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Conferme e prospettive da SATEC 2026

L’Italia si conferma il primo esportatore mondiale di costruzioni navali. In quest’ottica si è svolta in Puglia, a Borgo Egnazia, la Convention SATEC 2026, un evento annuale organizzato da Confindustria Nautica. L’evento riunisce rappresentanti delle istituzioni, imprenditori, economisti, analisti e stakeholder del settore per analizzare i profondi cambiamenti che stanno ridisegnando il panorama competitivo internazionale e il loro impatto sull’industria nautica italiana: una delle espressioni più dinamiche e internazionalizzate del Made in Italy. Geopolitica, commercio globale, IA, trasformazione delle filiere produttive, competitività industriale e nuovi mercati di esportazione. Questi temi sono stati al centro della sessione pubblica della Convention SATEC 2026, organizzata da Confindustria Nautica e intitolata Venti globali e correnti digitali: il futuro del settore nautico. Scenari e strategie del settore per navigare in un’era di dati e tensioni globali “. La conferenza si è avvalsa del contributo scientifico di The European House – Ambrosetti (Gruppo TEHA). SATEC 2026 è stato un evento significativo quest’anno, dato che il settore nautico ha stabilito un nuovo record nel 2024: il fatturato dell’industria nautica da diporto italiana ha raggiunto il massimo storico di 8,60 miliardi di euro (+3,2%).

Il saluto di Giorgia Meloni

I lavori si sono aperti con un video messaggio dedicato del Primo Ministro italiano, Giorgia Meloni, che ha dichiarato: “L’industria della nautica da diporto è una delle espressioni più avanzate del Made in Italy, un settore in cui la qualità italiana è all’altezza della concorrenza globale e l’eccellenza produttiva si traduce in forza reputazionale. Il Governo ha preso spunto da questa consapevolezza per guardare al mare in una prospettiva più sistemica, una visione che ha dato forma alla recente legge dedicata alla valorizzazione del mare come risorsa chiave, appena approvata dal Parlamento e che segna l’inizio di una nuova era in cui il mare viene finalmente considerato uno dei maggiori asset della nazione in termini di potenzialità di sviluppo. Il settore della nautica da diporto è una delle componenti fondamentali di questo patrimonio, un settore che il Governo intende sostenere attraverso la semplificazione normativa, accompagnare attraverso l’innovazione e l’internazionalizzazione e rafforzare attraverso la formazione professionale. La sfida che ci attende ora è quella di implementare efficacemente il quadro normativo che abbiamo già delineato, in modo che le imprese e le aree locali possano coglierne appieno i benefici e che uno dei settori industriali più innovativi, dinamici e distintivi della nazione possa essere valorizzato e valorizzato come merita. .”

Nel suo discorso di apertura, Piero Formenti, Presidente di Confindustria Nautica, ha ringraziato il Presidente del Consiglio Meloni per aver riconosciuto il valore dell’industria nautica italiana, un settore che attualmente opera in un panorama in cui la competizione industriale, il commercio internazionale, l’innovazione tecnologica e la politica economica sono sempre più intrecciati, e dove la capacità di interpretare e anticipare i cambiamenti è un fattore decisivo per rimanere competitivi.


Piero Formenti, Presidente di Confindustria Nautica.

L’intelligenza artificiale è una leva competitiva

Matteo Zoppas, Presidente dell’Italian Trade Agency: “L’industria nautica italiana rappresenta un fulgido esempio di eccellenza del Made in Italy nel mondo e i risultati raggiunti negli ultimi anni dimostrano la straordinaria capacità delle aziende del settore di competere sui mercati internazionali”. In un panorama caratterizzato da tensioni geopolitiche, nuove barriere commerciali e una crescente concorrenza globale, il ruolo di un sistema nazionale coeso sta diventando sempre più importante per sostenere i processi di internazionalizzazione e favorire la crescita delle imprese. Oggi abbiamo a disposizione strumenti, competenze e risorse che possono aiutare le aziende ad accedere a nuovi mercati e a consolidare la loro presenza all’estero. Allo stesso tempo, l’intelligenza artificiale e la trasformazione digitale stanno cambiando profondamente il modo di fare impresa: non sono una prospettiva futura, ma una leva competitiva che già oggi è fondamentale per innovare i processi, aumentare la produttività e mantenere la leadership internazionale del Made in Italy. .”


