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Tratto da Top Yacht Design n. 36/2023, pagg. 74/81
Sotto il segno di Olokun
Terzo esemplare della serie 50 metri di Tankoa, si contraddistingue per il colore dello scafo e per l’interior design firmato da Casa Dio Miami/London.
Nella mitologia Yoruba l’Olokun è un eroe androgino diventato semidio ed è considerato la personificazione di diverse caratteristiche umane quali la pazienza, la meditazione, l’osservazione e le visioni future che lui mostra sul fondo dell’oceano. Olokun governa le ricchezze materiali, le abilità psichiche, i sogni, la meditazione e la salute mentale. Non è quindi difficile immaginare che, per l’armatore del terzo scafo della serie 50 metri di Tankoa, battezzato appunto Olokun, il mare e la vita a bordo siano una sorta di rifugio dalla frenesia della vita. Non è un caso che su questo yacht non ci siano televisioni (solo le predisposizioni per installazioni future) e che tutto sia stato pensato per consentire agli ospiti di essere sempre in contatto visivo con il mare. Gli esterni, come per i due precedenti 50 metri Vertige e Bintador, sono opera di Francesco Paszkowski, mentre gli interni sono stati affidati a Dio Rodriguez, di Casa Dio Miami/London. «Olokun è uno yacht dalle linee possenti e contemporanee, con alcuni elementi di design che riportano al family feeling di Tankoa come la poppa importante, il dinamismo delle linee e la sovrastruttura compatta sull’acqua», spiega Francesco Paszkowski. La costruzione era cominciata on spec ed era già completata al 6o per cento quando è arrivato l’armatore. Come suo rappresentante e designer ha portato Dio Rodriguez che per lui aveva già curato case, aerei e anche il refit di alcune imbarcazioni. Entrambi avevano le idee chiarissime su ciò che desideravano e Tankoa è riuscita ad accontentarli, nonostante la costruzione fosse in fase già piuttosto avanzata. «L’armatore ha chiesto di avere solo due terrazze abbattibili a prua, in corrispondenza della suite armatoriale», spiega ancora Paszkowski, «e di avere tutta la parte poppiera del main deck dedicata alla zona giorno», conclude. La zona dining è stata quindi spostata sull’upper deck, dove Bintador aveva una lounge.

Ma a parte il layout, quel che caratterizza davvero Olokun è la paletta colori, sia esterna sia interna. Lo scafo è stato infatti verniciato di nero ed è abbinato a una sovrastruttura grigio metallizzato. Una scelta che poteva dare problemi di calore. Per evitare “l’effetto sauna” dei colori scuri, è stata però scelta una vernice Awlgrip ad alte prestazioni capace di ridurre la temperatura dello scafo di ben 1o gradi. Anche gli interni di Olokun sono decisamente insoliti per gli standard dello yacht design. Ispirati al minimalismo giapponese, hanno tonalità più che neutre. L’intento di Casa Dio è stato infatti quello di annullare il più possibile gli interni per esaltare il panorama esterno. Un obiettivo perfettamente centrato, soprattutto nel main e nell’upper deck dove pareti nere abbinate a divani e pavimenti bianchi obbligano lo sguardo a spaziare oltre. Questa semplice bicromia, spezzata solo dal cielino in quercia a poro aperto, è inusuale, ma estremamente accogliente e rilassante. Pur senza replicare il nero totale alle pareti, il resto degli interni di Olokun si declina solo su quattro tonalità: il nero, il bianco, il grigio e l’essenza di quercia, cui fanno da contraltare i bellissimi tessuti di Loro Piana, sempre in tonalità neutre, e i mobili disegnati e fatti realizzare ad hoc da Casa Dio.












