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Coppa America, Pirelli è l’asso nella manica di Luna Rossa

In un’America’s Cup all’insegna di foil, wing e bustle (le chigliette, ndr) la parola che per Luna Rossa Prada Pirelli potrebbe fare la differenza è: elastomero, un polimero naturale o sintetico avente il comportamento della gomma elastica. Ovvero, spiega Luca Giannini responsabile del settore materiali avanzati di Pirelli, con Prada sponsor del team Luna Rossa: «Tutto quello che comunemente chiamiamo gomma».

Non è la prima volta che Pirelli, azienda italiana fondata nel 1872 e oggi Corporate con 19 stabilimenti in 12 Paesi, circa 31.600 addetti e un fatturato (2019) di circa 5,3 miliardi di euro è protagonista dell’America’s Cup. «La prima volta» spiega Giannini «nel 2007 quando ci chiesero di progettare e costruire le stecche pneumatiche della randa per la sfida di Valencia. Questa volta ci hanno chiesto di entrare nel territorio, per loro inesplorato, degli elastomeri».

E così Giannini con un team di 12 ricercatori (ma in tutta Pirelli sono 1.900 le persone impegnate in Ricerca e Sviluppo) ha condotto «Luna Rossa» alla scoperta di un materiale, anzi di formulazioni che combinando vari ingredienti permettono di ottenere materiali molto diversi tra loro. «Quello degli elastomeri è un mondo completamente diverso da quello dei metalli o della fibra di carbonio usati sulle barche e siamo stati felici di poter dare una mano. Il perimetro sul quale ci è stato chiesto il supporto è stato molto ampio. Abbiamo creato un team dedicato che si è interfacciato con quello di Luna Rossa Prada Pirelli per la caratterizzazione dei materiali», commenta Giannini.

Un percorso di sperimentazione che ha prodotto una serie di campioni: da quelli con la consistenza di un gel a quelli con rigidità simile alla plastica. «È stato un lavoro ad ampio spettro che ha coinvolto anche le risorse che all’interno dell’azienda si occupano di modellistica e realtà virtuale. Per gli elastomeri i parametri dei materiali finali si estraggono da test che presuppongono la definizione di modelli, utili solo in specifiche condizioni. Insomma, definire i modelli non è cosa semplice visto che sono completamente diversi da quelli che si usano per i metalli o per il carbonio», aggiunge Giannini.

Luna Rossa Prada Pirelli Team training on the Hauraki Gulf for the 36th America’s Cup presented by PRADA

Definiti i modelli, identificati i materiali possibili, sviluppati i test specifici e ottenuti dei parametri utili, sulla base delle simulazioni sono stati poi realizzati dei prototipi. «E quelli sono stati integrati da Luna Rossa nella progettazione per la verifica sul campo, anzi in mare» prosegue Giannini. Già, ma dove sono stati utilizzati gli specialissimi elastomeri sviluppati da Pirelli? Luca Giannini, non si tira indietro ma, ovviamente non approfondisce. «Diciamo che le aree di applicazione sono i timoni e i foil. Meglio, alcune parti dei timoni e dei foil. Due elementi dove gli elastomeri fanno bene il loro mestiere: scambiare forze. Come avviene per gli pneumatici con l’asfalto».

Sei mesi è durato il lavoro di ricerca e sviluppo per «Luna Rossa» da parte dei team di Pirelli. «Un tempo brevissimo», conclude Luca Giannini «che ci ha permesso di esplorare nuovi orizzonti: è stata un’esperienza molto interessante oltre che per i nuovi materiali ottenuti, anche per il loro processo di sviluppo e la loro interfaccia. Non basta trovare il materiale migliore. Bisogna che sia realizzabile e saldabile con l’elemento su cui deve lavorare. In questo caso una barca. E credo davvero che le parti in elastomero su Luna Rossa siano un plus. Speriamo vincente!».

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