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Best of 2020 – Alejandro Bottino: prestazioni, funzionalità ed estetica

Benvenuto nella sezione speciale “20th Anniversary” di Top Yacht Design. Qui ti presentiamo, giorno per giorno, le migliori storie, yacht e personaggi di cui ci siamo occupati in questi 20 anni di Top Yacht Design, dal 2006 a oggi.


Tratto da Top Yacht Design n. 23/2020 pag. 52-59.

Alejandro Bottino: prestazioni, funzionalità ed estetica

La leggerezza per avere prestazioni e funzionalità da unire a una sicura scelta estetica. E la filosofia di questo giovane designer argentino.

«Avere sempre in testa il rendimento». Parola di Alejandro Bottino, progettista argentino che davvero si può dire sia venuto grande a barche e disegni. «Mio padre aveva un cantiere a Buenos Aires. Si chiamava Aries Shipyard. Costruiva barche da crociera e da regata. La mia passione è nata lì». Classe 1975, Alejandro Bottino terminato il ciclo di istruzione primaria ‘iscrive al collegio tecnico navale e poi all’università della capitale argentina: ingegneria navale. Materia che ormai da 19 anni insegna come docente di Architettura Navale 1. «È la parte più bella della progettazione. Perché hai a che fare con la stabilità, con le linee d’acqua. Insomma, è da lì che si comincia per disegnare una barca». Una partenza che per Bottino non deve basarsi unicamente sui più aggiornati programmi di progettazione. «Osservare. Confrontare. Studiare quello che naviga. Mai affidarsi solo a quello che esce dal computer, ma cercare di avere sempre una seconda e personale visione. Su tutto». E quanto a guardarsi attorno Bottino ha avuto la fortuna di vedere da vicino il lavoro di grandi progettisti che frequentavano il cantiere di famiglia. «Anche Germán Frers ha disegnato alcune delle barche costruite da Aries Shipyard». Progetto di esordio, non ancora ventenne, un 20 piedi, una barca scuola.

Il Maxi Dolphin MD62ab, cruiser-racer di 18,80 metri di sole 22 tonnellate, appena sceso in mare.

 

Il primo di una serie di progetti che nascono nel cantiere di famiglia dove Alejandro lavora fino al 2000. Poi, l’inizio della collaborazione con lo studio di un connazionale, già protagonista del palcoscenico internazionale: il Soto Acebal Naval Architects di Xavier Soto Acebal. «Sono stati 15 anni di progetti molto interessanti e molto diversi». Tra questi molti Solaris usciti dall’atelier di Soto Acebal come il Solaris 44, il Solaris 37, ma anche il Solaris 72. E poi barche da regata come l’IRC52 Lola e alcuni Wally come il 100 piedi Alexia e il Wally 130. «Tutte barche caratterizzate da una grande ricerca tecnologica. Come quella per uno schooner di 172 piedi che abbiamo costruito in Uruguay». Tutto questo fino alla decisione di mettersi in proprio e di aprire il suo studio. Nasce così l’a.bottino design+engineering, con una filosofia a parole molto semplice, ma molto difficile da realizzare. Una filosofia che Alejandro Bottino riassume così: «Quanto più la barca è tecnologicamente avanzata, quanto più utilizzi i materiali giusti per quella determinata funzione, tanto più la barca risulta leggera e puoi di conseguenza utilizzare questa leggerezza per sviluppare e dare spazio ad altri elementi». Una filosofia che sta alla base di tutti i progetti di Alejandro Bottino. Anche di quello che, grazie a un amico comune, nasce dall’incontro con Maxi Dolphin.

Elemento qualificante di un progetto è la coerenza tra profilo esterno e volumi interni.

 

«Sono entrato in contatto con il cantiere e il suo ceo, Luca Botter, e dal primo incontro abbiamo scoperto che il progetto che stavo sviluppando arrivava proprio mentre stavano pensando a una barca simile. Insomma, l’idea rientrava perfettamente nella filosofia di Maxi Dolphin». Così il Maxi Dolphin MD62ab (le iniziali di Alejandro Bottino, ndr) ha preso il via. «Una barca molto semplice dal punto di vista dell’attrezzatura e degli impianti, che non richiede un equipaggio numeroso e soprattutto che è leggera. E, altro aspetto che ritengo fondamentale in ogni imbarcazione, con un giusto rapporto tra l’estetica esterna e i volumi interni. E difficile realizzare un’imbarcazione con grandi volumi abitabili che mantenga una coerenza estetica esterna. Ma, in definitiva, è quello che cerco di fare in ogni mio progetto». Costruito interamente in sandwich lay-up carbon-epoxy fiber, laminato sottovuoto con anima in Corecell e post cottura a 6o° C nel forno di 40 metri del cantiere, il Maxi Dolphin MD62ab è sceso in mare a metà settembre 2020 e svolgerà una serie di sea trials prima della consegna all’armatore che, come dice Bottino, è il solo giudice finale. .

 

«Alla fine il lavoro del progettista è quello di soddisfare le richieste di chi ti chiede quella che sarà la sua, non la tua, barca. Il successo di una barca passa infatti dalla soddisfazione dell’armatore. Certo, a volte esiste il problema di riuscire a contenere richieste talmente particolari da rendere così personale una barca da legarla per sempre a quell’unico armatore. Ma questo è un altro problema. Un problema di mercato. L’importante però è saper sempre ascoltare l’armatore. Anche oggi che la congiuntura che stiamo attraversando rende tutto più difficile. Ma sono fiducioso. Credo che chi prima della crisi generata dal Covid-19, aveva nei suoi programmi una barca, nuova o usata, appena possibile attuerà il suo progetto. C’è molta voglia di muoversi, di uscire. E in barca la gente si sente sicura. Credo proprio che per il settore ci sarà un periodo florido». Un atteggiamento positivo quello di Alejandro Bottino che nel suo portfolio pre-Covid aveva inserito un catamarano sportivo, un cruise cat di 42 piedi ricco però di un elemento tecnologico. «Ho pensato a un catamarano daysailer. Molto semplice ma dotato di derive a C in grado, navigando a 10 nodi, di generare una spinta verso l’alto, un lift, di 1200 chilogrammi».

“Credo che progettare significhi dare all’armatore la sua barca migliore, non la tua”.

 

Nulla che vedere con i foil veri e propri per esempio degli Imoca. «Una classe che m’interessa molto e dove sono impegnati tutti i migliori progettisti. La possibilità di portare al limite la ricerca è qualcosa di estremamente stimolante. Specie per quanto riguarda i foil. Ma è tutta la classe che fa immaginare grandi sviluppi». Così come sul tavolo di Alejandro Bottino si stanno sviluppando una serie di progetti: da un 8 piedi che ricalca nel concetto generale, ma in maniera più spinta, l’impostazione del Maxi Dolphin MD62ab, al progetto di un 100 piedi in alluminio di cui sono pronti gli esecutivi, fino a un daysalier di g metri. Anche a un motoryacht di 23 metri. «Rendimento, che significa performance, funzionalità ed estetica» conclude Alejandro Bottino. «Se riesci e unire questi quattro elementi ci sono buone possibilità che il risultato sia una barca di successo».

 

da Emilio Martinelli


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