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Giorgio Armani Superyacht Regatta, dove la competizione incontra l’eleganza

Quattro è stato il numero perfetto della Giorgio Armani Superyacht Regatta 2026. Quattro le giornate di regata. Quattro le prove disputate. Quattro i giorni in cui la Costa Smeralda ha mostrato il suo volto migliore.

Per chi, come Top Yacht Design, ha seguito l’evento da Porto Cervo, la sensazione era quella di assistere a qualcosa che andava oltre una semplice competizione velica. Le acque della Sardegna sulle quali abbiamo navigato a bordo di un  Bluegame BGF45,si sono trasformate in una passerella a cielo aperto, dove hanno sfilato alcune delle più autorevoli firme dello yacht design contemporaneo e alcuni dei più grandi nomi della vela internazionale.

© Matteo Zaccagnino

Un palcoscenico perfetto per una regata che porta il nome di Giorgio Armani e che, proprio come una collezione haute couture, riesce ogni anno a combinare eleganza, personalità e ricerca dell’eccellenza. Organizzata dallo Yacht Club Costa Smeralda con il supporto, per il quinto anno consecutivo, di Giorgio Armani in qualità di title sponsor, la manifestazione ha inaugurato la stagione mediterranea dei superyacht riportando Porto Cervo al centro della scena internazionale. Un appuntamento che continua a distinguersi per la sua capacità di fondere agonismo, convivialità ed eleganza, richiamando una flotta di 17 superyacht a vela, tra più belli in circolazione.

© Matteo Zaccagnino

Il meglio dello yacht design

Non solo. La regata ha offerto infatti una rara occasione per osservare in mare, fianco a fianco, alcune delle più influenti scuole di pensiero dello yacht design contemporaneo. Tra le isole dell’Arcipelago di La Maddalena si sono confrontate visioni progettuali diverse, accomunate dalla ricerca dell’eccellenza.

© Matteo Zaccagnino

A cominciare da Bill Tripp, autore del 39 metri Cervo, costruito da Vitters e al debutto a Porto Cervo in occasione di questa edizione. La firma di German Frers, probabilmente il progettista che più di ogni altro ha segnato la storia moderna della vela da regata e da crociera, campeggiava sullo Swan 115 Moat, vincitore per il terzo anno consecutivo della classe Blue.

© Matteo Zaccagnino

Particolarmente significativa anche la presenza di Nauta Design, studio che da anni rappresenta uno dei principali punti di riferimento nel mondo dei grandi yacht a vela. La firma di Mario Pedol e Massimo Gino era infatti presente su numerose imbarcazioni della flotta Southern Wind, a partire dal nuovo SW108 Kalantis, da poco varata a Cape Town e una delle grandi protagoniste della settimana, fino a Morgana e ad altri modelli che testimoniano il lungo e consolidato rapporto tra il cantiere con base in Sudafrica e lo studio milanese.

© Studio Borlenghi

A completare il quadro c’erano altri nomi che hanno scritto pagine fondamentali dello yacht design internazionale. Da Reichel/Pugh, protagonisti di alcuni tra i più performanti racer-cruiser contemporanei, a Farr Yacht Design, lo studio fondato dal leggendario Bruce Farr che ha rivoluzionato il concetto stesso di yacht da competizione moderna. Senza dimenticare la firma di Ed Dubois, autore del 100 piedi Nostromo e progettista che ha contribuito in modo determinante all’evoluzione dei maxi yacht dagli anni Ottanta in poi.

© Matteo Zaccagnino

La Hall of Fame della vela mondiale

Se le linee degli yacht hanno offerto uno spettacolo straordinario, il livello tecnico della manifestazione ha confermato ancora una volta perché Porto Cervo venga considerata una delle capitali mondiali della vela. La linea di partenza della Giorgio Armani Superyacht Regatta assomigliava infatti a una vera e propria hall of fame galleggiante.

Sul vincitore della classe Blue, lo Swan 115 Moat dell’armatore Juan Ball, a guidare la tattica c’era l’argentino Cole Parada (è il fratello di Guillermo, noto per essere stato il timoniere del TP52 Azzurra) uno tra i professionisti più apprezzati del circuito superyacht internazionale è uno dei velisti più affermati del panorama internazionale. Mariano detto Cole, nel corso della sua carriera ha conquistato nove titoli mondiali nelle classi Cadet, Snipe, Maxi Yacht, Soto 40 e TP52. Ha rappresentato l’Argentina ai Giochi Olimpici di Sydney 2000 nella classe Tornado e successivamente ha ricoperto il ruolo di allenatore della squadra olimpica argentina ad Atene 2004.

© Matteo Zaccagnino

È stato protagonista di alcuni dei più importanti circuiti professionistici, tra cui il team Azzurra, tra le formazioni più vincenti delle 52 Super Series, e il Victory Challenge nella Louis Vuitton Cup del 2007. Insieme a Mateo Garralda ha inoltre allenato Santiago Lange e Cecilia Carranza, mitici vincitori della medaglia d’oro olimpica a Rio 2016 nella classe Nacra 17. Attualmente continua a collaborare con la squadra olimpica argentina.

© Matteo Zaccagnino

A bordo del Briand 108 Inoui regatava Gavin Brady, velista neozelandese protagonista di sei campagne di America’s Cup senza contare la sua presenza alla Whitbread e alla Volvo Ocean Race. Sul nuovo Kalantis era invece impegnato Cameron Appleton, altro nome di riferimento della Coppa America e delle grandi competizioni internazionali.

Sul SW96 Liberty Squared, navigava Bouwe Bekking, leggenda della vela oceanica con otto partecipazioni al giro del mondo tra Whitbread e Volvo Ocean Race. Sul SW94 Magic Blue era invece presente Luis Doreste, due volte oro olimpico con la Spagna e figura storica della vela internazionale.

