32 metri di lunghezza, 23 metri di larghezza, oltre 60mila ore di studio e progettazione e 200mila di costruzione per il Gitana 18, che scenderà in acqua a dicembre e che a un anno dalla vittoria di Gitana 17 all’Arkea Ultim Challenge, prosegue nella saga dei Gitana della dinastia de Rothschild. Soprattutto, che prosegue nel progetto di Benjamin de Rothschild scomparso a soli 58 anni nel 2021 e da allora portato avanti dalla moglie Ariane de Rothschild, CEO del Gruppo Edmond de Rothschild e proprietaria del team.

Verdier e CDK Technologies per un rivoluzionario Ultim
Il progetto di un nuovo Ultim foiling non poteva che essere di Guillaume Verdier, il progettista che, a partire dal 2007 con l’IMOCA Safran e i suoi foil ha rivoluzionato, prima il mondo dei monoscafi oceanici e poi, compresa l’America’s Cup, anche quella dei grandi multiscafi. Costruttore il cantiere francese CDK Technologies di Lorient, dal quale, oltre a una lunga serie di Gitana, è uscito, solo per restare all’attualità, l’Ultim SVR – Lazartigue che con Tom Laperche e Franck Cammas la settimana scorsa ha vinto la Transat Café l’Or, la transatlantica in coppia dal porto francese di Le Havre a quello di Fort-de-France in Martinica. Vittoria bissata nella classe Imoca da un’altra imbarcazione costruita da CDK Technologies: Charal, di Jérémie Beyou e Morgan Lagraviére.

Anche il Made in Italy per Gitana 18
Nela costruzione di Gitana 18 c’è anche del Made in Italy. Foil e appendici sono infatti costruiti da Eligio Re Fraschini (www.refraschini.it) e Sangiorgio Marine (sangiorgiomarine.it) mentre Gottifredi Maffioli (www.gottifredimaffioli.com) è il fornitore di cime e manovre. Non è la prima collaborazione di Re Fraschini con il team Gitana. Suoi infatti anche i foil di Gitana 17.

Gitana 18 sarà 100% foiling
“La barca volerà il 100% del tempo: non abbiamo semplicemente adattato un concetto esistente; lo abbiamo reinventato” la dichiarazione di Sébastien Sainson, responsabile dell’ufficio progettazione del team Gitana che ha affidato il nuovo Gitana 18 a Charles Caudrelier che, dopo due vittorie alla Volvo Ocean Race, ha appunto portato Gitana 17 a dominare il giro del mondo per i maxi-tri della Classe Ultim all’Arkéa Ultim Challenge del 2024. “Per fare il giro del mondo a 40 nodi, è necessaria una fiducia totale nella propria barca”. E così il varo di Gitana 18, all’inizio previsto per i primi del 2025, è stato posticipato per garantire che la barca soddisfacesse gli elevati standard del team. Scenderà in acqua a dicembre. “Prendersi mesi extra per perfezionare Gitana 18 non è un ritardo, ma un impegno. Ciò che sveleremo a dicembre non è solo una barca, ma un ecosistema finemente calibrato, progettato per la velocità, la resilienza e la vittoria” ha spiegato Caudrelier.

Non solo sport ma anche arte
Oltre alle prestazioni, Gitana 18 è anche una vera e propria tela per l’arte contemporanea. In collaborazione con il Palais de Tokyo, gli artisti Florian e Michael Quistrebert hanno infatti dato vita a un’audace visione artistica, si può dire ‘esposta’ da Jean-Baptiste Epron sul nuovo Maxi Edmond de Rothschild. Così, su quasi 2.000 metri quadrati di scafo e vele, cinque volti emergono dal mare.

La dedica di Ariane de Rothschild
“Per quasi 150 anni, ogni barca della saga di Gitana ha avuto una sua storia unica da raccontare” ha spiegato Ariane de Rothschild. “Da tempo desideravo invitare un artista contemporaneo a esprimersi su uno dei nostri multiscafi. La mia ambizione andava oltre il gesto estetico: volevo creare una fusione di mondi. Quando ho deciso di varare un altro grande trimarano, Gitana 18, è stato naturale continuare la collaborazione con il Palais de Tokyo. Per il Maxi Edmond de Rothschild, hanno creato un’onda di volti in espansione. Un’onda che, come un’eco intima, rivela i tratti delle mie figlie. A cui dedico questa nuova barca.”

150 anni di passione sui mari
Gitana 18 è la 28a imbarcazione della saga sul mare della famiglia de Rothschild, che nel 2026 festeggerà i 150 anni dal varo della sua prima Gitana.
Emilio Martinelli
