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Lavorare per la Coppa America a Napoli conviene. Ecco perché

coppa America a Napoli
La 38ma Coppa America si svolgerà a Napoli (luglio 2027) ma le fasi preliminari sono già partite

Lavorare per la Coppa America a Napoli, nel periodo che va dall’1 gennaio 2026 al 2027 conviene: alle aziende coinvolte nell’organizzazione dell’evento e anche alle persone fisiche (tecnici, atleti e professionisti stranieri).

Lavorare per Coppa America a Napoli

Ce lo spiegano bene in questo articolo dal dott. Luca Valdameri (uno dei partner storici dello Studio Pirola Pennuto Zei & Associati, che è uno dei primi dieci studi legali e tributari italiani) e dall’associate dello studio Martina Calissi: un contributo autorevole che mappa con precisione i vantaggi per le società e le persone fisiche, evidenziando il delicato confine di (non) cumulabilità con i regimi per impatriati o neo-residenti, e che pone l’accento anche sul tema dei contributi sociali. Vantaggi fiscali che mirano ad attrarre in Italia competenze, investimenti e tecnologia.  


America’s Cup Napoli 2027: perché il Fisco apre le vele ai team internazionali

L’America’s Cup non è soltanto la più prestigiosa competizione velica al mondo. È anche il più antico trofeo sportivo internazionale ancora oggi disputato. Le sue origini risalgono al 1851, quando la goletta America vinse una regata attorno all’Isola di Wight organizzata dal Royal Yacht Squadron, conquistando quella che allora era nota come la “Coppa delle 100 Ghinee”. Da quella vittoria nacque una sfida destinata a diventare una leggenda dello sport mondiale.

Ancora oggi la competizione si svolge secondo i principi fissati dal Deed of Gift, l’atto che ne disciplina le regole fondamentali. Una delle caratteristiche più affascinanti della Coppa è che il vincitore acquisisce il diritto di organizzare l’edizione successiva, scegliendone sede e format insieme al Challenger of Record.

Negli ultimi anni l’America’s Cup ha fatto tappa in alcune delle capitali mondiali della vela: Auckland nel 2021 per la 36ª edizione e Barcellona nel 2024 per la 37ª. Ora la Coppa si prepara a scrivere una nuova pagina della sua storia in Italia. Nel 2027 sarà infatti Napoli a ospitare la 38ª edizione della competizione, mentre il percorso di avvicinamento è già iniziato con le regate preliminari disputate a Cagliari dal 21 al 24 maggio 2026.

L’arrivo dell’America’s Cup nel nostro Paese rappresenta molto più di un prestigioso riconoscimento sportivo. La manifestazione è infatti in grado di generare importanti ricadute economiche, turistiche e industriali, attirando investimenti, professionalità altamente specializzate e una straordinaria visibilità internazionale. È proprio in siffatta prospettiva che il legislatore italiano, riconoscendo espressamente il particolare rilievo dell’evento, ha introdotto con il Decreto-Legge n. 38 del 27 marzo 2026, convertito nella Legge n. 88 del 22 maggio 2026, uno specifico pacchetto di agevolazioni fiscali destinato ai team, alle strutture organizzative e ai professionisti coinvolti nella competizione.


Il nuovo regime fiscale introdotto dal D.L. 38/2026

Come poc’anzi anticipato, con la conversione in legge del Decreto-Legge n. 38 del 27 marzo 2026, sono state introdotte disposizioni tributarie dedicate alla 38ª edizione dell’America’s Cup di Napoli.

L’obiettivo è chiaro: agevolare lo svolgimento della competizione come è stato fatto in altri Paesi, che negli anni hanno ospitato la manifestazione, favorendo l’insediamento dei team stranieri, delle strutture organizzative e delle professionalità altamente specializzate che accompagnano l’evento.

La scelta non rappresenta una novità assoluta. L’introduzione di regimi fiscali di favore in occasione di eventi di rilevanza internazionale si era già osservata con l’edizione dell’Expo di Milano nel 2015. Parimenti, sul versante Coppa America, già in occasione della 37esima edizione di Barcellona del 2024, la Spagna aveva previsto un sistema di incentivi fiscali destinati sia alle società coinvolte nell’organizzazione della Coppa sia alle persone fisiche che vi prestavano attività lavorativa. Il Legislatore italiano, sulla scia di quello spagnolo, ha introdotto similari misure per favorire l’insediamento in Italia di investimenti e competenze internazionali, sia in ordine alla fiscalità delle società, sia per quanto riguarda le persone fisiche provenienti dall’estero coinvolte nell’evento.


Niente Ires e Irap per le attività della Coppa

La prima misura, si è detto, riguarda le società aventi sede legale in Italia, costituite nel 2026 dall’ente organizzatore o dalle squadre partecipanti alla competizione.

