Ancona, 22 luglio 2026. Con Principessa Capricciosa scende in acqua il quarto scafo della linea Atlantique di Columbus Yachts e, insieme, il primo a fermarsi sotto la soglia dei quaranta metri. Dopo i due 43 metri Night Fury II e Frette e il 47 metri Acqua Chiara, la famiglia disegnata da Hot Lab per il cantiere di Ancona affronta per la prima volta il territorio più difficile: quello in cui ogni metro sottratto va compensato con un’idea.
La soglia come progetto
Il dato che definisce l’Atlantique 38 non è la lunghezza fuori tutto, 38 metri esatti, ma la stazza: 299 GT. La barca è stata concepita per stare, di un soffio, al di sotto delle 300 GT, ed è una scelta che nel superyacht non ha mai valore puramente contabile. Quella soglia separa due regimi differenti sul piano gestionale — dotazioni, certificazioni, organico — e sceglierla significa accettare un tetto volumetrico preciso in cambio di una nave sensibilmente più leggera da mantenere e da armare.
È il rovesciamento della logica abituale del segmento, dove il volume è la variabile che si insegue. Qui il volume è il vincolo dichiarato, e il progetto lavora al suo interno: il cantiere sostiene che proprio la compattezza consenta margini di personalizzazione più ampi, perché un layout già razionale nella sua ossatura lascia libere le scelte di finitura e di allestimento. La cifra reale del progetto, insomma, sta in quello che il cantiere ha deciso di non chiedere alla barca.
Una poppa velica, in alluminio
Sul piano formale, il 38 metri resta fedele al codice della linea. Le superfici esterne sono tese ma prive di spigoli, con il richiamo dichiarato tanto alle granturismo italiane quanto alla silhouette dei panfili a vela di un tempo, e con l’elemento che dal primo Atlantique identifica la famiglia: la poppa scavata, portata a soli cinquanta centimetri dal pelo dell’acqua, dove i due balconi abbattibili allargano la superficie calpestabile fino a farne una terrazza a filo di mare.
La discontinuità, invece, è sotto la linea di galleggiamento. Mentre i 43 e il 47 metri montano scafo in acciaio e sovrastruttura in alluminio, Principessa Capricciosa è interamente in lega leggera, scafo e sovrastruttura, con una carena semi-planante affidata allo studio NAMES by Francesco Rogantin in collaborazione con l’ufficio tecnico del cantiere — mentre l’ingegneria delle unità maggiori era passata per Hydro Tec e per lo stesso Columbus Yachts.
La conseguenza si legge nelle prestazioni. Due MAN V12-2000 da 1.471 kW ciascuno a 2.300 giri spingono le 224,5 tonnellate di dislocamento a pieno carico fino a 20 nodi di velocità massima, con andatura di crociera dichiarata a 17,6 nodi e un’autonomia di 1.900 miglia a 12 nodi su una capacità di 33.916 litri di gasolio. Sono valori che collocano il più piccolo degli Atlantique anche come il più veloce della linea: il 43 metri, con i suoi motori Caterpillar, si ferma a 15,5 nodi. La riduzione di scala, qui, ha prodotto un carattere diverso, non una versione ridotta. Classificazione RINA, baglio massimo di 8 metri, pescaggio a pieno carico di 1,98 metri.
Materiale e luce sul ponte principale
Il pozzetto di poppa è arredato con la collezione Laze di Roda e organizzato attorno a un divano rivolto verso l’orizzonte, affiancato da due pouf e da un cocktail bar su misura con rivestimento a specchio. Varcata la soglia del salone, il progetto d’interni di Hot Lab si affida a una ricerca materica sobria: boiserie in legno laccato nelle tonalità panna e grigio-beige, inserti in marmo chiaro, un disegno sfalsato dei rivestimenti che restituisce profondità, pavimento in doghe di rovere europeo naturale. L’area living combina divani e pouf Minotti in tessuto bianco, due poltrone grigio scuro, un coffee table con struttura in alluminio e piano in marmo, il tappeto Yokohama di Loloey nei toni del grigio chiaro.
Un capitolo a sé è l’illuminotecnica: le lobby del ponte principale e dell’upper deck sono state disegnate su misura da Cantalupi, con un lavoro di luce che accompagna i volumi architettonici invece di limitarsi a servirli.
