design Dick Young.

Nelle prove in mare Antares ha toccato i 14 nodi di velocità. L’albero principale misura 44,45 metri ed è realizzato in fibra di carbonio da Southern Spars, così come l’albero di mezzana e i due boma. Tutto il resto del ponte è prodotto “su misura” da Rondall.

 

Lo yacht navigherà principalmente nel Mediterraneo, ma questo non significa che non sia adatto a viaggi transoceanici: al contrario, Antares soddisfa i severi criteri di costruzione Lloyds/MCA applicati alle imbarcazioni da diporto ed è quindi in grado di affrontare gli oceani in totale sicurezza. Inoltre, la certificazione garantisce la longevità dell’imbarcazione, rendendola appetibile sul mercato, anche per i nuovi proprietari. Antares è una bellezza sorprendente, ma questo non è affatto sorprendente: è una caratteristica distintiva degli yacht Huisman. Ciò che sorprende sono le soluzioni studiate per creare un’armonia di proporzioni senza cedere al “gigantismo” che troppo spesso deturpa i megayacht. Per facilitare la gestione delle vele, il sartiame del ketch è frutto di un calcolo molto attento. I due alberi e il boma di Southern Spars sono realizzati interamente in fibra di carbonio (forniti dall’armatore). La scelta del carbonio è obbligata quando si richiedono misure elevate (l’albero maestro supera i 44 metri e l’albero di mezzana i 31 metri) e resistenza senza pesi eccessivi. Tutto il resto del ponte, a partire dai winch personalizzati, è realizzato internamente da Rondall.

Nella prima foto, il soggiorno di Antares. In basso, la zona pranzo.

 

All’altezza dell’albero maestro si trova l’alloggiamento per il tender, che viene manovrato con uno speciale paranco. Per la costruzione, invece, sono stati scelti materiali compositi: alluminio Corus Alustar Tember H321 per lo scafo e HI 12 per la sovrastruttura. L’armatore, che già conosceva Dixon, ha richiesto un’imbarcazione ad alte prestazioni che fosse, soprattutto, confortevole per una piacevole navigazione con gli amici e la famiglia. Per questo motivo è stato necessario sviluppare spazi ampi e ben definiti, sia sopra che sottocoperta. Si inizia con il tetto della carrozza che ospita una dinette e la timoneria interna, progettata per mantenere il contatto con le persone che operano all’esterno. La parte più a poppa ospita un prendisole dove è possibile godersi la navigazione senza intralciare l’equipaggio. All’altezza dell’albero di mezzana è stata creata una doppia timoneria meccanica e idraulica (sempre in carbonio) e da questa zona di controllo con due pozzetti collegati al pozzetto principale il timoniere può partecipare alla vita sociale tenendo d’occhio l’ampio ponte, anche a vele spiegate. I pannelli degli strumenti elettronici sono pubblicati all’interno per garantire un controllo completo della navigazione, anche in caso di maltempo.

La gigantesca suite armatoriale si estende a tutto baglio e dispone di un letto king-size e di un bagno separato.

 

A prua della timoneria esterna si trova un ampio pozzetto attrezzato con sedili e tavolo; inoltre quest’area offre un accesso diretto alla doghouse con console di guida, tavolo e divani. Dal tetto della carrozza è anche possibile scendere sottocoperta dove è ben visibile l’impronta di Dick Young: dopo una serie di colloqui con l’armatore, il designer ha deciso di adottare un concetto dinamico per l’arredamento, ovvero i singoli pezzi sono slegati e indipendenti l’uno dall’altro piuttosto che una soluzione di arredamento permanente. Per ottenere questo risultato, Young ha alternato pannelli in noce francese e in pelle. La zona armatoriale e la zona ospiti sono collegate in modo tradizionale a poppa. L’armatore dispone di una suite con letto matrimoniale, angolo salotto, ufficio e ampio bagno interno. Verso prua troviamo una cabina ospiti sul lato di dritta con due letti singoli addossati alle pareti e una cabina VIP sul lato opposto, entrambe con bagno privato separato e doccia en suite.

La cucina è spaziosa e ben attrezzata.

 

La zona di prua è dedicata alla vita sociale. A dritta c’è un’elegante e comoda sala da pranzo per otto persone, mentre a sinistra si trova un salotto con divano a “L” e angolo bar. Qui si trova anche l’ufficio, che può essere facilmente trasformato in un’altra cabina. Gli alloggi per l’equipaggio si trovano a prua, con tre cabine doppie con bagno privato e la mensa per l’equipaggio con cucina. Possiamo essere certi che Antares non passerà inosservata nella galassia dei superyacht.

 

Di Bianca Ascenti – Foto di Hans Westerink


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