Per tali soggetti è prevista l’esenzione dall’IRES e dall’IRAP relativamente alle attività svolte tra il 1° gennaio 2026 (includendo pertanto le regate preliminari tenutesi a Cagliari) e il 31 dicembre 2027, purché direttamente ed esclusivamente collegate alla partecipazione all’America’s Cup. Il beneficio si estende anche alle stabili organizzazioni istituite in Italia nel 2026 dai team stranieri per la gestione delle attività connesse all’evento.

In termini pratici, il legislatore ha voluto evitare che l’apertura di basi operative, centri logistici, uffici tecnici o strutture organizzative nel nostro Paese comportasse un aggravio fiscale tale da rendere meno agevole la presenza dei team esteri.


Il trattamento di favore per tecnici, atleti e professionisti stranieri

Il secondo livello di agevolazioni interessa invece le persone fisiche.

In particolare, al fine di favorire il coinvolgimento di personale altamente qualificato, la norma prevede che i redditi da lavoro dipendente, assimilato e autonomo percepiti nei periodi di imposta 2026 e 2027 da soggetti fiscalmente non residenti nel territorio dello Stato per attività svolte a favore dell’organizzazione o delle squadre partecipanti, siano integralmente esentati dall’imposizione italiana. Trattasi questa di una semplificazione rispetto all’applicazione dell’articolo 15 (2) del Modello di Convenzione OCSE recepito nei Trattati stipulati dall’Italia.

Per coloro che, e converso, dovessero trasferire la propria residenza fiscale* in Italia, il legislatore ha previsto – per il medesimo arco temporale – un ulteriore beneficio: i compensi percepiti, legati alla manifestazione, concorreranno alla formazione del reddito imponibile soltanto per il 35% del loro ammontare. In altre parole, il 65% resterà fiscalmente escluso da tassazione.

Questo regime di favore è, per espressa previsione normativa, non cumulabile con i regimi fiscali opzionali attualmente vigenti in Italia per le persone fisiche che qui trasferiscono la loro residenza fiscale: in particolare il regime dei c.d. “neo-residenti”, il regime dei lavoratori impatriati nonché quello dei docenti e ricercatori. È pertanto opportuno valutare la convenienza dell’adozione dell’uno o dell’altro regime.

Il legislatore con le suddette agevolazioni guarda al lato operativo e internazionale dell’America’s Cup, che vede coinvolti progettisti, ingegneri, specialisti dei materiali compositi, tecnici elettronici, meteorologi, data analyst, velisti professionisti e numerose altre figure altamente qualificate provenienti da tutto il mondo, riducendo o addirittura azzerando il carico fiscale altrimenti connesso alla partecipazione all’evento.

Al lato fiscale si affianca, però, quello dei contributi sociali, che come noto, vanno versati sulla base del principio di territorialità.

Qui pare che il Legislatore abbia dimenticato di normare tale aspetto. È, perciò, opportuno che i lavoratori stranieri, provenienti da Paesi con i quali è in vigore un accordo di sicurezza sociale con l’Italia, richiedano un certificato di copertura previdenziale (ad esempio il certificato A1 per coloro che provengono da Paesi Europei, il formulario IT/USA 4 per gli Stati Uniti ecc). Su questo punto, pertanto, si auspica che il Legislatore fornisca opportuni chiarimenti.


Un’opportunità per la nautica italiana

L’America’s Cup è da sempre molto più di una regata. È un laboratorio di innovazione nel quale convergono progettazione avanzata, ricerca sui materiali, ingegneria navale, sistemi elettronici e sostenibilità.

Per l’Italia, e per Napoli in particolare, l’edizione del 2027 rappresenta una straordinaria occasione per consolidare il proprio ruolo nel panorama internazionale della nautica e dell’industria del mare.

Le agevolazioni introdotte dal D.L. 38/2026 si inseriscono esattamente in questa prospettiva: creare un ambiente fiscale favorevole capace di attrarre competenze, investimenti e tecnologia, trasformando la presenza dell’America’s Cup da semplice evento sportivo a leva di sviluppo economico e industriale per l’intero Paese.

In fondo, per vincere la sfida dell’America’s Cup non basta il vento favorevole. A volte serve anche un fisco capace di soffiare nella stessa direzione.

Luca Valdameri e Martina Calissi


*Si considerano residenti ai sensi dell’articolo 2, comma 2 del Tuir:Ai fini delle imposte sui redditi si considerano residenti le persone che per la maggior parte del periodo d’imposta, considerando anche le frazioni di giorno, hanno la residenza ai sensi del codice civile o il domicilio nel territorio dello Stato ovvero sono ivi presenti. Ai fini dell’applicazione della presente disposizione, per domicilio si intende il luogo in cui si sviluppano, in via principale, le relazioni personali e familiari della persona. Salvo prova contraria, si presumono altresì residenti le persone iscritte per la maggior parte del periodo di imposta nelle anagrafi della popolazione residente”

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