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Varato Joy, il Fedship di 70 metri

Grande festa in casa Fedship per il varo del 70 metri Joy, il primo superyacht a vantare la firma di Bannenberg&Rowell per l’exterior design e il primo Fedship con interni dello Studio Indigo.

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Il battesimo di Joy è avvenuto alla presenza dei suoi armatori, di un ristretto gruppo di ospiti e di tutte le maestranze che hanno partecipato alla sua costruzione di questo yacht caratterizzato da grandi spazi esterni e da interni classici.
Come tutti i Fedship, anche Joy è uno yacht interamente custom ma, a differenza degli altri, è stato costruito per un armatore che non ha mai posseduto altri superyacht e che ha fortemente voluto spazi esterni innovativi, che hanno messo a dura prova le abilità del cantiere. Nuovo anche l’impegno dello studio Bannengerg&Rowell, famoso per i suoi interni, ma alla sua prima esperienza sulle linee esterne dopo la scomparsa di Jon Dannenberg nel 2002.

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“È stato un grande piacere lavorare con un armatore che aveva le idee chiare su ciò che desiderava per gli esterni del suo yacht e che desiderava portare una ventata di novità nel settore, proprio come mio padre fede a partire dai primi Anni 80”, ha dichiarato Dickie Dannenberg. “Nonostante il nostro studio sia famoso per i suoi interni, tra i quali annoveriamo anche 12 Fedship, Joy rappresenta una nuova era per il nostro studio. I passaggi tra gli interni e gli esterni e i suoi ampi camminamenti sono senza precedenti su uno yacht di queste dimensioni e gli spazi esterni sono stati pensati e strutturati per stupire. Inoltre, la scelta di usare linee concave per la sovrastruttura e la scelta di materiali di copertura inusuali, hanno fatto in modo che Joy diventasse davvero una barca unica”, ha concluso Dickie.

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Oltre alle geometrie mozzafiato, Joy vanta anche caratteristiche interessanti in termini di logistica, vivibilità e funzionalità. Ci sono per esempio due vie per accedere al beach club: attraverso una porta basculante o tramite i portelloni apribili di poppa che servono come piattaforma lounging quando sono chiusi e diventano invece schienali per i divani quando sono aperti.

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Altra chicca è la connessione fisico visuale tra la prua dell’upper deck e la cabina armatoriale che è interamente vetrata e consente una vista a 270 gradi.  Anche il main deck e il ponte di comando sono caratterizzati da una sovrastruttura interamente vetrata che deve aver dato un bel po’ di filo da torcere agli ingegneri di Feadship.
“Per molti versi Joy può essere considerata una barca olistica”, ha spiegato Mike Fisher, direttore creativo dello Studio Indigo. “Basta infatti aprire le vetrate sui tre ponti per mettere in comunicazione esterni e interni creando delle zone out/indoor simili a giardini d’inverno che sono parte integrante e fondamentale della filosofia che ha caratterizzato le scelte dell’armatore. Il nostro team è stato ispirato dal profilo slanciato di Joy per creare un flusso naturale tra interno ed esterno. Per migliorare ulteriormente la sensazione di dilatazione dello spazio sono stati previsti ampi camminamenti esterni per i quali sono stati usati materiali che riprendono quelli degli interni.  Questi ultimi sono estremamente lussuosi e ricercati grazie anche all’uso di 250 tra finiture e materiali diversi. Fulcro dell’interior design e punto di riferimento per orientarsi all’interno dello yacht è senza dubbio la scala a chiocciola in legno a sbalzo che collega tutti i ponti e che avvolge un ascensore in vetro.

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“Joy è la testimonianza di ciò che può accadere quando ci si accinge a progettare uno yacht senza essere influenzati da idee preconcette”, spiega il direttore di Fedship Jan-Bart Verkuy, “I desideri degli armatori, abbinati alla grande esperienza di Fedship e alle grandi capacità di Bannenberg & Rowell e dello Studio Indigo hanno permesso di dare vita a un 70 metri che apre la strada a nuove interpretazioni dello yachting”, conclude

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