Skip links

Il Black Cat 50 di Malcom McKeon

Spazio ai multiscafi. Non è soltanto un modo dire. A guardare bene quello che è successo negli ultimi anni questa tipologia di barca sta conoscendo una popolarità sempre più crescente. Una tendenza alimentata dal successo che i catamarani stanno avendo nella regina delle competizioni veliche come la Coppa America. Un interesse che ha prodotto come effetto collaterale una forte accelerazione in termini di ricerca, sviluppo e sperimentazione di nuove soluzioni e materiali.

m2172_getfileattachment-1

Da oggetto misterioso, il multiscafo sta diventando oggi la scelta ideale per molti armatori alla ricerca di una soluzione che, a parità di lunghezza con i tradizionali monoscafi, è in grado di offrire il doppio degli spazi, performance di tutto rispetto a vela e cosa più importante comfort e stabilità sia in navigazione sia alla fonda.

12 (Large)

Non è dunque un caso se un personaggio del calibro di Mitch Booth, nel cui curriculum spiccano due medaglie olimpiche e svariati titoli mondiali conquistati regatando proprio a bordo dei catamarani, abbia creato nel 2015 la BlackCat Superyachts.

**11 (Large)

Il primo passo è stato presentare alla fine dello scorso anno il concept di un supercat di 50 metri. Non si tratta di un mero esercizio di stile. Booth, infatti, per dare vita al progetto ha riunito attorno a sé alcune tra le firme più autorevoli del settore.

***m22_160905-mm50-black-cat-cockpit-view01

A iniziare dallo yacht designer Malcom McKeon dalla cui matita sono uscite le linee del maxicat; per continuare con M2 Atelier che ha curato il progetto degli interni fino ad arrivare al North Technology Group che raggruppa North Sails, Southern Spars e Future Fibers al quale si devono piano velico, rigging e vele. Infine per la costruzione la scelta è ricaduta su Baltic Yachts a oggi forse l’unica realtà in grado di realizzare scafi di queste dimensioni in carbonio. Sì perché sarà proprio il carbonio l’ingrediente base del BlackCat 50 che, una volta costruito, conquisterà il primato di yacht più grande mai realizzato utilizzando questo materiale.

**m15_160901-mm50-black-cat-forward-cockpit-view01

Ma i numeri del BlackCat 50 sono ben altri. “Non c’è nulla di simile al momento sul mercato” commenta Booth “Questo concept combina la praticità di una piattaforma ampia e stabile con prestazioni di tutto rispetto”. Tradotto vuol dire che sulla carta il supercat potrà raggiungere velocità comprese tra i 20 e i 30 nodi.

**m18_160902-mm50-black-cat-main-salon-view02-day

Dal punto di vista dello styling, McKeon è riuscito nell’intento di ovviare al problema di un’opera morta dal profilo alto e sgraziato evidenziato sinora dai multiscafi di grandi dimensioni prendendo spunto dal mondo del car design e facendo ricorso per i due scafi a strutture caratterizzate da superfici concave. Una soluzione che, abbinata al grande impiego del vetro presente nella sovrastruttura, consegnano al BlackCat 50 un profilo dinamico e ben bilanciato in termini di proporzioni.

***m17_160902-mm50-black-cat-main-salon-view01 copia

Gli interni sono un inno allo spazio e si distribuiscono su una superficie di 320 metri quadrati (ai quali si aggiungono i 620 metri quadrati esterni) e sfruttano al meglio i 20 metri di larghezza del multiscafo.

**m24_160905-mm50-black-cat-master-cabin-view01

Nel layout da evidenziare la scelta di collocare la suite armatoriale nella sezione prodiera del ponte principale con cabina armadio e bagno sullo scafo di sinistra. Da qui l’armatore può accedere al gigantesco pozzetto di prua, uno spazio ribassato da utilizzare in forma privata o in condivisione con gli ospiti che possono beneficiare anche di una vera e propria piscina. Sottocoperta sono previste quattro cabine doppie di cui una Vip tutte ricavate nello scafo di dritta. La vita sociale si concentra nella parte poppiera del ponte principale che ospita un grande salone al chiuso con tanto di angolo bar e zona pranzo dal quale si accede all’enorme pozzetto.

**m14_160901-mm50-black-cat-cockpit-view01

La beach area è ricavata dalle superfici abbattibili che trasformano le due zone poppiere laterali in vere e proprie aree prendisole pied dans l’eau.

Leave a comment

Name*

Website

Comment