Matteo Zoppas, Presidente dell’Agenzia per il Commercio Italiano

Il settore nautico è un settore strategico

Edoardo Rixi, Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: “L’espansione dell’industria nautica italiana dimostra quanto sia importante promuovere un dialogo costante tra istituzioni e imprese. Negli ultimi anni abbiamo lavorato per semplificare il quadro normativo, promuovere lo sviluppo del settore e sostenerne l’evoluzione con strumenti più adatti alle esigenze delle imprese e dei territori. Ora la sfida è continuare su questa strada, investendo in infrastrutture, porti turistici e cantieri navali, per rafforzare ulteriormente il ruolo dell’Italia come hub naturale del Mediterraneo per l’industria della nautica da diporto. La competitività del settore dipende anche dalla capacità del Paese di sostenere chi investe, innova e crea valore. .”

Francesco Paolo Sisto, Vice Ministro della Giustizia: “Oggi diritto, innovazione e sviluppo economico sono sempre più interconnessi. L’intelligenza artificiale sta aprendo nuove opportunità per il settore della nautica da diporto, delle strutture portuali e della logistica marittima, migliorando l’efficienza, la sicurezza e la capacità di innovazione. Il ruolo delle istituzioni è quello di sostenere questa trasformazione creando un quadro normativo che favorisca la crescita, salvaguardi la sicurezza delle infrastrutture digitali e sostenga gli investimenti nelle competenze necessarie per affrontare le sfide di domani. La vera sfida sarà quella di coniugare innovazione e responsabilità, sfruttando il potenziale delle nuove tecnologie senza perdere il controllo dei processi che esse generano.”

Ilaria Cavo, Vicepresidente della10a Commissione Parlamentare per l’Industria, il Commercio e il Turismo: “Il settore della nautica da diporto non può più essere considerato un mercato di nicchia. È una componente strategica dell’economia marittima e del Made in Italy. Il processo legislativo degli ultimi anni ha segnato un cambiamento significativo nell’approccio del Paese, riconoscendo il settore all’interno di una visione unitaria delle politiche marittime e introducendo strumenti concreti per semplificare le normative e sostenere una bandiera competitiva. Oggi dobbiamo continuare a lavorare sulle sfide che guardano al futuro: formazione professionale, innovazione, intelligenza artificiale, energia e sviluppo delle infrastrutture. È da questi fattori che dipenderà la capacità dell’industria nautica italiana di rafforzare la propria leadership e creare nuove opportunità per le imprese e le prossime generazioni.”

In un video messaggio inviato alla Convention SATEC 2026, il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani ha ribadito l’importanza strategica dell’industria nautica italiana: “Questi risultati confermano la forza di un settore chiave della nostra base produttiva. Nel 2025, le esportazioni italiane del settore nautico hanno raggiunto i 4,5 miliardi di euro, consolidando la nostra leadership globale. Il vostro è un settore forte e competitivo, che genera innovazione, occupazione qualificata e valore economico, trasformando la creatività e la tecnologia in crescita e presenza internazionale. Per questo il settore è al centro della strategia di ‘diplomazia della crescita’ che ho posto al centro dell’attività del Ministero degli Esteri. In un contesto internazionale complesso, continueremo a sostenere l’internazionalizzazione delle imprese, l’apertura dei mercati e la tutela del know-how italiano. Continueremo inoltre a sostenere i grandi saloni nautici italiani e le attività promozionali nei mercati ad alto potenziale, dall’India al Golfo, dall’Africa all’America Latina, per accompagnare lo sviluppo internazionale dell’industria nautica italiana. .”

