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Best of 2025 – Venini: la magia del vetro

Benvenuti nella sezione speciale “20° anniversario” di Top Yacht Design. Qui, giorno dopo giorno, vi presentiamo i migliori articoli, yacht e personaggi di cui abbiamo parlato negli ultimi 20 anni di Top Yacht Design, dal 2006 ad oggi.


Tratto da Top Yacht Design n. 11/2017, pag. 128-132

Venini: la magia del vetro

Più di 100 anni fa Paolo Venini ha rivoluzionato il vetro trasformandolo in arte. Oggi, quel vetro, sale a bordo dei Custom Line.

La sua storia inizia nella notte dei tempi. Nasce dall’incontro tra il fuoco e la terra. Quest’ultima sotto forma di sabbia. Nel corso dei secoli ha dato origine ai più svariati oggetti. Poi, il suo fascino ha finito per stregare designer, architetti e artisti. Dalla loro energia creativa sono nate nuove forme che hanno consacrato questo materiale donandogli una connotazione artistica. Ed è qui che s’inserisce la figura di Paolo Venini. Fu lui che, più di 100 anni fa, ebbe l’intuizione d’introdurre la figura dell’art director il cui ruolo, a quell’epoca, era ancora sconosciuto ai più (ruolo oggi affidato a Marco Piva). Ma non a Venini che, grazie a questa mossa, consacrò il vetro tra i più nobili dei materiali, contribuendo al successo e alla fama di un’azienda riconosciuta come uno dei simboli più apprezzati del made in Italy. Proprio l’approccio sperimentale di Paolo Venini, che per primo ha voluto esplorare nuovi percorsi nella lavorazione del vetro, ha lasciato un segno indelebile e tuttora riconoscibile. Basta scorrere i nomi che hanno scandito la storia dell’azienda per capire la portata della sua visione. Vico Magistretti, Franco Albini, Alessandro Mendini, Ron Adan, Tadao Ando, Giò Ponti, Gaetano Pesce, Peter Marino, Carlo Scarpa ed Ettore Sottsass sono solo alcuni degli oltre duecento, tra artisti e designer, che hanno frequentato Venini rimanendo stregati dal sacro fuoco della sua fornace. Proprio qui, sull’isola di Murano, ognuno di loro ha voluto dare una propria interpretazione artistica al vetro, dando così vita non a semplici manufatti, ma a vere e proprie opere d’arte. Sì, perché la forza intrinseca di questo materiale sta nelle infinite soluzioni, in termini di forme e colori, alle quali si presta. Partendo proprio dalla materia fusa che una volta uscita dalla bocca del forno inizia a prendere vita grazie al tocco del maestro vetraio.

Due momenti della lavorazione del vetro nella fabbrica di Murano, nella Laguna di Venezia.

 

Perché se da una parte l’elemento creativo gioca un ruolo fondamentale, dall’altra la componente tecnica non è da meno. Un ambito nel quale l’abilità dell’artigiano fa la differenza. Ci sono gli strumenti come la lunga canna in metallo attraverso la quale con la forza dei polmoni il maestro vetraio espande la pasta vitrea incandescente; oppure la mola che, guidata dalla sua mano, permette di impreziosire il vetro con incisioni capaci di regalare sfumature e geometrie cromatiche uniche, stando bene attento a non comprometterne la fragilità. Il bello è che non ci sono libri di testo o manuali utili ad approfondire la conoscenza di questo mestiere. Tutto sta nelle capacità e nella sensibilità che ogni artigiano accumula con il tempo. Un patrimonio di conoscenza che si tramanda di generazione in generazione, rappresentandone la firma e la cifra stilistica. Nulla di scritto. Quasi si trattasse di una sorta di magia. Qualcosa riferibile alla componente istintiva. La stessa che trasforma il maestro vetraio in alchimista guidandone la mano nel momento, per esempio, in cui si trova a dover lavorare la pasta vitrea. Tutto ha inizio dalla sabbia silicea, cui poi si aggiungono, a seconda del risultato cromatico desiderato, ossidi e minerali. Fin qui tutto semplice. Almeno in apparenza, perché è in base alle quantità che si aggiungono che si determinano le tonalità cromatiche. Un capitolo questo, dove Venini cala i suoi assi Proprio il colore è diventato uno dei tratti distintivi della produzione.

La collezione Artlight “Fantasmini” di Venini, che reinterpreta la collezione “Fazzoletti” disegnata nel 1948 da Fulvio Bianconi.

 

Al punto da dare vita a un ricettario custodito gelosamente nel quale compaiono le formule “segrete” che, in oltre 100 anni di attività, hanno permesso di creare 125 sfumature di colore. Fuoco, terra alla quale, nella tavola degli elementi di Venini, si aggiunge anche l’acqua, diventata altrettanto importante. Non solo perché la fornace si trova sull’isola di Murano, ma anche perché oggi molte creazioni del suo catalogo sono diventate parte del progetto d’interni di molti grandi yacht. Tanto che da qualche anno l’azienda ha avviato una collaborazione con Custom Line, brand del Ferretti Group. Un’alchimia che prende le forme di vasi, lampade e di tutti quegli oggetti made in Venini la cui presenza arricchisce di nuove sensazioni l’esperienza di bordo. Qualcuno l’ha definita la magia del vetro. Qualcosa di vero ci sarà considerato anche il largo utilizzo che se ne fa nello yacht design. Rinsaldare il legame con l’ambiente circostante: è l’input che guida la mano dei designer concentrati in un lavoro di ricerca il cui obiettivo è portare l’elemento marino al centro della vita di bordo. Da qui ecco l’impiego sempre più diffuso di superfici vetrate che, oltre ad azzerare le distanze a livello visivo, sublimano il dialogo con i colori e i riflessi del mare.

Alcuni vasi Venini sulla Custom Line 140.

 

Di Matteo Zaccagnino – Foto di Lucrezia Roda


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