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Boero: A ciascuno il proprio colore

La gamma Challenger Pro di Boero è stata sviluppata proprio per soddisfare questa ampia varietà di esigenze. Comprende diverse tecnologie di finitura su misura sia per il settore dei superyacht che per quello della nautica da diporto, tra cui sistemi ad alta lucentezza, formulazioni specializzate per superfici particolarmente complesse, e cicli di applicazione pensati per il rullo o il pennello – sempre più richiesti nel Nord Europa – oltre a una linea dedicata alle finiture opache e ai sistemi di vernici trasparenti studiati per esaltare i colori metallizzati e perlati. Dietro questa apparente varietà, però, si nasconde un principio molto semplice: offrire a chi applica il prodotto la massima libertà senza complicargli il lavoro.

 

Per questo motivo, l’intera piattaforma è stata progettata attorno a un numero ridotto di elementi chiave e componenti comuni, in modo da rendere il processo di applicazione il più intuitivo possibile. Questo approccio tiene conto delle notevoli differenze tra i grandi cantieri specializzati in superyacht e il settore della nautica da diporto, dove competenze, mercati e modalità operative possono variare notevolmente da un paese all’altro. La semplicità, in questo caso, non significa scendere a compromessi sulla tecnologia. Anzi, è il risultato di un intenso lavoro di progettazione volto a mettere l’innovazione al servizio di chi la utilizza ogni giorno. Ma un sistema, per quanto sofisticato, vale la pena solo se riesce a dimostrare la sua efficacia nel mondo reale. Per Boero Yacht Coatings, il laboratorio è solo il punto di partenza.

Il manuale di Boero

Il vero banco di prova è il mare. Ogni nuovo sistema di verniciatura viene infatti testato in una vasta gamma di condizioni operative, dal Mediterraneo alle alte temperature del Medio Oriente, fino ai mercati emergenti dell’Asia. È un processo che richiede tempo, perché la durata non si può simulare: va osservata stagione dopo stagione, viaggio dopo viaggio. Dopotutto, le prestazioni di una finitura non dipendono solo dalla mano di finitura. Sono il risultato dell’interazione tra ogni singolo elemento del sistema di verniciatura. Primer, sotto mani, stucchi e mani di finitura devono funzionare come un unico sistema integrato. Se anche solo uno di questi strati perde la sua efficacia, il risultato finale ne risentirà inevitabilmente.

La barca di Francesca Clapcich dipinta con i colori del Boero

Lo dimostrano alcuni dei progetti più significativi che l’azienda ha intrapreso negli ultimi anni. Tra questi c’è*il Perini Navi Caoz (precedentemente noto come Selene e Parsifal IV), scelto come caso di studio per monitorare l’evoluzione della lucentezza della superficie nel tempo. Le misurazioni effettuate nel corso degli anni hanno evidenziato un calo estremamente limitato, confermando che una corretta progettazione dell’intero processo permette di preservare nel tempo la profondità, l’uniformità e la qualità della finitura. Non si tratta solo di una questione estetica: dimostra che il rivestimento protettivo continua a svolgere la sua funzione anche dopo anni di esposizione agli agenti atmosferici.

Ferrari Hypersail e Boero

La sfida affrontata su un moderno IMOCA, come quello di Francesca Clapcich, era però di natura completamente diversa: la complessità non risiedeva tanto nella protezione quanto nella realizzazione della livrea. Lo scafo presentava undici colori diversi, numerose sovrapposizioni, strati trasparenti e una sequenza di processi estremamente delicata. In un progetto di questo tipo, il prodotto da solo non basta. Il contributo del team di supporto tecnico diventa fondamentale; è chiamato a lavorare a fianco del cantiere in ogni fase dell’applicazione per garantire l’uniformità del colore, la precisione nell’esecuzione e la qualità finale. Questo è proprio uno dei settori in cui Boero Yacht Coatings ha scelto di investire maggiormente negli ultimi anni.

