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YCCS: La grande vela torna protagonista

La stagione 2026 dello Yacht Club Costa Smeralda è già entrata nel vivo. Dalla Giorgio Armani Superyacht Regatta al recente Invitational Smeralda 888, Porto Cervo ha confermato ancora una volta il proprio ruolo di capitale della vela internazionale. Tra gli appuntamenti che hanno caratterizzato questo inizio di stagione, però, ce n’è uno destinato a lasciare un segno particolare: il ritorno della Range Rover Sardinia Cup.

Ci sono regate che assegnano un trofeo. E ce ne sono altre che finiscono per definire l’identità di un club. La Range Rover Sardinia Cup appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Nata nel 1978 per iniziativa dello Yacht Club Costa Smeralda, la manifestazione ha contribuito a trasformare Porto Cervo in uno dei grandi punti di riferimento della vela d’altura internazionale, diventando nel tempo uno degli appuntamenti più prestigiosi del panorama velico.

Range Rover Sardinia Cup 2026

Dopo quattordici anni di assenza, il suo ritorno ha rappresentato molto più della semplice ripresa di una competizione storica. È stato il recupero di una tradizione che continua a mettere al centro il lavoro di squadra, la navigazione offshore e lo spirito autentico della vela. Un significato ben sintetizzato dalle parole del Commodoro dello Yacht Club Costa Smeralda, Andrea Recordati:

«Mi congratulo con il team del RORC per la vittoria della Range Rover Sardinia Cup 2026. I nomi di Ino Veritas e Garm verranno incisi sul trofeo accanto a quelli delle precedenti edizioni di questa storica regata, tornata a disputarsi dopo 14 anni. Ringrazio il nostro partner istituzionale Range Rover per il supporto, tutti i concorrenti che hanno scelto di regatare in Costa Smeralda e, in particolare, il socio Giovanni Lombardi Stronati che, con il team Django, ha portato il guidone dello YCCS al secondo posto. Il prossimo anno contenderà l’Admiral’s Cup insieme agli amici del Royal Ocean Racing Club. Credo che non avremmo potuto chiedere condizioni migliori: il mare e il vento ci hanno regalato una sorta di buon auspicio per il ritorno della Sardinia Cup. Vi aspettiamo nuovamente nel 2028».
Range Rover Sardinia Cup 2026

Il ritorno della Range Rover Sardinia Cup rappresenta però soltanto uno dei tasselli di una visione più ampia con cui lo Yacht Club Costa Smeralda continua a interpretare il proprio ruolo nel panorama velico internazionale. Una visione che guarda al futuro senza perdere il legame con le proprie radici investe sui giovani, valorizza il territorio e continua a fare di Porto Cervo uno dei grandi palcoscenici della vela mondiale. Ne abbiamo parlato con Giorgio Benussi, Segretario Generale e Direttore Sportivo dello Yacht Club Costa Smeralda.

Giorgio Benussi

Nel 1978 nasceva una regata destinata a diventare un punto di riferimento della vela internazionale. Oggi, quasi cinquant’anni dopo, la Range Rover Sardinia Cup è tornata. Che cosa rappresenta per lo Yacht Club Costa Smeralda?

Rappresenta una parte fondamentale della nostra identità. Fin dalla sua fondazione, lo Yacht Club Costa Smeralda ha cercato di attribuire a ogni regata una personalità precisa e riconoscibile. La Maxi Yacht Rolex Cup, la Settimana delle Bocche e la Sardinia Cup non erano semplicemente appuntamenti sportivi, ma manifestazioni con caratteristiche proprie, capaci di distinguersi e di raccontare un diverso modo di vivere la vela. La Sardinia Cup è sempre stata la regata delle squadre. All’inizio a confrontarsi erano rappresentative nazionali, oggi sono i club. Per molti anni è stata uno degli appuntamenti più prestigiosi del Mediterraneo e si disputava in alternanza con l’Admiral’s Cup. Anche il format rifletteva questa identità: una prova offshore, regate inshore e i classici percorsi sulle boe. Riportarla oggi in calendario significa recuperare quello spirito. Nel frattempo, però, la vela è cambiata profondamente. Le classi si sono moltiplicate, sono nati circuiti dedicati a ogni tipologia di imbarcazione e costruire squadre composte da più barche è diventato sempre più complesso e oneroso. Così, con il passare degli anni, sia l’Admiral’s Cup sia la Sardinia Cup sono scomparse. Quando l’Admiral’s Cup è rinata, abbiamo pensato che fosse arrivato anche il momento di riportare in vita la Range Rover Sardinia Cup. Ci siamo confrontati con gli organizzatori britannici e abbiamo deciso di adottare lo stesso impianto tecnico e sportivo. Oggi le divisioni in classe, i rating, la presenza di giovani e donne a bordo e perfino il regolamento sono identici. È una scelta che nasce da una visione condivisa e da una storia comune.

