L’approccio di Feadship alla sostenibilità non è un esercizio di stile né un insieme di iniziative isolate. È una filosofia strutturata, un quadro strategico che punta a un obiettivo preciso: Net Zero entro il 2030. Farouk Nefzi, Chief Marketing Officer del cantiere olandese, lo ribadisce con chiarezza: la sostenibilità non riguarda soltanto la propulsione, ma l’intero ciclo di vita di uno yacht. Dalla scelta dei materiali a monte, ai processi di costruzione, dall’utilizzo quotidiano alla fase di refit, ogni elemento è parte di un sistema che deve essere ripensato in chiave responsabile.
In questo percorso, Feadship ha scelto di lavorare con una visione olistica, contribuendo attivamente alla definizione del YETI (Yacht Environmental Transparency Index) insieme alla Water Revolution Foundation. Un indice che valuta l’impatto ambientale di uno yacht considerando tutto: coatings, adesivi, resine, isolamenti, packaging, fino alle essenze lignee. Non è un caso che il cantiere cerchi di guidare designer e armatori verso un uso più consapevole del teak, promuovendo alternative certificate o soluzioni come il plantation teak, utilizzato integralmente sul Project 713.
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Materiali, salute, riciclo: la sostenibilità come cultura
La sostenibilità, per Feadship, è anche una questione di salute e sicurezza: quella dei lavoratori, dell’equipaggio, dell’ambiente. Ogni materiale viene valutato per la sua recyclability, per le opzioni di end‑of‑life, per la riduzione degli sprechi nella supply chain. Parallelamente, il cantiere continua a innovare sul fronte della propulsione e dell’efficienza: dai sistemi ibridi diesel‑elettrici, alle celle a combustibile a idrogeno del Project 821, dai generatori compatibili con HVO alle carene ottimizzate di yacht come Breakthrough e Valor.
Ma Nefzi non nasconde un punto cruciale: la maggior parte delle emissioni avviene nella fase d’uso. Il cantiere può fornire l’infrastruttura, ma la vera differenza la fa il modo in cui gli armatori operano le loro imbarcazioni. Per questo la formazione è diventata un pilastro della strategia Feadship.
Feadship organizza Captain Summits e Broker Summits, momenti di confronto dedicati a chi, più di tutti, orienta le scelte degli armatori. L’obiettivo è aggiornare, sensibilizzare, responsabilizzare. Con gli armatori, invece, l’approccio è sartoriale: alcuni sono tecnicamente coinvolti e desiderano partecipare attivamente; altri preferiscono delegare. Non esiste un programma standard, ma un dialogo continuo, calibrato sulle esigenze di ciascuno.
ESG, metriche e governance: la struttura dietro la visione
Pur non essendo quotata, Feadship ha sviluppato un quadro ESG solido, con un sustainability programme manager dedicato e una governance che integra fornitori, processi e obiettivi ambientali. A livello di cantiere vengono monitorati indicatori come consumo energetico, quota di rinnovabili, flussi di rifiuti, sostanze pericolose, uso di legname certificato, sperimentazioni su materiali alternativi per i ponti, riduzione degli imballaggi e iniziative di riciclo. Gli interni, sottolinea Nefzi, sono pienamente inclusi in questa visione.
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Innovazione negli interni: quando la creatività incontra la responsabilità
Tra gli esempi più significativi, Nefzi cita il concept Dunes, dove grandi aggetti esterni creano ombreggiamenti naturali, riducendo il carico sull’aria condizionata. Oppure Project C, un esercizio di design che ha imposto ai progettisti l’uso esclusivo di materiali sostenibili: il risultato è stato sorprendente, con pannelli decorativi realizzati da gusci d’uovo, piume e altri elementi naturali trasformati in superfici di grande impatto estetico.
Feadship ha esplorato anche soluzioni radicali come ponti alternativi al teak basati su strutture honeycomb attraversate da acqua, e ha introdotto l’uso di green aluminium per componenti strutturali. Ogni materiale, ogni scelta, viene valutata attraverso criteri di sicurezza, resistenza al fuoco, vincoli ingegneristici e sostenibilità. Una consapevolezza diffusa che permea l’intero cantiere.
Il valore del purpose: yacht come strumenti di conoscenza
Durante il panel SIH a METSTRADE, Nefzi ha parlato di purpose, un concetto che sta diventando centrale nel nuovo yachting. Immaginare una flotta globale che raccolga dati ambientali in tempo reale significa trasformare gli yacht in strumenti di ricerca, contribuendo alla conoscenza degli oceani. È una visione che richiede volontà, cultura e un cambio generazionale: mentre aziende e giovani spingono verso il progresso, la geopolitica spesso rallenta. Per questo, secondo Nefzi, il cambiamento arriverà da chi sceglie consapevolmente di fare la cosa giusta.
Feadship è pronta a sostenere l’attività di SIH nella produzione di white paper, ricerche e dati sui materiali sostenibili per gli interni. Il cantiere ha un ruolo di influenza, ma non può operare magie: deve rispettare regole di classe, requisiti di sicurezza, rischi di incendio e criteri tecnici in continua evoluzione. Per questo la ricerca è fondamentale, e Feadship è disponibile a contribuire con la propria esperienza.
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