La crescita dell’azienda è stata infatti trainata da un notevole potenziamento del supporto tecnico. Nel giro di pochi anni, il numero di specialisti dedicati all’assistenza tecnica è praticamente raddoppiato e ora comprende professionisti dislocati nei principali mercati internazionali, in grado di comunicare direttamente nella lingua del cliente e di intervenire rapidamente sul posto. L’obiettivo è tanto semplice quanto ambizioso: essere presenti ovunque navighi uno yacht. Questa filosofia ha portato alla creazione di una rete internazionale di distributori altamente qualificati, dotati di sistemi di abbinamento dei colori, spettrofotometri e personale formato direttamente dall’azienda.

Oggi questa rete copre i principali centri nautici del Mediterraneo, del Medio Oriente e di numerosi mercati internazionali, con un piano di espansione che punta agli Stati Uniti e all’Asia come prossime aree strategiche di sviluppo. Per uno yacht che naviga tra Porto Cervo, Dubai, Singapore o i Caraibi, poter contare sullo stesso standard di servizio significa ridurre i tempi di fermo, garantire la continuità operativa e preservare il valore dell’imbarcazione nel tempo. È una visione che va oltre il concetto tradizionale di assistenza post-vendita.

La barca di Francesca Clapcich dipinta con i colori del Boero

Progettisti, armatori, società di gestione, cantieri navali, distributori e posatori entrano a far parte di un unico ecosistema in cui ogni attore contribuisce allo sviluppo del progetto. È proprio da questo dialogo continuo che il laboratorio raccoglie nuove intuizioni, individua potenziali miglioramenti e alimenta un processo di innovazione destinato a continuare all’infinito. La stessa filosofia caratterizza anche le attività della Boero Group Academy, il centro inaugurato presso la sede centrale di Rivalta Scrivia (AL) per ospitare corsi di formazione, dimostrazioni pratiche e incontri con clienti e partner. Oltre alle aule dedicate alla formazione teorica, ci sono due centri applicativi distinti: uno per il settore edile e uno dedicato esclusivamente al nautico.

Indurente Boero

È un luogo in cui il dialogo tra il laboratorio e il cantiere è all’ordine del giorno e dove le nuove tecnologie e i metodi di applicazione vengono condivisi direttamente con i professionisti del settore. Ma l’innovazione dipende anche dalla capacità di entrare in contatto con mondi apparentemente lontani. Negli ultimi anni, il Gruppo Boero ha legato il proprio nome a iniziative di grande valore simbolico, che vanno dal recupero cromatico del centro storico dell’Avana al Padiglione Italia all’Expo di Dubai e all’Expo di Osaka, fino alla collaborazione con la Ferrari sul progetto Hypersail.

Si tratta di esperienze diverse, ma accomunate da un filo conduttore: mettere la ricerca, la tecnologia e la cultura del colore al servizio dell’innovazione. Non è un caso che l’azienda abbia scelto di sostenere anche The Ocean Race, una delle regate più impegnative della vela internazionale. Perché, dopotutto, non c’è banco di prova più duro del mare. Ed è forse proprio questa immagine che meglio riassume l’evoluzione di Boero Yacht Coatings. Da quasi due secoli, l’azienda sviluppa vernici e smalti. Oggi progetta sistemi, costruisce relazioni e accompagna yacht e superyacht durante tutto il loro ciclo di vita. La finitura rimane l’ultimo elemento da applicare.

La barca di Francesca Clapcich dipinta con i colori del Boero

Ma è anche il primo a rivelare il livello di qualità raggiunto da un’imbarcazione. Dietro quella superficie perfettamente liscia e uniforme si nasconde tutto ciò che non si vede: anni di ricerca, migliaia di ore di test, competenza, un orecchio attento al mercato e una visione che considera la vernice non solo come un rivestimento, ma come la pelle stessa dello yacht.

Matteo Zaccagnino

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