Skip links

Exit Carbon porta la bricola veneziana sulla poppa del superyacht

Ci sono nella laguna veneta oggetti che nessuno chiamerebbe design e che lo sono da secoli. Le bricole — i pali infissi nel fondale a segnare i canali e a offrire ormeggio alle imbarcazioni — appartengono esattamente a questa categoria: forma dettata interamente dalla funzione, materiale scelto per resistere all’acqua salsa, geometria affinata da un uso ininterrotto che Exit Carbon quantifica in tredici secoli. Da Camponogara, alle porte di Venezia, l’azienda ha fatto la cosa che appare ovvia solo dopo che qualcuno l’ha fatta: ha preso quell’oggetto, lo ha ridotto in scala, lo ha riscritto in fibra di carbonio e lo ha portato a bordo. Si chiama Magnifico e nel linguaggio commerciale è un tender fender.

Il punto debole del beach club

Negli ultimi quindici anni la poppa del superyacht ha cambiato ruolo. Da vano tecnico è diventata soggiorno all’aperto, palcoscenico, e soprattutto ingresso principale: gli ospiti arrivano quasi sempre dal tender, non dalla passerella. È anche, però, la zona più vulnerabile dell’intera imbarcazione. Il teak della piattaforma, le fiancate lucidate a specchio, gli inserti in acciaio delle scalette: tutto ciò che rende quello spazio fotogenico è anche ciò che un tender da sei metri, con un po’ di onda morta e un ospite impaziente, può rovinare in tre secondi.

La risposta tradizionale — parabordi cilindrici calati fuori bordo — funziona male su entrambi i fronti. Rotolano, lasciano segni, si spostano proprio quando servono fermi, e visivamente contraddicono tutto il lavoro fatto dal designer su quelle superfici. Il Magnifico riparte da un’altra idea: non un cuscino appeso, ma un elemento verticale piantato, che lavora come lavora la bricola in laguna. Il tender accosta a un palo, non a uno yacht.

Verticale e rimovibile senza forare la coperta

Il dispositivo si sviluppa in altezza — da 1.200 a 1.500 millimetri secondo la versione — con un diametro massimo di 300 millimetri nella parte parabordo e un ingombro in coperta di 420 millimetri. La parte immersa sotto la linea della piattaforma varia da 350 a poco più di 600 millimetri, così da adattarsi ad altezze di bordo libero diverse: il palo deve intercettare il tender all’altezza giusta, o non serve a nulla.

L’aspetto più interessante è però l’attacco. Exit Carbon dichiara che la presa in coperta lavora esclusivamente per compressione, senza tensione e senza alcuna modifica strutturale al ponte. È una scelta che ha due conseguenze pratiche di peso. La prima è che il Magnifico si monta e si smonta a mano, restituendo la piattaforma alla sua funzione balneare in tempi di ordine di grandezza inferiore a quelli di un’installazione fissa. La seconda, meno evidente ma commercialmente più rilevante, è che l’oggetto entra nel mercato del refit senza le complicazioni di un intervento sulla struttura: nessun rinforzo, nessuna certificazione, nessuna discussione con il cantiere che ha costruito quella coperta.

A rendere tutto questo praticabile è il materiale. Il peso va da 9 chilogrammi nella versione più corta a 14,3 in quella da 1.500 millimetri: un membro dell’equipaggio, da solo, senza gru e senza cerimonie. Lo stesso oggetto in acciaio o alluminio pesato per la medesima resistenza cambierebbe natura, e con essa l’intero ragionamento sulla rimovibilità.

Fibra a vista e il nome dello yacht

Il carbonio qui non è soltanto una scelta strutturale, ed è inutile fingere il contrario. La finitura a vista, la personalizzazione cromatica e la possibilità di applicare il nome dello yacht spostano il Magnifico dalla categoria dell’accessorio tecnico a quella dell’elemento di identità di bordo — la stessa in cui vivono già le passerelle e le aste portabandiera dello stesso costruttore. È un territorio in cui l’oggetto viene giudicato anche a motori spenti, fermo in banchina, sotto gli occhi di chiunque passi.

Dietro c’è Exit Engineering, che rivendica un ciclo produttivo di derivazione aeronautica: tessuti pre-preg, laminazione in camera bianca, polimerizzazione in autoclave ad alta pressione e temperatura, stampi femmina in carbonio o alluminio certificati per l’autoclave che l’azienda dichiara costare da cinque a dieci volte più degli stampi tipici del settore nautico, e fornitori sottoposti a ispezione ogni sei mesi. Sono affermazioni del costruttore, non verificabili dall’esterno, ma coerenti con un listino che parte da 8.000 euro per la versione da 1.200 millimetri e arriva a 8.500 per quella da 1.500.

Guardare indietro per risolvere un problema nuovo

Resta, alla fine, la cosa che rende questo prodotto degno di nota più della sua scheda tecnica. Il problema — proteggere una poppa sempre più preziosa da un tender sempre più pesante — è recentissimo, nato con la trasformazione del beach club in ambiente abitato. La soluzione, invece, è vecchia di secoli e sta a poche miglia dal capannone in cui il Magnifico viene laminato. In un comparto che tende a rispondere a ogni nuova esigenza inventando un nuovo meccanismo, qualcuno ha risolto guardando fuori dalla finestra.

Leave a comment