Benvenuto nella sezione speciale “20th Anniversary” di Top Yacht Design. Qui ti presentiamo, giorno per giorno, le migliori storie, yacht e personaggi di cui ci siamo occupati in questi 20 anni di Top Yacht Design, dal 2006 a oggi.
Tratto da Top Yacht Design n. 29/2022, pagg. 56-63.
Intervista con Giovanni Costantino
Con l’acquisizione di Perini Navi ha aggiunto al suo dinamico The Italian Sea Group il brand che ha rivoluzionato il mondo dei grandi yacht a vela.
Nel 2009 acquista il cantiere Tecnomar, nel 2011 Admiral, nel 2012 Nuovi Cantieri Apuania (oggi NCA Refit, ndr) e nel 2020 riunisce i tre cantieri in The Italian Sea Group. Sempre nel 2020 la creazione della divisione Tecnomar for Lamborghini per la costruzione del Tecnomar for Lamborghini 63. Nel 2021, a giugno, la quotazione alla Borsa di Milano e infine, a dicembre, l’acquisizione di Perini Navi all’asta fallimentare. Una scalata veloce e costante quella di Giovanni Costantino, 58 anni, arrivato allo yachting dal settore dell’arredamento e oggi alla guida del Gruppo italiano, definizione ufficiale: operatore globale nel settore della nautica di lusso.
Allora, c’è un segreto dietro questa ascesa inarrestabile?
Certamente sì. E la formula è abbastanza semplice. Grande onestà intellettuale, grandi sacrifici e tantissimo lavoro. E aver saputo creare un team di vertice di qualità con il quale condivido un vero progetto di vita e che si confronta con me come fossero miei fratelli.
Qual è stata la scelta strategica che l’ha portata a ottimizzare ed esaltare brand già esistenti?
Due le motivazioni. La prima che al possibile armatore devi dimostrare ciò che sei in grado di fare. E non vale la logica che più investi, più velocemente arrivi al risultato. Unirsi a brand come Perini che ha compiuto un importante percorso e ha una forte capitalizzazione storica del brand, e sostenerlo con comprovata esperienza e solida pianificazione finanziaria, permette di raggiungere più velocemente al risultato.
Tornando a Perini Navi. Lo voleva proprio…
Diciamo che ci siamo organizzati e abbiamo lavorato per giungere all’asta con una buona determinazione. Sì, lo volevamo e lo consideravamo un giusto completamento di questo nostro primo decennio di attività. E poi, con un briciolo di sana presunzione, questo abbinamento era giusto per noi e giusto per Perini Navi.
Nel confronto con gli altri competitor c’è stato un momento in cui ha pensato di non farcela?
Certo. Nel corso dell’anno, mentre ci occupavamo di migliaia di cose che ci hanno portato a questo acquisto, abbiamo sempre pensato che forse non ce l’avremmo fatta. Ed è proprio per questo che ce l’abbiamo fatta.
A parte l’offerta più alta (la Perini Navi è stata venduta alla terza asta per 80 milioni di euro), cosa ha fatto la differenza?
Certo. E nel corso dell’anno nel quale abbiamo lavorato sulle mille attività che ci hanno portato all’acquisizione abbiamo sempre pensato di non farcela. Per questo ci siamo riusciti.

Visto che era deciso ad avere Perini Navi perché non ha chiuso subito?
L’avremmo fatto se avessi percepito il reale interesse di qualcuno. Questo non mi era sembrato e così ci siamo dedicati a organizzare gli elementi per partecipare e sviluppare la struttura interna. Certo, se avessimo chiuso allora avremmo risparmiato quasi 20 milioni!
Ci può riassumere qual è il progetto industriale di Perini Navi by Giovanni Costantino?
Innanzitutto Perini Navi nella sede di Viareggio costruirà solo e soltanto yacht a vela di grandi dimensioni, conservando le sue linee strategiche e storiche. Ma interverremo sugli aspetti tecnologici così come a livello estetico con grande innovazione. Quanto alle costruzioni in corso, stiamo completando un ketch di 6o metri e un 47 metri che sarà il nostro primo Perini del quale abbiamo rivisto il design globale. Poi ci sono due 56 metri venduti prima dell’acquisizione e il più grande catamarano al mondo, 47 metri per 18 di larghezza, che per le sue dimensioni sarà costruito o a Carrara o a La Spezia. Questo dal punto di vista industriale. Poi c’è un evento a cui teniamo molto ed è la Perini Navi Cup a Porto Cervo, a cui abbiamo già cominciato a lavorare, confermando la nostra volontà di proseguire con questo tradizionale e prestigioso evento velico.
Questo per la vela.
E per quanto riguarda il settore dei motori?
Si procederà con i nostri brand Admiral e Tecnomar e a breve rilanceremo lo storico brand Picchiotti. C’erano poi in produzione due motoryacht che, d’accordo con gli armatori, sono stati ristilizzati e saranno varati come Admiral.
Quindi Perini Navi sarà solo vela?
Sì, al cento per cento.


Più in generale quale sarà la strategia?
Portare avanti e far crescere il brand Perini Navi. Oggi il sito di Viareggio consente la produzione di yacht fino a 6o metri. Quindi per dimensioni maggiori costruiremo a Marina di Carrara e a La Spezia. Più in generale, il nostro DNA ci porta a fare innovazione estetica molto spinta e performante, anche a livello tecnologico. Puntiamo ad armatori che vogliono qualcosa in più Ha parlato di innovazione estetica.
Avete individuato nuovi yacht designer per i vostri Perini Navi?
Per il primo ridesign siamo partiti con la buona competenza degli architetti interni. Però, come già accade nei motoryacht, per esempio con Sander Sinot o Andrew Winch, porteremo i grandi progettisti anche nella vela.
Come è stato accolto all’ingresso in Perini Navi?
Subito dopo l’assegnazione abbiamo riunito le maestranze di Perini Navi e il top e middle management di The Italian Sea Group. E tutti abbiamo avuto, da una parte e dall’altra, sensazioni estremamente positive. Una grande energia positiva e un entusiasmo che prosegue.
Nel suo futuro avrà un Perini Navi?
Non credo avrò mai uno yacht. Amo il mare, ma vivo profondamente l’azienda e il prodotto, in tutti i suoi aspetti, dalla progettazione alla finanza, dal marketing alla produzione. Così quando sono a bordo di uno yacht non riesco a rilassarmi perché l’oggetto mi porta sempre al lavoro. E poi faccio davvero pochissime vacanze. Giusto due settimane ad agosto. Una a casa e una a visitare gli hotel più belli del mondo.
Un’ultima domanda. Ci può dire chi è Giovanni Costantino. Lei dovrebbe conoscerlo bene…
Sì. È un amico. Si aspetta molto, spesso da se stesso. Se fa una promessa, non riesce proprio a sopportare di non poterla mantenere. Se qualcuno gli fa una promessa e poi non la mantiene, ne soffre. A volte perde le staffe. È estremamente onesto e rispetta le regole. Ha un enorme rispetto per le persone e il sistema che lo circondano. Ma il bisogno di migliorare la qualità lo porta a imporre un ritmo serrato, prima di tutto a se stesso.
Quindi tutto sommato un bravo ragazzo?
Sì, direi di sì. Forse non andrà in paradiso ma di sicuro non andrà all’inferno!
da Emilio Martinelli



