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Maxi Dolphin Karma

Un armatore al suo primo sailing yacht e un cantiere che, dopo una parentesi nei motoryacht, torna nella vela.

Maxi Dolphin Karma

Settore in cui Maxi Dolphin, cantiere fondato nel 1987 e che dal 2016 è gestito dalla società MD Technologies, aveva come ultima realizzazione, dopo una lunga serie d’imbarcazioni tra cui  l’MD67 Nacira, dell’omonimo studio francese o il 118 piedi Viriella (progetto Germán Frers), il 100 piedi Nomade IV, un progetto di Finot-Conq.
È da questo incontro che nasce Karma, il nuovo Maxi Dolphin MD75 by Mills, sceso in mare a primavera e che l’armatore ha subito condotto in crociera in Mediterraneo. 

Maxi Dolphin Karma

Un armatore particolare quello di Karma. Grande appassionato e praticante di vela, anche se quella di un windsurf o di un kite, ha deciso di costruirsi la sua prima barca, a vela, per andare in crociera con la famiglia e vivere le stesse sensazioni di “vento nelle mani”.

Maxi Dolphin Karma

Più difficile vivere quelle che dà un kite foil, ulteriore sua passione, ma anche la velocità era nei suoi obiettivi. «Karma è un super-fast-cruiser» spiega Luca Botter, Ceo di MD Technologies. «Avevamo già lavorato con il project manager Lorenzo Loik quando è venuto a proporci un progetto di Mark Mills per questo armatore alla sua prima barca.

Maxi Dolphin Karma

Doveva essere semplice, veloce e facile da condurre. Un concetto di barca che conoscevamo e che avevamo già costruito anche se con dimensioni inferiori. Il progetto era molto stimolante anche perché passavamo da due barche firmate da studi francesi (Nomade IV e l’MD67 Nacira, ndr) alle linee cruiser/racer di Mills.

Maxi Dolphin Karma

A fine luglio 2017 siamo partiti con lo stampo della barca». È infatti da sempre una delle caratteristiche di Maxi Dolphin realizzare tutto, dallo stampo a quanto serve, impianti compresi, fino al momento del varo, internamente. 

Maxi Dolphin Karma

«Scafo e coperta sono in carbonio» spiega l’ingegner Giovanni Pizzatti, direttore tecnico del cantiere e fondatore con Botter di MD Technologies . «Laminazione sottovuoto, cottura a 60°C, Core Cell per il sandwich, materiali Gurit, interni e mobili in sandwich e alleggeriti.

Maxi Dolphin Karma

Oggi cosa normale. Specie per noi che siamo stati tra i primissimi a farli. Abbiamo cominciato a laminare lo scafo a settembre 2017. A febbraio 2019 la barca finita usciva dal cantiere. Da contratto doveva essere di 26 tonnellate. Al varo era 26 tonnellate. Non un chilo di più».

Maxi Dolphin Karma

Linee tiratissime (23,86 fuori tutto, 22 metri al galleggiamento), baglio di 6,10 metri, bordo libero basso, armo senza paterazzi o volanti («L’albero in carbonio di 32 metri è un progetto di Chris Mitchell», spiega Botter) con randa square top. Karma è estremamente semplice e ha un appeal decisamente sportivo. Merito del suo profilo con la coperta flush deck e libera dalle manovre rinviate, sotto il piano di calpestio, ai winches davanti alle due timonerie.

Piena libertà di movimento quindi per gli ospiti che hanno a disposizione il pozzetto centrale con larghissime sedute e un altrettanto ampio tavolo. A poppa delle timonerie, altro spazio libero (ben tre metri dalle timonerie alla poppa) con l’acceso al garage per il tender e per le molte attrezzature sportive dell’armatore.

La semplicità e il rigore delle linee, oltre che fuori, è anche dentro Karma, con Nauta Design che, alla prima esperienza con Mark Mills (con Maxi Dolphin era una collaborazione sperimentata dopo il Tender Nauta 48 Maxi Dolphin, ndr), firma layout e design degli interni.

Improntati a uno stile che Massimo Gino di Nauta Design definisce: «Non minimalista ma molto, molto confortevole e caldo» gli interni realizzati dagli artigiani di Maxi Dolphin si sviluppano nel living centrale con zona pranzo e divani e, verso prua, la zona notte con l’armatoriale e una cabina doppia per gli ospiti. Sempre nel salone, che a sinistra ha la cucina e l’accesso alla zona marinai, si trova una seconda cabina ospiti.

Tutti ambienti declinati sull’abbinamento tra rovere a poro aperto con una particolare finitura graffiata e pannellature di tessuto chiaro che richiama il lino. A esaltare gli interni, la luce che entra dalle finestrature sui fianchi dello scafo e, nel living, anche da quelle a soffitto che realizzano un particolare light design: nelle cabine e nel living velette che illuminano i fianchi del locale; nei locali bagno, spot anche sotto i lavelli. 

Soluzioni che sottolineano come gli ambienti di Karma, l’MD75 by Mills, nuova  proposta Maxi Dolphin siano aperti a varie declinazioni del layout.  «Il bello dell’MD75 by Mills» conclude Luca Botter, «è la sua impostazione semi-custom che gli permette di soddisfare le esigenze di ogni armatore che desideri una barca comoda, sportiva e veloce partendo dalle grandi qualità di Karma».

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