Ci sono stagioni che passano e stagioni che restano. L’edizione 2025 del

Oggi, invece, erano 12 le barche sulla linea di partenza, con due importanti new entry, Red Bull Italia e Mubadala Brasile, e un calendario raddoppiato. A segnare ogni momento di questa metamorfosi è

Questa mossa inserisce definitivamente il Rolex SailGP Championship tra i grandi eventi sportivi globali, al pari della Formula 1 o dell’NBA, con la stessa miscela di adrenalina, tecnologia e narrazione epica. In questo contesto, il 2025 è stato un anno di novità, una serie di eventi che hanno ridefinito il circuito e inaugurato un nuovo ciclo.

Il primo shock è arrivato con il trionfo di Emirates Great Britain SailGP Team, che ha strappato il titolo ad Australia e Nuova Zelanda dopo anni di dominio incontrastato. Sir Ben Ainslie e il suo equipaggio hanno costruito un successo meticoloso, fatto di partenze perfette, freddezza in situazioni estreme e una costanza che ha sconfitto persino i maestri del foiling. Per la prima volta, l’albo d’oro parla britannico e lo fa al termine della stagione più competitiva di sempre.

Un’altra attesissima prima volta è stata quella dell’Italia con il Red Bull Italy SailGP Team: il debutto della squadra italiana nel circuito, un ingresso naturale per un paese che è cresciuto con l’America’s Cup, la tecnologia e il design nautico. Il team italiano non si è limitato a fare la sua comparsa: è entrato subito nel ritmo del campionato, dimostrando talento, ambizione e la fame di competitività che da sempre accompagna i progetti velici del nostro paese. E il podio nella tappa finale di Abu Dhabi fa ben sperare per il 2026.

Poi c’è stata la sorpresa geografica: il debutto in Svizzera, sul Lago di Ginevra. Un campo di regata nuovo, complesso e imprevedibile. Venti irregolari, acqua dolce che cambia la reattività dei foil, paesaggi montani che trasformano ogni raffica in un’incognita. Ma lo spettacolo è stato memorabile: vedere gli F50 sfrecciare tra le montagne, sospesi a pochi centimetri dall’acqua, ha confermato che il Rolex SailGP Championship non è solo globale, ma anche profondamente visionario. Dove si può volare, si può gareggiare.

E poi c’è stata la prima volta più potente, quella che ha davvero cambiato il volto del circuito: Martine Grael, due volte campionessa olimpica, è diventata la prima velista nella storia del SailGP a vincere una gara, nella tappa di New York, al timone di una F50. Una vittoria che trascende il risultato sportivo e diventa un simbolo di cambiamento culturale.

“Sapevamo che sarebbe stato difficile”, afferma Martine Grael, che guida il Mubadala Brazil SailGP Team insieme al fratello Marco. “Stavamo entrando in un circuito in cui molti team hanno quattro stagioni di esperienza. Il nostro obiettivo era quello di crescere, passo dopo passo. La vittoria è arrivata prima del previsto, ma è solo una tappa di un percorso più lungo”.

La sua leadership è un manifesto: nel campionato tecnologicamente più estremo del mondo, il talento non ha genere. Accanto a lei, e non meno determinante nel tracciare la rotta per il futuro, c’è

“Lo sport della vela sta cambiando. Quando ero una ragazza, vedevo solo le Olimpiadi come una prospettiva. Oggi ci sono il SailGP, l’America’s Cup e programmi che spingono davvero il professionismo femminile. Le opportunità esistono: non devi più solo immaginarle”, aggiunge Mills.

Inizialmente pensato per integrare le donne, il ruolo del tattico si è rivelato fondamentale in un circuito in cui la densità della flotta e la velocità rendono ogni dettaglio fondamentale. “Con così tante barche in acqua, avere qualcuno che osservi la flotta, le rotte e le condizioni meteo in tempo reale è essenziale. All’inizio era un modo per includere le veliste: oggi è una funzione essenziale della regata”.

Certo, c’è ancora un vuoto da colmare, ma la rotta è stata tracciata e non si può tornare indietro. “Il divario deriva dalle opportunità: i ragazzi salgono su molte barche diverse fin da piccoli, le ragazze meno. Le nuove regole stanno cambiando la rotta. La vela si sta evolvendo rapidamente. È un privilegio essere parte di questa trasformazione”, commenta Martine Grael.

Hannah Mills aggiunge: “C’è spazio per due donne a bordo e sogno un equipaggio 3+3 completamente misto. Con il nuovo simulatore e un centro di formazione dedicato, il divario si ridurrà rapidamente. L’obiettivo non è creare eccezioni, ma la normalità: vogliamo che tra qualche anno non faccia più notizia avere una donna al timone”. In definitiva, la prima vittoria della Gran Bretagna, il debutto dell’Italia, la tappa svizzera e la vittoria di Martine al timone non sono episodi isolati, ma tasselli di un cambiamento più ampio.

Il 2025 ha reso evidente ciò che il Rolex SailGP Championship coltiva da anni: una vela più spettacolare, più globale, più inclusiva. Un futuro in cui la tecnologia non sostituisce l’umanità, ma la valorizza; in cui le donne non entrano “per decreto”, ma perché fanno la differenza. Il 2025 non era una pietra miliare: era un inizio.
Matteo Zaccagnino

