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Tratto da Top Yacht Design n. 36/2023, pagg. 70/76
Baglietto T52: tradizione e novità
Linee della tradizione e ricchi elementi di novità per la nuova flotta che si apre con un’unità dotata di motorizzazione ibrida.
Poco più di due anni per passare dal progetto alla presentazione che si è tenuta lo scorso maggio a Portofino. Un progetto nato dalla: “Volontà di investire in un nuovo progetto nel segmento che è il nostro core business”. Così è nato il Baglietto T52, superyacht di 52,32 metri che, dopo aver riscosso un immediato riscontro da parte di un armatore, ha poi convinto altri otto proprietari. In aggiunta, il primo Baglietto T52 presentato a Portofino era dotato di motorizzazione ibrida. “Una sintesi di armonia tra tradizione e slancio verso il futuro”. Così Francesco Paszkowski, che firma l’exterior design e, in collaborazione con Margherita Casprini, anche l’interior design, definisce il T52 che appunto quanto a futuro, con la sua motorizzazione ibrida, segna per Fabio Ermetto CCO Baglietto: “una tappa determinante nel percorso verso una nautica sostenibile”. Abbinando infatti due MTU da 163o kW, ad altrettanti generatori da 180 kW e a un pacco batterie al litio da 297 kW con la capacità di 594 kWh, il primo Baglietto T52 può essere gestito in quattro diverse modalità. Può navigare in maniera tradizionale utilizzando i diesel, oppure usando i diesel abbinati ai generatori per fornire l’energia elettrica alle utenze di bordo. Oppure, scegliere la modalità diesel-elettrica per propulsione, servizi e carica delle batterie o, infine, navigare in modalità Zero Emission utilizzando per propulsione e servizi di bordo le batterie.

Un sistema ibrido che anticipa l’applicazione del sistema Bzero sviluppato da Baglietto e basato sull’utilizzo dell’idrogeno che il Cantiere prevede di introdurre dal 2027 sugli yacht sopra i 50 metri. Tornando al primo Baglietto 152 una delle sue caratteristiche principali è la grande abitabilità degli spazi esterni, che si evidenzia nel ponte sole lungo ben 24 metri. Una lunghezza che unita agli 8,94 metri del baglio massimo del Baglietto T52 realizza una superficie vivibile introvabile in nessun altro superyacht di queste dimensioni. L’abitabilità degli spazi esterni si abbina poi a precise scelte stilistiche che riprendono gli stilemi classici della tradizione dislocante Baglietto. «Più che di tradizione parlerei di evoluzione», precisa Francesco Paszkowski. «Appartengono di certo alla tradizione Baglietto la linea dinamica ed elegante dello scafo che dà la sensazione di movimento anche quando la barca è in rada, lo slancio di prua, la poppa potente, la sovrastruttura compatta. Ma è una barca che, pur nel rispetto della tradizione del marchio, se ne distacca perché presenta elementi nuovi».

E di elementi nuovi, oltre a quelli prettamente tecnici come la motorizzazione ibrida, il T52 ne presenta molti. Due assolutamente scenografici: la zona di poppa del main deck e il collegamento tra gli ultimi due ponti superiori. Per il primo si tratta di una piscina a scomparsa che arricchisce la poppa su tre livelli, elemento che identifica il nuovo corso Baglietto. In pratica una sezione del piano di calpestio si abbassa realizzando la vasca della piscina stessa che, quando chiusa, amplia ulteriormente lo spazio del living esterno. La seconda, spiega Paszkowski: «E costituita dalla passerella retrattile che a prua mette in collegamento il sun deck e l’upper deck, che diventano quasi un unico enorme spazio esterno di grandi dimensioni. Uno spazio solitamente non utilizzato e che diventa invece fruibile». A questi due elementi si aggiunge la veranda sull’upper deck con le grandi finestrature a tutta altezza che: «realizzano un ambiente con duplice funzione di spazio esterno e di spazio interno».

All’abitabilità degli esterni il primo Baglietto T52 abbina un interior design contemporaneo, lineare, che ha privilegiato materiali come il teak, il cuoio, la pelle, il marmo Botticino, assieme all’acciaio inox o al metallo brunito mentre per i colori si sono scelti toni chiari e il grigio. Molti, accanto ad arredi e complementi di famosi brand come Fendi Casa, Dedon e Tribù, gli arredi custom usciti dallo studio di Francesco Paszkowski. Tra gli altri, i due coffe table del salotto realizzati abbinando in diversi modi il marmo Botticino e il cuoio naturale per i piani con il metallo brunito o inox per gambe e base, un mobile nel living in teak, ma anche i mobili free standing per le aree all’aperto. Il tutto all’insegna di una coerenza stilistica che sul primo Baglietto 152 realizza quello che Francesco Paszkowski definisce: «Un progetto riconoscibile nel marchio con idee nuove». Poi Paszkowski aggiunge: «che mi auguro siano apprezzate». Un augurio già confermato dagli altri otto Baglietto T52 che da qui al 2027 seguiranno questa prima unità.
di Emilio Martinelli
foto di Maurizio Paradisi






