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Luna Rossa testimonial del Made in Italy

“Il risultato finale non importa. È comunque una vittoria per l’Italia”. Parola di Marco Bucci, sindaco di Genova, appassionato velista e artefice di una serie di iniziative, dal nuovo waterfront, all’arrivo, a giugno, della Ocean Race Europe al traguardo finale del giro del  mondo della Ocean Race nel 2023, che stanno portando la Città della Lanterna a diventare capitale della nautica e dell’andar per mare di casa nostra.

Un’affermazione quella di Bucci che riassume una situazione che rende unica l’avventura di Luna Rossa, vero testimonial del Made in Italy.

17/01/21 – Auckland (NZL) 36th America’s Cup presented by Prada PRADA Cup 2021 – Round Robin 2 Luna Rossa Prada Pirelli Team

L’AC75 di Luna Rossa Prada Pirelli Team protagonista della sfida di Auckland, tolto l’albero, è davvero tutto nato a casa nostra. Lo scafo in fibra di carbonio è stato costruito da Persico Marine di Nembro (Bergamo) che ha già realizzato le barche per gli assalti di Luna Rossa alla Coppa America del 2007 e del 2013. Inoltre Persico Marine ha anche costruito per tutti i team gli arm, i bracci mobili che reggono i foil. Non solo, l’azienda diretta da Marcello Persico ha costruito anche alcuni dei timoni di Luna Rossa.

Marcello Persico, Persico Marine, © – virgilio fidanza

Altri timoni sono invece stati costruiti dalla Eligio Re Fraschini, azienda specializzata in attrezzature in materiali compositi e metallo con sede a Legnano (Milano), mentre i foil, le “ali” che permettono a Luna Rossa di volare, vengono da Iseo (Brescia) e dall’azienda specializzata in profili e prototipi ad alta tecnologia di Angelo Glisoni.

16/01/21 – Auckland (NZL) 36th America’s Cup presented by Prada PRADA Cup 2021 – Round Robin 1 Luna Rossa Prada Pirelli Team

Sempre restando in Lombardia, i componenti e i sistemi idraulici di Luna Rossa sono firmati da Giovanni “Gianni” Cariboni,  che è stato definito “il Mago dell’idraulica”, e che con la sua Cariboni srl di Ronco Briantino (Monza-Brianza) è un punto di riferimento mondiale per questo settore. E ancora, a Limido Comasco (Como) ha sede la Harken (nome straniero ma know how italiano) dove sono nate le attrezzature di coperta. Infine il capoluogo di regione, Milano, dal 1872, ospita la Pirelli che con un team del Settore Materiali Avanzati ha studiato e realizzato particolari gomme usate a bordo. 

Dalla Lombardia al Piemonte. E a Torino dove ha sede la Altair Engineering, player tecnologicamente più avanzato nel mondo della simulazione in campi e settori d’avanguardia che ha contribuito a progettare scafi e componenti di Luna Rossa. E poi a Novara, alla Gottifredi Maffioli che ha prodotto le cime, le scotte, i rinvii, le drizze e tutto il “cordame” in speciali materiali e con alcuni pezzi del diametro di soli 2 millimetri. 

Le cime di Gottifredi Maffioli Photo by Giovanni Malgarini

Poi in Liguria. Qui alla North Sails di Carasco (Genova), loft italiano della veleria fondata da Lowell North nel 1957 a San Diego (USA), sono state sviluppate, rifinite e completate nei loro componenti più segreti le vele di Luna Rossa.

Le vele di Luna Rossa sono realizzate dalla North Sails di Carasco

E ancora in Veneto, alla Dainese di Colceresa (Vicenza) che ha ideato e realizzato gli speciali corpetti che indossa l’equipaggio di Luna Rossa mentre i caschetti sono disegnati e prodotti da Oakley, brand della Luxottica di Agordo, Belluno. 

I caschetti di Oakley e i gusci protettivi di Dainese

Ma oltre alla Casa orologiaia Panerai, fondata a Firenze nel 1860, sponsor ufficiale del team, Luna Rossa può contare su official supplier italiani: Pardo Yachts (Forlì) ha fornito come barche assistenza un Pardo 38 motorizzato con tre Mercury V8 da 300 cavalli (e Mercury Marine è tra gli official supplier del team) e due Pardo 43, mentre Technogym di Cesena (Forlì-Cesena) ha proseguito nella sua collaborazione nata nel 1998 con le sue attrezzature per l’allenamento e la Promo di Corridonia (Macerata) ha realizzato la base ad Auckland.

Infine il Consorzio Parmigiano Reggiano di Reggio Emilia e le Cantine Ferrari di Trento con il suo Ferrari Maximum Blanc de Blancs Trentodoc: due simboli internazionali del Made in Italy.

Emilio Martinelli

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