Skip links

Il nuovo Sanlorenzo SD132

Sobrietà, classe e riduzione degli elementi superflui. Solo così lo sguardo si apre su ambienti ampi, puliti, che privilegiano la linearità geometrica e gli ingombri ordinati e ben disposti. La parola d’ordine dell’interior design del Sanlorenzo SD132 (40,7 m di lunghezza), sembra proprio essere liberare per ottenere una “scena” pronta ad accogliere arredi, pezzi d’arte e finiture esclusive. 

®Guillaume-Plisson-per-Sanlorenzo

Un warm minimalism che ammorbidisce gli spigoli, punta sull’equilibrio con la natura e lo sfruttamento dei volumi per muoversi, osservare e avere luce. Come spiega Bernardo Zuccon «liberarci dalla spinta decorativa ci ha permesso di esplorare un linguaggio lontano da quell’ostentazione troppo spesso associata al lusso nautico. Crediamo che la semplicità, se autentica e ben costruita, possa rappresentare una forma di ricchezza molto più profonda. Con l’SD3, questa visione si è tradotta in un uso calibrato della materia, in cui ogni materiale è stato selezionato non per decorare, ma per evocare emozioni tattili e visive, creando ambienti essenziali, ma carichi di contenuto, in cui superfici e dettagli hanno un significato preciso». 

Un’atmosfera ottenuta con la scelta di una palette colori terrosi come ocra, marrone, terracotta, beige capaci di portare benessere, e a dettagli decorativi del made in Italy che si trasformano in dichiarazioni di stile. Nei saloni, proposte tipiche dell’ambiente domestico diventano protagoniste: divani modulari, pouf e coffée table di Flexform in marmo Calacatta oro, pelle intrecciata e tessuti lavorati aiutano a inventare oasi di fascino. Poche concessioni alle essenze tra cui, oltre al tradizionale teak, prevale il Noce Canaletto voluto per la sua intrinseca eleganza. 

«Il confine tra residenziale e nautico si è fatto sempre più sottile negli ultimi anni. – Commenta il designer – L’esplorazione di soluzioni tipiche delle abitazioni è ormai una componente centrale anche nella progettazione navale e l’SD3 ne è un esempio. Con questo progetto abbiamo voluto portare l’intimità, il comfort e la qualità proprie degli spazi della casa, reinterpretandoli con un linguaggio nautico, restando consapevoli della specifica tecnica e funzionale che un’imbarcazione richiede. L’approccio progettuale è fortemente influenzato dall’interior design con l’impiego di arredi dell’home design, che conferiscono agli ambienti un carattere personale e sartoriale. Il layout interno si trasforma così in una “tavolozza bianca”, sulla quale il cliente può intervenire, attingendo a un linguaggio stilistico più affine all’home design che alla tradizione nautica. Tuttavia questo processo di contaminazione non perde mai di vista l’essenza del progetto, la natura stessa della barca. Il rigore rimane fondamentale, la funzionalità e l’ottimizzazione dei volumi restano criteri imprescindibili. L’SD3 è una sintesi tra eleganza dell’home design ed efficienza nautica, con un raffinato equilibrio tra libertà espressiva e rigore progettuale, una reinterpretazione, in chiave marina, dell’abitare nella sua sfumatura più semplice».

Nel salone del main deck dove si apprezza l’applicazione del concetto di asimmetria ideato da Sanlorenzo, che su questa imbarcazione vede il walkway del main deck posizionato sul lato sinistro e quello dell’upper deck sul lato destro, bilanciando i pesi e ottimizzando i volumi, lo spazio si moltiplica. «Ciò che mi affascina maggiormente sono la complessità e l’equilibrio inaspettato generato dall’asimmetria. – Spiega Bernardo Zuccon – Questo schema apre a relazioni nuove tra gli spazi, trasformando ogni punto di vista in un’esperienza diversa. È proprio questa capacità di alterare la percezione e suggerire nuove prospettive a rendere la barca interessante. In fondo è il dialogo tra le parti e l’idea di un qualcosa di inaspettato che rende il progetto così stimolante». 

Tra gli arredi si distingue un pannello decorativo di ricercata fattura, che separa la zona living dalla pantry, in grado di riflettere la mutevolezza della luce naturale. Luce che aumenta la percezione spaziale, intensifica la relazione con l’ambiente e crea profondità attraverso ombre e riflessi. «Il pannello, realizzato dall’artista toscana Alice Corbetta, è l’unico intervento artistico a bordo e rappresenta un gesto essenziale, non ostentato. Il risultato è elegante nella sua sobrietà, un linguaggio silenzioso, in cui la materia è protagonista di un racconto sensoriale profondo».

Gli ospiti sono accolti in quattro cabine, situate sul ponte inferiore, la suite armatoriale di 55 mq si trova nella zona di prua del main deck dove prosegue lo sfruttamento dei volumi con un’attenzione quasi millimetrica: la disposizione del letto è al centro e lascia a poppa il dressing aperto ai lati. Nel bagno en suite troviamo materiali che ripropongono quel coinvolgimento sensoriale voluto dal designer. Una finitura di cemento effetto pietra per i lavabi e ancora marmo Calacatta e Noce Canaletto danno vita ad atmosfere rilassanti.

Le aree outdoor si mescolano a quelle interne superando i cliché dell’in e out e creano una fusione per vivere senza barriere come spiega Bernardo Zucccon. «Non volevamo un’architettura che gridasse la propria presenza, ma un oggetto che sapesse instaurare un dialogo silenzioso con il contesto. Il nostro intento è sempre quello di progettare barche che non s’impongano sul paesaggio marino, ma lo rispettino, lo assecondino e anzi, si fondano con esso. La barca diventa così uno spazio che accoglie, che si lascia vivere in continuità con il mare. Questo contatto si esprime al massimo nella configurazione del beach club (di  mq n.d.r.), il primo della gamma SD ad aprirsi su tre lati. Aprendo completamente la murata, il confine tra interno ed esterno scompare. Dal pozzetto la vista spazia sull’acqua, senza alcuna barriera visiva o fisica, portando il mare a bordo e generando una connessione diretta e immersiva con l’ambiente circostante, ridefinendo il concetto stesso di “vivere la barca».

Filosofia che si “respira” anche sul fly deck, con i suoi 85 mq e mini-piscina nella zona living di prua, dove gli architetti hanno puntato su brand ambassador della qualità italiana con componenti outdoor realizzati in base a una ricerca di forme e materiali performanti per creare zone di convivialità sempre raffinate. Protagoniste le collezioni di B&B, Manutti, Roda e Talenti, leggere e ergonomiche combinano il design ispirato alla natura con un comfort duraturo.

Marta Gasparini

Leave a comment