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Tratto da Top Yacht Design n. 23/2020, pag. 118-125.
Lamborghini: il mito passa dalla strada al mare
Ispirato alla Lamborghini Siàn, l’ultimo nato di Tecnomar ne riprende stilemi ed eleganza.
«La conseguenza dell’incontro tra due brand che condividono valori come il ‘fun to drive’ e la passione per le prestazioni». «L’idea di far vivere l’emozioni di essere a bordo di uno scafo Tecnomar che proponesse, oltre alle performance, il comfort e il piacere di guida di una Lamborghini». Così spiegano com’è nato il Tecnomar for Lamborghini 63, Mitja Borkert, head of design di Automobili Lamborghini e l’architetto Gian Marco Campanino, responsabile del Centro Stile di Tecnomar, brand di The Italian Sea Group. Due personaggi che operano in settori molto diversi del design e che assieme hanno realizzato un’imbarcazione d’avanguardia non solo in grado di navigare a 60 nodi, ma che rappresenta l’eccellenza del design nel mondo del lusso. Primo incontro per un progetto nato non da una pianificazione di marketing, ma da un’identica passione per “la leggerezza dinamica”, alla fine dello scorso anno a Sant’Agata Bolognese, sede di Lamborghini, il secondo a Carrara, in Tecnomar. Primi passi: trasferire i canoni Lamborghini nella nautica; poi analisi dei problemi ingegneristici e dei materiali che potevano essere integrati nel progetto, quindi la “personalizzazione”.

«Inutile dire» racconta Campanino, «che da parte nostra c’è stata un’iniziale suggestione per doverci interfacciare con un mondo così diverso dal nostro. Ma abbiamo presto scoperto che, al di là dei diversi ambienti in cui si muovono i rispettivi prodotti, il flusso creativo che si sviluppa disegnando le linee guida di un’autovettura non è così diverso dal nostro con gli yacht. Così alla fine abbiamo instaurato un rapporto più profondo di quello che immaginavamo». «Per me», spiega Borkert, «è stato realizzare il sogno di ogni car designer: disegnare uno yacht e passare dai problemi che vengono dall’asfalto e dal vento a quelli che vengono dall’acqua e dal vento. La sfida di un mondo nuovo che ho imparato a conoscere. Mio principale obiettivo è sempre stato dar vita a un’imbarcazione il cui design parlasse il nostro linguaggio. Non creare semplicemente una vettura che potesse muoversi nell’acqua. Questo è stato possibile grazie alle ottime sinergie con Tecnomar. Sono certo che il Tecnomar for Lamborghini 63 potrà essere definito un’opera d’arte». «Un’opera che ha preso il via» interviene Campanino, «con una parte puramente creativa, ma che si basava su elementi già sviluppati dai nostri ingegneri navali. Non abbiamo prodotto una serie di concept e non abbiamo rinunciato all’approfondimento ingegneristico e di ricerca nel design. Ancora oggi la barca è in fase di approfondimento, di prove, di test, di mockup. Di ricerca dei dettagli».

«E a proposito di dettagli» interviene Borkert, «molti sono gli elementi traslati da Lamborghini su questo yacht. Come l’alcantara, le finiture in fibra di carbonio e le pelli pregiate, il volante, il sedile di guida, il bottone Start&Stop per i due motori, il cockpit. Ma soprattutto sul Tecnomar for Lamborghini 63 troviamo la Gandini Line, che caratterizza le nostre vetture, assieme all’esagono, forma altrettanto ricorrente. L’ispirazione alla nostra Sián è sottolineata poi dalle Y che illuminano i proiettori anteriori». «Anche per Tecnomar abbiamo codici rivisti in tema Lamborghini», spiega a sua volta Campanino, «quello che accomuna i due brand è la forte propensione per il design, per la qualità delle linee, l’attenzione ai volumi, alle proporzioni. Al più piccolo dettaglio. E la godibilità. Come su un’auto Lamborghini anche sul Tecnomar for Lamborghini 63 c’è una semplicità che permette di usarlo in maniera confident».

Infine ,l’ultima domanda a Mitja Borkert e a Gian Marco Campanino: il Tecnomar for Lamborghini 63 resterà un’esperienza isolata o ci sono altri progetti? Mitja Borkert risponde citando Ferruccio Lamborghini quando lanciò la sua sfida e disse: “questo è stato il momento in cui ho deciso di creare l’auto perfetta”. «Anche noi siamo stati animati dallo stesso spirito, e su questo ci concentriamo, in attesa del varo. Il futuro è sempre da scrivere e il presente ci sta regalando soddisfazioni che meritano di essere vissute senza distrazioni». «Intanto resterà una grande crescita di collaborazione e di lavoro in team» afferma Gian Marco Campanino. «La sfida poi non è finita, C’è ancora molto per arrivare al varo nel primo semestre del 2021. E poi chissà che non ci sia un Suv del mare o un’altra supersportiva».
di Emilio Martinelli



