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Kai Lenny, ambassador TAG Heuer

Un muro d’acqua alto quasi 30 metri. Una tavola che non arriva a misurarne due. Scalare la vetta di quel muro e poi scendere giù, in picchiata. Una corsa a folle velocità. Venti secondi di pura adrenalina. Una sensazione impagabile. Percepire la forza della natura nella sua forma più vera, profonda. Quel giorno Kai Lenny non lo dimenticherà tanto facilmente. Era il 28 ottobre del 2020 a Praia do Norte, a Nazaré nel Portogallo centrale poco sopra Lisbona. Qui, come accade ogni anno, un manipolo di surfisti, i migliori in circolazione, si dà appuntamento per dare vita al Tow Surfing Challenge. Promosso dalla World Surf League, è considerato un vero e proprio mondiale di surf al quale Lenny non manca mai. E come poteva essere altrimenti per chi come lui ha consacrato la vita a questo sport. Genitori californiani, Lenny è nato e cresciuto alle Hawaii. La sua prima onda l’ha domata a quattro anni e da allora non ha più smesso. Nel 2019 è entrato nella Hall of Fame del surf conquistando il primato di più giovane surfista di sempre ad avere ottenuto questo riconoscimento. Ambassador di TAG Heuer, a 28 anni Lenny non si accontenta solo del surf trovando soddisfazioni, in termini di risultati, anche nello stand up paddle, nel windsurf, nel kitesurf, nel wing foiler. Insomma dategli una tavola con o senza vela, un’onda e al resto ci pensa lui come emerge nell’intervista rilasciata a Sea Time.

A che età ha iniziato a praticare surf?
A quattro anni ho cavalcato la mia prima onda. In quel momento ho capito che lo avrei fatto per tutta la vita. Sono cresciuto frequentando i migliori surfisti e windsurfer del mondo e mi sono sempre detto che avrei voluto essere come loro. 

C’è una figura alla quale si ispira?
Un nome su tutti: Robby Naish. Lui è il mio idolo, il mio eroe. È un atleta davvero completo. È stato campione di surf e di kite surf. E poi Laird Hamilton, Dave Kalama, Rush Randle e tutti componenti del Raddle Crew. Hanno inventato il modo di surfare le grandi onde. Vivono tutti qui, su questo tratto di costa (Maui, ndr) dove abito anch’io. Spesso quando ero più piccolo mi capitava d’incontrarli, di sedermi a parlare con loro. A volte si limitavano a dirmi solo “ciao”, ma per me quel gesto, quell’attenzione, significavano molto. Erano i miei eroi.

TAG Heuer Aquaracer

Nella sua vita di sportivo non c’è solo il surf ma anche altre discipline come il kitesurf, lo stand up paddle, il windsurf. C’è n’è una in particolare che preferisce rispetto alle altre e quali sono, in termini di sensazioni, le differenze tra l’una e le altre?
Non esiste una in particolare che preferisco. Il surf è la base di tutto. Le altre specialità sono degli spin-off, rappresentano una naturale evoluzione del surf. Dedico molto tempo ed energie ad ognuna di esse. Per imparare e migliorarsi c’è solo una regola: divertirsi sempre.

Lens Position: 6746

Cosa l’ha spinta a diventare ambassador della Maison TAG Heuer e che valori condivide con il marchio?
C’è un aspetto che più di altri mi rappresenta e mi accomuna a questo brand, ovvero spingere sempre al massimo in ogni cosa della vita. Fare la differenza e aggiungere qualcosa in più. Alzare sempre più in alto l’asticella. Mettersi sempre e comunuqe alla prova. TAG Heuer è diventato un riferimento nell’orologeria sportiva per la capacità che ha d’innovare. E questo vale anche per me. Ogni volta che vado in mare mi pongo l’obiettivo di migliorare le mie prestazioni. Proprio come TAG Heuer fa con i suoi orologi. Questo tipo di dedizione è ciò che rende la mia esperienza sulle onde molto speciale e credo che l’Aquaracer Professional 300 sia in assoluto il miglior orologio sportivo del mondo attualmente sul mercato.

Che rapporto ha con il tempo e come cambia la percezione di quest’ultimo quando è in mare sulla sua tavola da surf?
È interessante perché quando faccio surf libero la mente e mi concentro solo su quello che sto facendo: a cavalcare onde gigantesche. Non c’è spazio per altri pensieri. Quando faccio qualcosa di così estremo che può esporti a dei pericoli il livello di attenzione è tale che ogni parte del tuo corpo è fissata sull’obiettivo: superare la prova alla quale mi sto sottoponendo. In quei momenti quando per esempio sto per prendere un’onda, oppure mentre surfo all’interno del tubo di un enorme muro d’acqua il tempo per me rallenta e 10 secondi mi sembrano un minuto. Con l’esperienza, e prendendoci l’abitudine, ho addirittura la sensazione di riuscire a rallentare il tempo, quasi a manipolarlo. In realtà quello che sto cercando di fare è abituare il mio cervello ad assorbire ogni momento il più velocemente possibile così da dilatarne la percezione. Il tempo sembra muoversi più lentamente quando vivi un momento molto intenso, durante il quale non stai pensando a tutti i problemi che potresti avere a terra, ma solo a come riuscirai a superare l’onda che stai per affrontare. 

Quali sono le migliori località del mondo dove praticare surf?
Il posto migliore è dove vivo ed è conosciuto con il nome di Jaws (sponda nord dell’isola di Maui, ndr). Ci sono poi posti come Nazaré in Portogallo oppure Cloudbreak alle Fiji, Mavericks in California, Hoople a Tahiti in Polinesia. Sono le cinque mete dove puoi misurarti con onde che per energia, altezza e potenza non hanno eguali al mondo. 

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