Analisi degli scenari geopolitici e della nuova rivoluzione industriale

La prima parte del Convegno, moderata dal giornalista Andrea Bignami di Sky TG24 Economia, è stata dedicata all’analisi degli scenari geopolitici e tecnologici che stanno trasformando l’economia globale. Andrew Spannaus, giornalista e analista politico, ha esplorato l’evoluzione della competitività internazionale, caratterizzata dal ritorno delle politiche industriali, dalla ridefinizione delle filiere strategiche e dal crescente intreccio tra economia, tecnologia e sicurezza. “Il cambiamento che si è verificato nell’economia globale nell’ultimo decennio sta costringendo il mondo a ripensare gli obiettivi e le regole per competere“, ha sottolineato Spannaus. “Il profondo legame tra sicurezza economica e sicurezza nazionale spinge gli Stati a definire interessi geopolitici su cui basare le politiche economiche. I rischi di questo approccio sono evidenti, soprattutto per un’Europa ancora frenata da una concezione delle regole ancorata al modello finanziario globalizzato. A questo punto, non serve solo flessibilità finanziaria ma soprattutto mentale, e la volontà di attuare politiche industriali che possano togliere i freni a economie, come quella italiana, che hanno tutti gli elementi per mantenere e creare ricchezza per i propri cittadini. .”


Andrew Spannaus (a sinistra) con Andrea Bignami di Sky TG24 Economia.

AI: un’opportunità storica per l’Italia

Da qui, Corrado Panzeri, Head of InnoTech Hub & Partner di TEHA Group, ha affrontato il tema della nuova rivoluzione industriale, affermando: “L’intelligenza artificiale rappresenta un’opportunità storica per l’Italia: i nostri modelli stimano un potenziale di 336 miliardi di euro di valore aggiunto aggiuntivo all’anno entro il 2040, l’equivalente dell’intero settore manifatturiero nazionale. In un Paese che perderà 3,7 milioni di lavoratori per motivi demografici, l’AI non è un’opzione, ma una necessità strutturale. Ma la tecnologia da sola non basta: oggi mancano 4,5 milioni di lavoratori con competenze digitali avanzate. Il vero collo di bottiglia non è la macchina: è la creazione di innovazione e le competenze delle persone. Nel frattempo, le Big Tech americane investiranno oltre 750 miliardi di dollari solo nel 2026: più di cinque volte l’investimento totale dell’Unione Europea nel settore ICT. L’industria manifatturiera italiana ha tutte le carte in regola per trarre vantaggio da questa rivoluzione industriale, ma è arrivato il momento di fare un passo avanti. .”

Corrado Panzeri (a sinistra) con Andrea Bignami di Sky TG24 Economia.

Strategie e scenari nell’era delle tensioni e dei dati globali

La seconda parte del secondo giorno di SATEC 2026 è stata dedicata a una tavola rotonda moderata dalla giornalista Stefania Pinna di Sky TG24, con la partecipazione di Piero Formenti, Susanna Vitulano (Italia Yachts), Alessandro Plateroti (UCapital.com), Andrew Spannaus e Corrado Panzeri. Durante il dibattito è emerso che per mantenere la sua leadership internazionale, l’industria nautica italiana deve attraversare un periodo caratterizzato da una significativa instabilità geopolitica, nuove normative, una trasformazione digitale e cambiamenti nei modelli di consumo.

I partecipanti alla tavola rotonda. Da sinistra, Stefania Pinna, Susanna Vitulano, Piero Formenti, Alessandro Plateroti, Andrew Spannaus e Corrado Panzeri.

Piero Formenti, Presidente di Confindustria Nautica, ha sottolineato il ruolo strategico dell’export per il settore, osservando che circa il 90% della produzione nazionale è destinata ai mercati esteri e che nel 2025 le esportazioni di imbarcazioni da diporto hanno raggiunto un nuovo massimo storico, sfiorando i 4,4 miliardi di euro. Ha inoltre sottolineato la necessità di difendere la competitività internazionale delle imprese italiane, di sostenere la doppia transizione tecnologica e sostenibile e di consolidare la leadership dell’Italia nei segmenti a più alto valore aggiunto. ” Siamo entrati in una fase in cui la competizione economica, industriale e tecnologica tende sempre più a sovrapporsi agli equilibri geopolitici“, ha continuato Formenti. “Per un settore internazionale come il nostro, questo significa essere in grado di anticipare i cambiamenti, rafforzare la resilienza delle catene di fornitura, investire nell’innovazione e salvaguardare le competenze che determineranno la competitività della nostra bandiera nei prossimi anni. La nostra sfida è navigare in questa evoluzione senza perdere di vista i fattori che hanno reso l’industria nautica italiana un punto di riferimento globale: qualità, competenza, integrazione della catena di fornitura e cultura industriale. Quando si è leader, non si corre per raggiungere gli altri, ma per guidare l’innovazione e mantenere il proprio vantaggio. .”