05 SLED, Numero di vela: USA 5095, Progetto: Botin Partners (2018), Costruttore: Core Builders Composites, YC: New York Yacht Club, Proprietario: Takashi Okura

Che cosa rende la Costa Smeralda un campo di regata unico al mondo?

Ho avuto la fortuna di navigare e regatare praticamente ovunque. E continuo a pensare che questo sia il campo di regata più bello del pianeta. Non è soltanto una questione di vento o di condizioni meteorologiche. Qui le regate non si svolgono semplicemente tra due boe. I percorsi si snodano tra isole, scogli, passaggi naturali e rotte che cambiano continuamente in funzione del vento e dello stato del mare. Disponiamo di decine di percorsi differenti, adatti alle diverse classi e alle diverse condizioni meteo. Ogni giornata rappresenta una sfida nuova, sia per i velisti sia per le barche. In molti altri luoghi hai una spiaggia e il mare aperto. Qui, invece, il territorio diventa parte integrante della regata.

Range Rover Sardinia Cup 2026

Perché avete scelto di riproporre una regata offshore così impegnativa?

È stata una scelta precisa. Molti armatori che oggi frequentano questi circuiti sono abituati a regate giornaliere: colazione in hotel, regata e rientro in banchina per la cena. Noi abbiamo voluto recuperare l’essenza della Range Rover Sardinia Cup. Se vogliamo far rivivere questa manifestazione dobbiamo recuperarne anche lo spirito originario. Questo significa tornare ad affrontare percorsi impegnativi, navigazioni notturne e situazioni nelle quali il fattore umano torna a fare la differenza. Comprendo perfettamente chi esprime qualche preoccupazione per partenze serali o condizioni meteo sostenute. La sicurezza viene prima di tutto. Ma chi naviga da anni sa bene che ventotto o trenta nodi di vento fanno parte della normale esperienza di un velista. L’obiettivo non è creare situazioni estreme, ma restituire autenticità alla regata.

Range Rover Sardinia Cup 2026

Nell’era del foiling, quale ruolo possono avere regate come la Range Rover Sardinia Cup?

La vela è vela. Che si tratti di una deriva sul lago di Garda, di una regata in Costa Smeralda, di una traversata oceanica o di una competizione sui foil, stiamo sempre parlando dello stesso sport. Credo sia un errore pensare che il foiling rappresenti l’unico futuro possibile della vela. È una disciplina straordinaria, spettacolare, capace di attrarre i più giovani. È veloce, emozionante e immediata. Ma non sostituisce tutto il resto. Queste tecnologie devono ancora evolversi. Esistono già progetti pionieristici che stanno cercando di portare il foiling anche nelle grandi navigazioni offshore, ma siamo ancora in una fase di sviluppo. I due mondi, però, dialogano continuamente. Gli stessi velisti che oggi competono nel Rolex SailGP Championship o nella Louis Vuitton America’s Cup sono spesso protagonisti anche delle grandi offshore e dei circuiti maxi. Mi piace usare una metafora molto semplice: il foiling è come i cento metri piani, le regate offshore sono la maratona. Sono discipline diverse, ma appartengono allo stesso sport. Ed è proprio per questo che le grandi regate offshore continuano ad avere un fascino unico e restano una componente fondamentale della vela professionale.

Range Rover Sardinia Cup 2026

È arrivato da pochi mesi alla guida dell’area sportiva dello Yacht Club Costa Smeralda. Qual è stata la prima priorità che si è posto?

