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Coppa America, possibile nuova sfida australiana per l’edizione di Napoli?

Dopo l’ingresso in extremis dell’American Racing guidato da Ken Read, l’America’s Cup potrebbe presto accogliere un altro sfidante. La voce, partita dall’Australia e arrivata fino al Golfo di Napoli, è stata rilanciata dal quotidiano The Sydney Morning Herald, secondo il quale la possibilità di un ritorno dei “canguri” alla massima competizione velica, la prima dopo Young Australia nel 2000, sarebbe sempre più concreta.

Tom Slingsby
Tom Slingsby

Il progetto e i possibili protagonisti

Alla base dell’iniziativa ci sarebbe il sostegno finanziario di John Winning Jr, un imprenditore australiano attivo nel settore degli elettrodomestici e CEO del Winning Group, oltre che appassionato velista. Sarebbe lui a mettere sul tavolo le risorse necessarie per riportare l’Australia ai vertici dell’America’s Cup. Una figura centrale del progetto sarebbe poi Tom Slingsby, velista plurimedagliato ed ex leader del team australiano nel circuito SailGP.

L’Australia, inoltre, è già tornata nel mondo dell’America’s Cup nel 2024, durante la 37esima edizione a Barcellona, con Andoo Team Australia impegnato nella Youth America’s Cup e nella prima Women’s America’s Cup. Proprio queste esperienze potrebbero essere un primo passo verso il ritorno alla sfida principale con il foiling AC75. Un paese che ha scritto pagine importanti della competizione, a partire dalla storica vittoria del 1983 che pose fine al dominio statunitense.

Liberty e Australian II durante l'atto finale dell'America's Cup del 1983.
Liberty e Australian II durante l’atto finale dell’America’s Cup del 1983.

Il problema della barca e i tempi stretti

Tuttavia, il problema principale rimane quello tecnico. Il regolamento attuale non consente la progettazione di nuovi AC75: le squadre devono utilizzare barche già impiegate nell’edizione precedente. Un team esordiente può quindi acquistare uno scafo usato o riprendere il progetto di un team esistente.

Attualmente, però, l’unico team dell’ultima edizione ad essersi ritirato è American Magic, il cui scafo è stato acquistato dal team di Ken Read. Di conseguenza, le opzioni sul mercato sono praticamente nulle, a meno che non si ricorra alle barche dell’edizione di Auckland, che ora sono più pesanti e meno avanzate nel design. Realizzare un AC75 da un progetto acquisito significherebbe anche affrontare tempi di costruzione molto brevi, considerando che la prossima America’s Cup è a poco più di un anno di distanza.

Resta quindi da vedere se la possibile squadra australiana diventerà davvero realtà o se si tratta dell’ennesima voce che accompagna, come spesso accade, l’avvicinamento alla Coppa America.

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