© Matteo Zaccagnino

Non meno prestigiosa la presenza di Tommaso Chieffi a bordo di SØRVIND by Giorgio Armani. Campione del mondo in varie classi, velista olimpico sul 470 con il fratello Enrico e protagonista di numerose campagne di America’s Cup, tra le quali quella con il Moro di Venezia a San Diego nel 1992, Chieffi rappresenta uno dei simboli della vela italiana degli ultimi quarant’anni. Accanto a lui la navigatrice oceanica Emily Nagel, entrambi chiamati per far vivere in prima persona agli ospiti di Giorgio Armani la regata a bordo dello yacht che portava il nome del brand.

© Matteo Zaccagnino

La lista dei campioni presenti continua con Jesper Bank, tre medaglie olimpiche di cui due d’oro, conquistate a Sydney 2000 e Atene 2004 alla tattica del Dubois 100 Nostromo, Matt Humphries, veterano della Volvo Ocean Race e protagonista della Southern Wind Sailing Academy a bordo di Freebird, oltre ad Alicia Ageno e a numerosi altri professionisti provenienti dai più importanti circuiti internazionali. Un livello tecnico che ha trasformato ogni prova in una sfida giocata sul filo dei secondi e delle scelte tattiche.

© Matteo Zaccagnino

Un evento da ricordare

Ma l’edizione 2026 aveva anche un altro motivo per essere speciale: si è infatti celebrato il ventesimo anniversario del Southern Wind Rendezvous & Trophy, che è parte della Giorgio Armani Superyacht Regatta. Fu ideato 20 anni fa dal cantiere Southern Wind per riunire ogni anno la propria comunità di armatori. Un vero evento nell’evento, che ha aggiunto al programma una dimensione più intima e familiare, senza rinunciare al valore tecnico che da sempre caratterizza la flotta del cantiere sudafricano.

© Studio Borlenghi

Della nutrita flotta di Southern Wind presenti, ben 7 hanno preso parte alla Giorgio Armani Superyacht Regatta e 4 al Rendez-vous, che prevedeva una navigazione sullo stesso percorso, ma più libera rilassata, senza classifica. Le quattro regate disputate hanno offerto condizioni profondamente diverse. La prima giornata si è aperta con un maestrale di circa 14 nodi che ha accompagnato la flotta lungo un percorso costiero di 28 miglia tra le isole della Maddalena. Il giorno successivo il vento è salito fino a sfiorare i 20 nodi, regalando una delle navigazioni più apprezzate dagli equipaggi. Poi sono arrivate le brezze leggere e instabili delle ultime due prove, che hanno richiesto continui cambi di vela, letture del campo di regata e una concentrazione assoluta da parte di tattici ed equipaggi.

© Matteo Zaccagnino

In tutte le condizioni, però, la flotta è riuscita a rimanere compatta, offrendo immagini spettacolari di superyacht lunghi oltre trenta metri impegnati in duelli ravvicinati tra le acque turchesi dell’arcipelago. Se Kalantis ha rappresentato il futuro, Liberty Squared ha incarnato la continuità della tradizione vincente Southern Wind. Grazie a una settimana impeccabile, il 96 piedi armato da Carlo Pirzio Biroli ha conquistato la classe White e il Southern Wind Trophy, confermandosi una delle imbarcazioni più competitive dell’intera flotta.

© Studio Borlenghi
© Studio Borlenghi

Nella classe Blue, come già accennato, il protagonista assoluto è stato ancora una volta Moat. «È il risultato di un costante lavoro di miglioramento svolto sulla barca durante tutto l’anno», ha dichiarato l’armatore, Juan Ball. «Questa è una regata unica, per lo spirito che la contraddistingue e per il luogo straordinario in cui si svolge».

© Matteo Zaccagnino

Accanto alle regate, Porto Cervo ha vissuto una settimana scandita da appuntamenti che hanno ulteriormente rafforzato il carattere esclusivo della manifestazione. Dalle colazioni mattutine nel pop-up Giorgio Armani Mare di Piazza Azzurra alla tradizionale Southern Wind Owners’ Dinner di Li Capanni, fino alla serata Giorgio’s sulla terrazza dello Yacht Club Costa Smeralda e al Sunset Party dell’Ea Bianca Resort.

© Studio Borlenghi

Momenti che hanno contribuito a creare quel particolare equilibrio tra sport e lifestyle che rappresenta uno dei tratti distintivi dell’evento. A riassumere perfettamente l’essenza della manifestazione sono state le parole di Andrea Recordati, Commodoro dello Yacht Club Costa Smeralda: «Credo che la Giorgio Armani Superyacht Regatta sappia offrire un perfetto equilibrio tra attività sportiva, piacere della navigazione e momenti di condivisione tra armatori ed equipaggi. Siamo lieti, inoltre, che Southern Wind possa festeggiare il ventesimo anniversario del Rendezvous & Trophy con noi a Porto Cervo».

© Matteo Zaccagnino

Ed è probabilmente questa la chiave del successo di una regata che continua a essere diversa da tutte le altre. Per quattro giorni la Costa Smeralda si è trasformata in una passerella sull’acqua dove hanno sfilato yacht straordinari, campioni olimpici, protagonisti delle America’s Cup del passato e armatori accomunati dalla stessa passione. Un luogo in cui il mare ha fatto da scenografia, il vento da regista e la vela da linguaggio universale. Proprio come accade nelle migliori creazioni di Giorgio Armani, anche qui eleganza e sostanza hanno navigato sulla stessa rotta.

Matteo Zaccagnino

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