C’è un dettaglio che, più di ogni altro, racconta la genealogia di Sea Raider X: lo scafo in acciaio verniciato nero sormontato da una sovrastruttura in alluminio color argento. È la stessa combinazione cromatica con cui, nel 2014, ISA Yachts consegnò Okto, il 66 metri che portò la linea Gran Turismo all’attenzione internazionale. Dodici anni dopo, il cantiere di Ancona — oggi parte del gruppo Palumbo Superyachts — ha consegnato il 67 metri che ne raccoglie l’eredità e che indica come nuova ammiraglia della propria flotta. Varata l’8 maggio, Sea Raider X è stata consegnata all’armatore lo scorso 20 luglio e farà il suo debutto ufficiale in anteprima mondiale al Monaco Yacht Show.
Sessantasette metri di lunghezza fuori tutto distribuiti su quattro ponti oltre al bilge deck: le cifre dichiarate dal cantiere collocano la barca esattamente nel territorio che ISA Yachts presidia da oltre un decennio, quello dei dislocanti sopra i sessanta metri disegnati con la grammatica visiva delle imbarcazioni sportive. La continuità con la livrea di Okto non è un omaggio nostalgico, ma la dichiarazione di appartenenza a una famiglia progettuale che il cantiere ha scelto di far crescere anziché sostituire.
Vallicelli fuori, Gobbi dentro
Le linee esterne portano la firma di Vallicelli Design, lo studio che aveva disegnato anche il capostipite del 2014, mentre gli interni sono affidati a Team for Design – Enrico Gobbi. L’architettura navale è stata sviluppata internamente dal cantiere, secondo una prassi che ISA Yachts mantiene sui progetti della linea.
Il tema stilistico dichiarato è il contrasto — morfologico prima ancora che cromatico — tra le linee organiche dei ponti e la geometria rigorosa, a diamante, dello specchio di poppa e della tuga del ponte sole. Il profilo laterale della sovrastruttura si organizza attorno a un elemento a cornice che collega il tettuccio della plancia con l’impavesata poppiera del ponte principale: un espediente che tiene insieme l’intera vista di fianco e che riprende uno degli stilemi più riconoscibili della family line Gran Turismo.
Il ponte principale ripensato dalla poppa
È però a poppavia del ponte principale che si concentra la parte più interessante del progetto, dove l’intera area è stata ridisegnata attorno a una piscina panoramica di sei metri e mezzo. La lounge che la circonda guadagna superficie calpestabile grazie a due terrazze abbattibili, e da qui scale integrate scendono direttamente alla piattaforma di poppa e al beach club, mettendo in comunicazione diretta la zona di socialità principale con il livello dell’acqua senza passare per gli interni.
La stessa logica di trasformabilità governa il livello inferiore. Il tender principale, di oltre sette metri e mezzo, è alloggiato a poppa nel lower deck e viene movimentato attraverso un portellone laterale; il garage comunica con il beach club, che ospita hammam, bar e area gym. Una volta varato il tender, l’intera area coperta poppiera diventa uno spazio full beam e la superficie utile del beach club raddoppia. È una soluzione che il cantiere presenta come uno dei punti qualificanti del progetto, e che di fatto sposta il baricentro della vita di bordo verso la poppa bassa.
Sette cabine, quattordici ospiti
Il layout ospiti prevede fino a quattordici persone in sette cabine, con la suite armatoriale collocata a proravia del ponte principale e sviluppata su tutto il baglio. L’equipaggio conta tredici persone più il comandante, sistemate in otto cabine: un rapporto numerico praticamente paritario fra ospiti e personale di bordo, coerente con il livello di servizio atteso su una barca di questa taglia e con una gestione impegnativa degli spazi esterni trasformabili.
Una famiglia che si allarga
Sea Raider X arriva in un momento di espansione della linea. Nel settembre 2025 ISA Yachts ha presentato una nuova generazione del Gran Turismo 66, con esterni firmati questa volta da Team for Design – Enrico Gobbi; nel gennaio 2026 il cantiere ha annunciato la vendita a un armatore statunitense di un Gran Turismo di 68 metri, impostato in febbraio e atteso in consegna nel 2028, che torna alla coppia Vallicelli Design per gli esterni e Team for Design per gli interni e che il cantiere descrive esplicitamente come derivato dalla piattaforma di Okto.
Quella che era nata come una singola idea di grand coupé del mare è quindi diventata un ramo progettuale con più diramazioni contemporanee, affidate a studi diversi e declinate su misure ravvicinate. Sea Raider X ne rappresenta oggi l’espressione consegnata più recente: l’appuntamento per verificarla dal vivo è a Port Hercule, a settembre.









