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Il nuovo Azimut Grande 36M

Per oltre otto anni, l’Azimut Grande 36M  è stato uno yacht icona. Non solo per le bellissime linee esterne, ma soprattutto perché gli interni, firmati da Achille Salvagni che più che uno yacht designer è un artista, erano un vero manifesto di come arte e design possano essere perfettamente integrati in uno yacht. 

Ridisegnarlo era quindi una vera sfida. 

E se gli esterni, firmati da Alberto Mancini, sono un elegante mix di linee mascoline e di ispirazione automotive com’è nel suo stile, per gli interni la faccenda era decisamente più complicata. 

Ne sanno qualcosa Marijana Radovic e Marco Bonelli di m2atelier cui sono toccati l’onere e l’onore di trovare un nuovo linguaggio stilistico che permettesse all’Azimut Grande 36M di avere un’identità che non lo ponesse in antitesi con il suo predecessore, ma che lo proiettasse invece verso un futuro di interior design ancora tutto da scrivere.

«È semplice rifare un progetto con poca identità», spiega Marco Bonelli, «ma ripensare una barca disegnata da Achille Salvagni è stata una vera e propria sfida. Abbiamo letteralmente rivoluzionato l’architettura e abbiamo dovuto trovare un linguaggio che raccontasse in modo coerente un nuovo modo di vivere il mare», conclude.

Un linguaggio che hanno interpretato con una nuova visione del vivere a bordo, battezzata dagli stessi designer come Barefoot Luxury: lusso da vivere a piedi nudi, privo di formalismi, naturale e insieme sofisticato. Un invito a lasciarsi avvolgere da un’eleganza che non alza mai la voce, che non ostenta ma suggerisce, trasformando lo yacht in un habitat fluido, autentico, capace di assecondare il ritmo del mare e della giornata. 

Appena saliti a bordo l’attenzione viene catalizzata dal Gradient Wall, una quinta inclinata verso il suo centro, realizzata in Alcantara plissettata a mano che esprime artigianalità e ricerca cromatica, le cui sfumature si rincorrono mutando al variare della luce. È una parete che supera la sua funzione di semplice fondale per diventare protagonista narrativa dello spazio, se non addirittura guida e ispirazione di tutta la filosofia progettuale. 

Se tradizionalmente la parete di prua del salone veniva utilizzata come tela per opere d’arte o rivestimenti preziosi, m2atelier l’ha trasformata essa stessa in un’opera. Un’opera che dialoga con l’ambiente circostante, riflette e sintetizza l’identità progettuale voluta da m2atelier per l’Azimut Grande 36M.

Ma il Gradient Wall è anche il punto di partenza per seguire un fil rouge che è appena accennato, ma presente praticamente in tutta la barca, che è quello della cuspide, una sorta di forma a freccia che caratterizza non solo il Gradient Wall ma tutti gli interni della barca regalando coerenza all’insieme. 

Non sappiamo se sia un caso, ma quella cuspide allargata ricorda in maniera decisa il logo Azimut. 

«Abbiamo deciso di privilegiare la linea retta come espressione più pura di eleganza e rigore lasciando alle curve il ruolo di elementi di transizione», spiega Marijana Radovic che sottolinea anche come: «a bordo abbiamo cercato di dare la massima continuità agli spazi eliminando o nascondendo molte delle porte che si trovano normalmente sul main e sull’upper deck, sostituendole, dove è stato possibile, con pannelli sfalsati che dilatano spazi e prospettive e regalano un senso di armonia».

Una scelta evidente nella owner suite posizionata a prua del main deck. Qui il letto è walkaround, separato dalle armadiature da una testata-parete bassa, ovviamente a forma di cuspide, che isola senza chiudere. Anche il bagno della cabina armatoriale è caratterizzato da una parete (a cuspide, ça va sans dire) che accoglie la tv e lo divide dall’ambiente notte rendendo superfluo l’uso di porte. Altra caratteristica di questa zona della barca sono i pavimenti a doghe piccole, più eleganti e sofisticate di quelle tradizionali, che rendono l’insieme più accogliente e intimo. 

Anche il ponte inferiore, che ospita due cabine matrimoniali e due doppie, parla lo stesso linguaggio del main deck. I dettagli sono forse più semplici, ma non mancano. Per esempio, le venature delle essenze usate per le paratie sono state montate per creare… eh si, una cuspide. 

Per i cielini dei ponti esterni, m2atelier ha optato per il Marine Cork al posto del teak. Si tratta di un materiale realizzato con il sughero che è, ad oggi, la sola alternativa sostenibile al teak. Per gli arredi hanno invece optato per soluzioni che esaltassero il relax e la convivialità. Alcuni, come quelli dell’upper deck sono modulari e possono trasformarsi da area conversazione a grande prendisole. 

Ma le novità outdoor dell’Azimut Grande 36M non si limitano agli arredi. Su questa barca debutta infatti l’Infinity Skydeck, il primo upper deck semi-walkaround introdotto da Azimut: un ponte superiore che corre ininterrotto da poppa a prua, offrendo libertà di movimento e un continuum spaziale mai visto prima. Le finestrature laterali apribili a scomparsa ampliano ulteriormente lo spazio, trasformando la skylounge e la terrazza esterna in un’unica grande scenografia sul mare. 

Salendo a bordo l’occhio coglie quindi l’armonia e la coerenza del design, ma non può vedere la tecnologia che, in qualche modo, le sostiene. La generazione Carbon-Tech di Azimut, di cui il Grande 36M fa parte, ha reso possibile yacht più leggeri e stabili grazie all’uso estensivo della fibra di carbonio, soprattutto nelle sezioni posteriori, con una riduzione del peso del 30 per cento e un rollio minore del 15 per cento. Anche la carena D2P Displacement-to-Planing contribuisce a una navigazione più efficiente, con riduzione dei consumi e delle emissioni fino al 30 per cento. 

Innovazioni invisibili, che rendono però autentica l’esperienza di bordo e coerente la filosofia del design: semplicità che racchiude complessità.

E forse è proprio questa l’immagine più potente del nuovo corso estetico di Azimut: un lusso che smette di essere distante e si fa esperienza intima, che accompagna senza imporsi, che non cerca di stupire con eccessi, ma di essere armonioso. Un lusso che appartiene a chi ama il mare e desidera viverlo con autenticità, circondato da un design che, silenziosamente, racconta la sua eleganza.

giuliana fratnik

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