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Bold by Espen Oeino

A quante interpretazioni si presta il termine explorer yacht? Octopus, REV e infine Bold possono fornire un’indicazione chiara. Cos’hanno in comune questi tre megayacht? Condividono la stessa filosofia, sono stati tutti firmati da Espen Oeino e ciascuno è stato concepito seguendo le indicazioni del cliente. Perché se è vero che l’explorer yacht è una precisa tipologia di scafo, ogni progetto differisce dall’altro per questioni stilistiche e funzionali.

© Guillaume Plisson for Silveryachts

Ogni yacht ha una sua storia. E di storie da raccontare Espen Oeino ne ha molte. A iniziare dal suo primo progetto. «Tutto ebbe inizio con Jean Pigozzi insieme al quale sviluppai un 60 metri basato sulla piattaforma navale di un offshore supply-vessel e per il quale avevo concepito una sovrastruttura prefabbricata da posizionare a poppa.

© Guillaume Plisson for Silveryachts

Il progetto non vide mai la luce perché nel frattempo Pigozzi comprò Kisuca, un ex peschereccio d’altura di 67 metri già convertito in yacht da Torben Karlshoej e con cui navigò nelle località più remote dove nessuno si era mai spinto», spiega. 

© Guillaume Plisson for Silveryachts

Era il 1994. Prima di arrivare a Bold la rotta di Oeino ha incrociato quella di Paul Allen e di Octopus. «A differenza di Pigozzi» prosegue Oeino, «l’armatore voleva un mezzo che gli permettesse di esplorare gli abissi». Il progetto di questo 126 metri fu complesso non solo per le dimensioni, ma anche perché doveva ospitare a bordo i mezzi, compreso un sottomarino, e la strumentazione per scandagliare gli oceani. «A bordo», ricorda Oeino, «c’è però anche lo spazio per una grande piscina, uno studio di registrazione, una sala cinema e molto altro».

© Guillaume Plisson for Silveryachts

Nel 2021 è previsto anche il varo di REV Ocean che con i suoi 182 metri di lunghezza non sarà solo lo yacht più grande al mondo, ma anche la nave da ricerca più avanzata in circolazione. A bordo saranno allestiti laboratori dotati delle più moderne tecnologie per studiare lo stato di salute degli oceani, della loro fauna e della loro flora e mezzi in grado di scendere fino a 6mila metri di profondità per prelevare campioni di acqua. 

© Guillaume Plisson for Silveryachts

E poi c’è Bold. Anche questo 85 metri in alluminio costruito da SilverYachts ha una storia che traccia una nuova rotta nel concetto explorer. Si può infatti definire un fast explorer yacht nella misura in cui il cui progetto è stato concepito per avere la massima efficienza in termini di autonomia e con prestazioni superiori alla media: 23 nodi di massima e 18 di crociera. «La carena è frutto di studi approfonditi. L’angolo di entrata e il disegno della prua sono importanti in funzione dell’onda che generano, così come la geometria della sezione di poppa della carena. Aver allungato la linea di galleggiamento ha aiutato a migliorare l’efficienza dello scafo», spiega Oeino.

© Guillaume Plisson for Silveryachts

Innovativo anche il layout degli ambienti. A guidare il progetto è stata la necessità di realizzare spazi versatili e modulari. La parte poppiera del ponte di coperta è lunga 34 metri: qui trovano alloggio i tender e le unità di appoggio, ma una volta liberata l’area si ha a disposizione un’enorme superficie da destinare alle attività ricreative.

© Guillaume Plisson for Silveryachts

Altro vantaggio è che non ci sono limiti di altezze e così diventa, a seconda dell’occasione, la pista di atterraggio per l’elicottero o l’alloggio di un tender di dimensioni importanti. La sovrastruttura presenta alcuni elementi che ricordano Skat. La linea guida è stata ricreare l’atmosfera di un vero e proprio loft sul mare. I volumi si apprezzano sull’owner deck. Qui nella zona di prua trova spazio l’appartamento dell’armatore, mentre quella di poppa è destinata al salone. Quest’ultimo è caratterizzato da enormi superfici vetrate a tutta altezza che ne delimitano il perimetro e stabiliscono una connessione diretta con l’ambiente circostante. 

© Guillaume Plisson for Silveryachts

Gli arredi e il decoro, firmati da Vain Interiors, sono improntati a uno stile contemporaneo dove l’elemento caratterizzante è il grande tappeto con motivi geometrici che domina la parte centrale e delimita l’area soggiorno che ha quattro sofa blu posizionati in modo da poter seguire le immagini che scorrono sui nove video a parete. A poppa invece l’ambiente ruota attorno a spazi modulari e flessibili con zona pranzo e area living «al fresco», ma che all’occorrenza possono essere chiusi da un sistema di vetrate.

© Guillaume Plisson for Silveryachts

Sul main deck ci sono le cabine per gli ospiti, sette in tutto, mentre il lower deck è stato pensato per le sistemazioni dell’equipaggio: 24 persone in totale. Ancora una volta la modularità degli spazi scandisce il bridge deck dove è stata ricavata una seconda zona pranzo con bar annesso, più conviviale, che si affaccia su una superficie da utilizzare all’occorrenza per ospitare il secondo elicottero oppure per la vita all’aria aperta grazie anche alla presenza dei complementi di arredo firmati Paola Lenti.

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