Con il Grand Banks 62, il cantiere americano firma un ritorno deciso all’essenza del true passagemaker: una barca pensata per coprire miglia importanti con efficienza, sicurezza e un comfort che non sacrifica nulla alla vocazione oceanica. Dopo oltre settant’anni di storia, Grand Banks ribadisce la propria leadership nel segmento della crociera a lungo raggio con un modello che evolve il precedente GB60 e ne amplifica filosofia e ambizioni. Il risultato è uno yacht da 62 piedi che combina autonomia reale, prestazioni elevate e una qualità costruttiva che rimane uno dei marchi di fabbrica del brand.
Il GB62 nasce per navigare lontano, ma senza rinunciare alla velocità quando serve. A seconda della motorizzazione scelta, può raggiungere 30 nodi di punta e mantenere una velocità di crociera di 27 nodi, valori che lo collocano ai vertici della categoria. La vera sorpresa, però, è la capacità di trasformarsi in un autentico long‑range cruiser: a 10 nodi, lo yacht può coprire oltre 2.000 miglia nautiche con un margine di riserva del 10%, un dato che lo avvicina più agli explorer che ai tradizionali motoryacht da crociera. Anche a 20 nodi, il consumo medio di 38 galloni/ora conferma un’efficienza rara in questa fascia di mercato, frutto di un lavoro ingegneristico che punta a ridurre ogni spreco energetico.
La tecnologia V‑Warp al centro del progetto
Il segreto delle sue prestazioni sta nello scafo V-Warp, sviluppato da Mark Richards e ormai diventato un tratto distintivo del cantiere. Si tratta di un approccio costruttivo integrato che combina una forma dello scafo ottimizzata, materiali compositi all’avanguardia e un processo di infusione altamente preciso. L’assetto in navigazione rimane stabile a circa sei gradi su tutta la gamma di velocità, assicurando un contatto ottimale con la linea d’acqua e una resistenza aerodinamica notevolmente ridotta. La struttura, rinforzata con elementi in carbonio che collegano le paratie, il ponte e la sovrastruttura, garantisce leggerezza, rigidità e durata nel tempo — qualità essenziali per chi affronta traversate impegnative.
Il Grand Banks 62 è dotato di serie di due motori Volvo D13 da 900 horsepower, abbinate a riduttori Twin Disc MGX 5096A su alberi diritti. Per chi cerca più potenza, sono disponibili versioni da 1.000 horsepower, anch’esse su alberi, oltre al Volvo IPS 1200S opzione che privilegia la manovrabilità e il risparmio di carburante. La filosofia rimane la stessa: offrire un sistema di propulsione in grado di coniugare prestazioni, autonomia e affidabilità — tre elementi fondamentali per un moderno passagemaker.
Gli interni e il main deck
Uno degli aspetti più sorprendenti del GB62 è l’evoluzione degli spazi interni rispetto al modello precedente. La cabina ospiti a dritta diventa più ampia e versatile, con un matrimoniale trasversale, un letto singolo e bagno privato. La cabina armatoriale, collocata al centro barca, offre un letto king size, un bagno con doccia di dimensioni generose e una ventilazione naturale eccellente, mentre la VIP a prua propone un letto queen e ampi volumi di stivaggio. Il layout a tre cabine e tre bagni crea un equilibrio ideale tra privacy, comfort e funzionalità, rendendo il GB62 adatto tanto alle lunghe traversate quanto alla vita di bordo quotidiana.
Il ponte principale è progettato per massimizzare la visibilità e la fruibilità degli spazi. Le grandi finestrature apribili inondano di luce il salone, la timoneria e la cucina a poppa, creando un ambiente continuo e arioso. La conduzione risulta agevole in ogni condizione, anche durante navigazioni notturne o con meteo impegnativo, grazie a una timoneria che privilegia ergonomia e controllo. Come da tradizione Grand Banks, il cantiere offre layout personalizzabili, inclusa una versione Skylounge ispirata al successo del GB85, pensata per chi desidera un ambiente chiuso e climatizzato sul flybridge.
Il ritorno del “true passagemaker”
Il GB62 è stato progettato con un’attenzione particolare alle esigenze di chi naviga per molte miglia. I camminamenti laterali ampi e protetti facilitano gli spostamenti in sicurezza, mentre la porta laterale a dritta, in corrispondenza della timoneria, semplifica le manovre con equipaggio ridotto. La copertura estesa del flybridge protegge il pozzetto e offre spazio per il tender, mentre il grande gavone di poppa può ospitare attrezzatura da immersione, ricambi, compressori o freezer supplementari. Ogni dettaglio è pensato per rendere la barca autosufficiente e pronta a lunghe permanenze in mare.
Con il Grand Banks 62, il cantiere non si limita a presentare un nuovo modello: riafferma una visione. In un mercato spesso orientato verso volumi e design spettacolari, il GB62 recupera l’essenza del passagemaker autentico, quello che privilegia autonomia, efficienza, robustezza e un rapporto diretto con il mare. È una barca che non cerca di stupire con effetti speciali, ma con la sostanza di un progetto coerente, maturo e profondamente marino. Un long‑range che segna davvero il ritorno a ciò che Grand Banks ha sempre rappresentato: la capacità di navigare lontano, con stile e senza compromessi.




