C’era una progressione quasi inevitabile nella traiettoria marina di BRABUS, e l’annuncio di oggi la porta a compimento. La maison di Bottrop – nata nel 1977 come tuner di Mercedes e trasformatasi in un lifestyle brand globale – ha scelto AB Yachts, marchio di Next Yacht Group, per costruire i primi yacht a portare il proprio nome. Il debutto è già fissato: world premiere al Monaco Yacht Show 2026, dal 23 al 26 settembre, con una seconda anteprima mondiale annunciata per l’edizione 2027 del salone monegasco.
La scalata di BRABUS Marine
Per capire la portata dell’operazione bisogna guardare al percorso che l’ha preceduta. BRABUS Marine nasce nel 2018 con Axopar, il costruttore finlandese di day boat: dalla collaborazione esce la gamma Shadow, imbarcazioni sportive tra i 28 e i 50 piedi che hanno dimostrato come il DNA del marchio potesse tradursi in acqua senza perdere riconoscibilità. Nel 2024, al Monaco Yacht Show, arriva il secondo passo: la partnership con Sunreef Yachts per una linea di catamarani a motore di lusso, a partire dall’Ultima 55.
L’accordo con AB Yachts chiude il cerchio – o meglio, lo allarga. Per la prima volta BRABUS entra nel segmento degli yacht veri e propri, e per la prima volta lo fa con un cantiere italiano. Non è una sostituzione ma un’aggiunta: Axopar e Sunreef restano nel portafoglio, e la nuova gamma si posiziona un gradino sopra, completando una piramide che ora copre il diporto sportivo, i multiscafi e l’alto di gamma.
Perché proprio AB Yachts
La scelta del partner, a ben vedere, è la parte più coerente dell’intera operazione. AB Yachts costruisce dal 1992 imbarcazioni che hanno fatto della velocità un’identità: scafi derivati da competenze aerospaziali, propulsione a idrogetto, punte di 60 nodi, una gamma che va dall’AB 80 all’ammiraglia AB 130. Nel panorama dei cantieri italiani è probabilmente il costruttore la cui filosofia si avvicina di più a quella di un marchio cresciuto elaborando supercar: prestazioni estreme come punto di partenza, non come optional.
«AB Yachts possiede esattamente l’energia che stavamo cercando: la volontà di sfidare ciò che sembra possibile, superare continuamente i propri limiti e creare qualcosa capace di stupire fin dal primo istante», ha dichiarato Constantin Buschmann, CEO e proprietario di BRABUS, richiamando la filosofia “One-Second-Wow” che il marchio applica a ogni prodotto.
Giorgio Mattei, Vicepresidente di Next Yacht Group, ha parlato di «un colpo di fulmine»: «Fin dal nostro primo incontro abbiamo riconosciuto in BRABUS la stessa instancabile passione per l’innovazione, le prestazioni e il design audace che contraddistingue AB Yachts. Insieme stiamo dando vita a qualcosa di davvero unico: un prodotto innovativo progettato a quattro mani, che siamo convinti lascerà un segno duraturo nel mondo dello yachting».
Cosa sappiamo – e cosa ancora no
L’annuncio parla di un prodotto «progettato a quattro mani», formula che lascia aperta la domanda più interessante: la nuova gamma nascerà da una piattaforma inedita o da una rielaborazione degli scafi esistenti? Il precedente Sunreef suggerirebbe la seconda strada – l’Ultima 55 BRABUS è una declinazione di un modello già in gamma – ma il tono dell’annuncio e il doppio appuntamento monegasco già calendarizzato fanno pensare a un progetto di respiro più ampio.
Quel che è certo è il valore strategico per le due parti. Per BRABUS, l’ingresso nello yachting d’alta gamma è il tassello che mancava a un universo marino costruito con metodo, un gradino alla volta. Per AB Yachts e Next Yacht Group, l’affiancamento a uno dei marchi più riconoscibili del lusso globale è una leva di posizionamento internazionale difficilmente replicabile con la sola comunicazione di prodotto: il pubblico BRABUS – trasversale, giovane, abituato a comprare un immaginario prima ancora che un oggetto – è esattamente quello che i cantieri di Marina di Carrara faticherebbero a intercettare da soli.
Appuntamento a Port Hercule, settembre 2026.