Susanna Vitulano, CFO di Italia Yachts, si è soffermata sui temi delle competenze, della formazione professionale e della capacità di attrarre nuovi talenti, elementi sempre più cruciali per sostenere la competitività del settore e stare al passo con la sua evoluzione tecnologica: “L’industria nautica italiana è nata dalla convergenza tra artigianato e capacità di innovazione. Oggi questa stessa combinazione deve evolversi attraverso competenze ibride che mettano insieme artigianato, tecnologia, competenze digitali, sostenibilità e intelligenza artificiale. Le aziende non possono affrontare questa trasformazione da sole: servono investimenti nella formazione, un rapporto più stretto tra scuole, istituti tecnici, università e cluster produttivi e una forte attenzione alle competenze che supporteranno la transizione tecnologica ed energetica del settore. Il futuro della nostra competitività dipenderà dalla nostra capacità di attrarre talenti e sviluppare il capitale umano lungo l’intera catena di fornitura dell’industria nautica. .”


Susanna Vitulano di Italia Yachts (a destra) con Stefania Pinna.

Alessandro Plateroti, Direttore Editoriale di UCapital.com, ha analizzato le prospettive economiche e finanziarie dell’industria nautica, concentrandosi sull’attrattiva del settore per gli investitori, sul valore delle tecnologie innovative e sull’evoluzione dei criteri di valutazione aziendale.“In un periodo caratterizzato da guerre commerciali, instabilità geopolitica e crescente competizione internazionale per attrarre investimenti, l’industria nautica italiana continua a distinguersi come uno dei settori più interessanti per il Made in Italy. Non solo per la forza dei suoi marchi e per la leadership raggiunta nei segmenti più importanti, ma anche perché sta vivendo una profonda trasformazione industriale e tecnologica. “, ha dichiarato Plateroti. Oggi gli investitori guardano sempre più alla capacità delle aziende di innovare, integrare nuove tecnologie, sviluppare competenze, sostenere la sostenibilità e costruire catene di approvvigionamento resistenti. L’intelligenza artificiale, i nuovi materiali, la digitalizzazione dei processi e la transizione energetica stanno ridefinendo il valore delle aziende che operano nel settore della nautica da diporto, che vengono sempre più viste come entità industriali ad alta tecnologia. In questo contesto, la capacità di combinare tradizione manifatturiera, innovazione e visione strategica rappresenta il fattore competitivo chiave per attrarre capitali, sostenere la crescita e consolidare il ruolo dell’industria nautica italiana nei mercati globali. .”

Alessandro Plateroti, Direttore editoriale di UCapital.com

Espressione nautica del Made in Italy

La Convention SATEC 2026 ha confermato la crescente centralità dell’industria nautica da diporto all’interno delle strategie di sviluppo del Paese e il ruolo del settore come centro leader per la produzione, l’innovazione e l’internazionalizzazione. Dalla geopolitica all’intelligenza artificiale, dalle infrastrutture alla formazione, dalle politiche industriali alla competitività delle esportazioni, il dialogo tra istituzioni, imprese e analisti ha evidenziato la necessità di una visione condivisa per sostenere la crescita di un settore che rappresenta una delle espressioni più dinamiche, innovative e internazionalizzate dell’eccellenza del Made in Italy.


Il Salone Nautico Internazionale di Genova celebra il suo 66° anniversario.

Ci vediamo a Genova per il Salone Nautico Internazionale dal 1 al 6 ottobre.

La Convention SATEC 2026 è stata resa possibile grazie al supporto dei Main Partner Alfa Romeo, BPER Banca e Eberhard & Co. insieme a Confindustria Nautica, per promuovere l’eccellenza dell’industria nautica e il Salone Nautico Internazionale di Genova, in programma dall’1 al 6 ottobre.

Emilio Martinelli

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