Sono arrivato in una struttura che funzionava già a livelli altissimi. Non dovevo insegnare nulla a nessuno. Mi considero semplicemente l’ultimo tassello di una squadra straordinaria. La mia prima priorità è stata quella di allungare la stagione sportiva. Quest’anno abbiamo aperto il calendario il 22 aprile e lo chiuderemo a ottobre. Abbiamo iniziato con i Cape 31 e termineremo con i J/70. Credo sia un passaggio importante non soltanto per lo Yacht Club Costa Smeralda, ma per tutto il territorio. La Sardegna deve continuare a crescere come destinazione velica internazionale. Per farlo servono infrastrutture, collegamenti efficienti, servizi e una visione che vada oltre il concetto tradizionale di stagione estiva.

Range Rover Sardinia Cup 2026

Lo Yacht Club Costa Smeralda organizza alcuni tra gli appuntamenti più prestigiosi della vela mondiale. È questa la vostra cifra distintiva?

Assolutamente sì. Nello stesso anno organizziamo la Giorgio Armani Superyacht Regatta, il Campionato del Mondo TP52, la Range Rover Sardinia Cup, la Maxi Yacht Rolex Cup e la Rolex Swan Cup. Basterebbero questi cinque appuntamenti per collocare qualsiasi yacht club nell’élite mondiale della vela. Noi, ogni anno, ne organizziamo dodici. Naturalmente alcune manifestazioni richiedono uno sforzo organizzativo maggiore di altre, ma ciò che credo renda davvero unico il nostro calendario è l’altissimo livello qualitativo, il prestigio degli eventi organizzati insieme alla continuità con cui lo Yacht Club li organizza anno dopo anno.

Dopo il ritorno della Range Rover Sardinia Cup, quale altra regata storica vorrebbe riportare in calendario?

Lo sport è il cuore dello Yacht Club Costa Smeralda e valutiamo costantemente ogni opportunità. La Settimana delle Bocche rappresenta una parte importante della nostra storia. Il ritorno della Range Rover Sardinia Cup ci ha spinto inevitabilmente a riflettere anche sul futuro di questa manifestazione. Sono regate che fanno parte della nostra identità. Sta a noi trovare il modo giusto per riportarle nel presente senza tradirne lo spirito.

Range Rover Sardinia Cup 2026

Accanto ai grandi eventi c’è un investimento che guarda molto più lontano: quello sui giovani. Quanto conta per il club?

È uno degli aspetti fondamentali della missione di qualsiasi yacht club. Abbiamo appena lanciato un nuovo programma di selezione dei talenti Call for Young Sailors che andrà ad alimentare Young Azzurra, il vertice della nostra piramide sportiva. Oggi possiamo contare su atleti di assoluto valore come Maddalena Spanu, Federico Pilloni e Cesare Barabino, che rappresentano alcune delle eccellenze della vela italiana. Ma il nostro obiettivo non è soltanto quello di formare futuri campioni e campionesse. Da una parte vogliamo continuare a coltivare l’eccellenza. Dall’altra desideriamo ampliare sempre di più la base dei praticanti. Mi piacerebbe che un domani molti degli equipaggi impegnati sulle barche dei nostri armatori fossero composti da atleti cresciuti proprio qui, all’interno dello Yacht Club Costa Smeralda. Sarebbe il completamento naturale del nostro lavoro e contribuirebbe a creare un circolo virtuoso per l’intero movimento. Oggi contiamo oltre cento soci juniores. Alcuni diventeranno velisti professionisti, altri entreranno a far parte di equipaggi di alto livello, altri ancora saranno gli armatori di domani. Il nostro compito è alimentare questa passione e offrire loro gli strumenti per trasformarla in un percorso di crescita.

Campionato mondiale Rolex TP52, 2026

Con la Coppa America a Napoli è inevitabile tornare a parlare di Azzurra. Quanto è difficile non lasciarsi trasportare dal sogno?

Gli elementi per sognare ci sono tutti. Azzurra fa parte della storia dello Yacht Club Costa Smeralda. La Coppa America torna finalmente in Italia e questo, inevitabilmente, riaccende emozioni e ricordi. Per il momento resta un sogno.

Matteo Zaccagnino

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