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Il Big Bang Integral di Hublot

Prendete un materiale nobile come il titanio. Aggiungeteci le performance di un movimento cronografico flyback a carica automatica con ruota a colonne. Il risultato si sintetizza in tre parole: Big Bang Integral. Non un orologio qualsiasi, ma una vera e propria fuoriserie da polso. 

E non poteva essere altrimenti per una Maison che, come nel caso di Hublot, ha conquistato la scena grazie alla sua capacità di coniare un nuovo linguaggio estetico e tecnico. Linguaggio che nel caso di questa referenza si è concentrato nell’architettura della cassa e del bracciale. Quest’ultimo è la novità assoluta ed è stato completamente ripensato per essere totalmente integrato con la cassa e dare così alla vista l’effetto di un pezzo unico. Un risultato ottenuto adottando un’estetica che per il bracciale riprende i codici della cassa stessa. Gli spigoli richiamano non soltanto il disegno dei pulsanti, ma anche l’architettura molto tagliata della carrure. Le finiture lucide-satinate, l’anglage e lo smusso delle maglie evocano il medesimo effetto di profondità e di contrasto tra cassa e disco anse. 

La cassa, anch’essa ripensata nel design, si presenta con un diametro di 42 millimetri. Al suo interno è custodito un piccolo prodigio di meccanica orologiera. Il movimento a carica automatica UNICO, il cui spessore è contenuto in soli 6,75 millimetri, è costituto da 354 componenti alcuni delle quali, come per esempio la ruota a colonne, sono visibili sul quadrante. Tra le innovazioni tecniche che il calibro, dotato di quattro brevetti, porta in dote spiccano l’accoppiamento dei secondi oscillante, il sistema di frizione del cronografo regolabile a sfera, il sistema di arresto del rocchetto con ruote unidirezionali e il sistema di regolazione fine racchetteria. 

La lettura delle informazioni cronografiche è riportata all’interno dei due contatori posti uno a ore 3 e uno a ore 9. Altra caratteristica unica del Big Bang Integral è l’impermeabilità garantita fino a 100 metri. Non una cosa di poco conto in virtù soprattutto della complessità di questa referenza. Referenza che, oltre al modello in titanio, è declinata, tra le altre, anche in una versione All Black in ceramica nera, e in un’altra in King Gold, una speciale lega sviluppata da Hublot in collaborazione con l’Ecole Polytechnique Fédérale di Losanna (EPFL) che è, a oggi, l’unica lega d’oro a 18 carati che non si graffia.

Matteo Zaccagnino

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