A prua del main deck si apre la suite armatoriale, virata su una palette calda dove i marroni dialogano con il color panna. L’ingresso conduce a una cabina armadio con ante scorrevoli profilate da listelli in alluminio e, sul lato opposto, a un’area wellness con tapis roulant e ampia finestratura sul mare. La zona notte è dominata da una testiera custom in Limestone lavorato tridimensionalmente, incorniciata dalle applique Freccia Uno Avorio di Moss Series; il bagno è organizzato in due ambienti distinti attorno a una doccia centrale rivestita in marmo. Completa la suite una terrazza privata con due poltrone custom Roda, mentre il mobile integrato nella murata di sinistra ospita un vanity con dettagli in pelle e una lampada Laguna di Artemide in bronzo satinato.
Il ponte inferiore accoglie quattro cabine doppie con bagno privato — due matrimoniali, due con letti gemelli trasformabili e terzo letto Pullman — che portano a cinque le cabine ospiti, per un massimo di dodici persone. Ciascuna è caratterizzata da palette e finiture dedicate, con le lampade da tavolo Bilia di FontanaArte e le applique in vetro Blimp di Bomma. Le quattro cabine equipaggio, per sei persone oltre al comandante, sono anch’esse sul lower deck, collegate a una galley professionale che serve direttamente l’area di servizio.
L’upper deck e la vita all’aperto
A poppa dell’upper deck la zona pranzo accoglie fino a dieci ospiti attorno a un tavolo Ceccotti Collezioni con struttura in frassino wengè e piano in marmo Calacatta, con le sedie Ami di Paola Lenti in due tonalità di azzurro. Le ampie vetrate laterali a pacchetto, unite alla chiusura centrale, permettono di aprire completamente l’ambiente: è qui che la continuità fra interno ed esterno rivendicata dal progetto si fa più letterale. Il pozzetto adiacente monta divani modulari Orlando, poltrone Ami e coffee table Frame, tutti Paola Lenti, con un televisore da 75 pollici integrato nell’hard top e movimentato elettricamente. Più a prua, la plancia di comando è affiancata da una sala radio separata con tavolo dedicato, mentre una piscina con prendisole integrato e un divano strutturale chiudono il ponte. Il sun deck, collegato internamente all’upper deck, aggiunge una seconda area prendisole e una postazione di comando esterna.
Sul lato di dritta, a poppa, il garage ospita un tender di 5 metri e una moto d’acqua; un secondo vano ricavato sotto la scala che collega la beach area alla lounge è dedicato allo stivaggio dei Seabob.
Il progetto acustico come richiesta d’armamento
L’elemento più inconsueto di Principessa Capricciosa non è però un volume né un materiale, ma un impianto. L’armatore ha posto la qualità della riproduzione sonora fra i requisiti iniziali del progetto, e la barca è stata sviluppata di conseguenza: diffusori a soffitto Bowers & Wilkins in tutti gli ambienti interni, gestiti attraverso l’ecosistema Sonos, e nel main saloon una configurazione hi-fi con diffusori Sonus faber abbinati all’elettronica McIntosh. All’esterno, un impianto ad alta potenza con componenti JL Audio distribuito su tutti i ponti, e nel pozzetto di poppa una progettazione dedicata con diffusori Paradigm e JBL orientati verso la beach area.
È un dettaglio che vale più di quanto la sua natura tecnica suggerisca, perché racconta il metodo con cui Columbus Yachts costruisce: non un pacchetto di optional aggiunto in fase di allestimento, ma una richiesta dell’armatore recepita fin dalle prime tavole e capace di condizionare controsoffitti, cablaggi e volumi. La personalizzazione, nel racconto del cantiere, comincia prima del disegno degli interni e non dopo.
La linea prosegue
Il cliente è stato introdotto da Assia e Salvatore Mele di Mele Yacht. Con questa unità la gamma Atlantique — annunciata su una scala che va dai 37 ai 65 metri — completa il proprio arco verso il basso e conferma la direzione impressa da Hot Lab al cantiere di Ancona: un linguaggio riconoscibile, applicato con coerenza a dimensioni molto diverse fra loro.
Principessa Capricciosa farà il suo debutto ufficiale al Cannes Yachting Festival, dall’8 al 13 settembre, per poi spostarsi al Monaco Yacht Show dal 23 al 26 settembre. Sarà l’occasione per capire quanto il mercato risponda a una proposta che, in un segmento abituato a misurarsi in volumi, ha scelto di misurarsi in equilibrio.










