Cinque designer possono partire dallo stesso spazio e arrivare a cinque modi diversi di viverlo. È questa, prima ancora della varietà stilistica, l’aspetto più interessante di Numarine Atelier, il progetto attraverso il quale il cantiere turco ha affidato gli interni della sua nuova Classic Line a Hot Lab, Ofist, Vallicelli Design, Sturge & Toth e Carla Guilhem Design.
Il filo conduttore è rappresentato dai nuovi modelli 38XPC e 39MXPC. Gli esterni sono firmati da Can Yalman, mentre l’architettura navale è opera del team di Umberto Tagliavini. Una base condivisa che permette di concentrare il confronto su ciò che accade all’interno con materiali, luce, geometrie, arredi e rapporto tra gli ambienti.
Il risultato dimostra quanto l’identità di uno yacht possa dipendere dal modo in cui lo spazio viene interpretato. Le dimensioni rimangono le stesse, così come le esigenze tecniche legate alla vocazione da esploratore dei due modelli. Ciò che cambia è l’esperienza di chi vivrà in questi ambienti.
Lo spazio come terreno di confronto
La scelta di coinvolgere cinque studi diventa particolarmente significativa proprio perché 38XPC e 39MXPC nascono per la lunga navigazione. Su un explorer, infatti, l’interno viene sottoposto a una relazione con il tempo diversa rispetto a quella di uno yacht utilizzato prevalentemente per brevi permanenze. Gli ambienti devono accompagnare giornate e ritmi differenti, mentre materiali, arredi e percorsi entrano progressivamente nella quotidianità di bordo.
È in questo contesto che le cinque proposte prendono direzioni diverse. Hot Lab pone i materiali al centro del proprio progetto. Legni dalle venature marcate, pelli selezionate, metalli satinati e superfici opache costruiscono un ambiente nel quale la componente tattile acquista peso. Sono materiali pensati per essere utilizzati e per modificarsi nel tempo, portando negli interni le tracce della vita a bordo.

Con Ofist, l’attenzione si sposta sulla geometria. Linee nette, arredi integrati e contrasti cromatici controllati danno ordine agli ambienti e accompagnano i percorsi. L’ergonomia entra così direttamente nella composizione dello spazio, soprattutto nelle aree sociali e nei collegamenti tra salone, timoneria e ponte.
Due approcci diversi che mostrano già una prima possibilità offerta dal progetto: la stessa architettura può essere letta attraverso la consistenza delle superfici oppure attraverso il ritmo delle forme.

Dalla casa alla navigazione
Vallicelli Design introduce una dimensione più vicina all’abitare domestico. Tessuti morbidi, illuminazione e disposizione degli arredi costruiscono ambienti orientati alla convivialità, con particolare attenzione alla possibilità di adattarli ai diversi momenti della giornata. Il salone assume così un ruolo centrale. La sua configurazione permette di ospitare situazioni più conviviali oppure diventare uno spazio raccolto durante le lunghe permanenze a bordo.
Il tema è interessante perché porta dentro lo yacht una questione tipicamente architettonica: come cambia uno spazio quando viene abitato a lungo? La risposta non riguarda soltanto il comfort. Entrano in gioco la distanza tra gli arredi, la facilità dei percorsi, il rapporto con la luce e persino la possibilità di modificare la funzione di un ambiente nel corso della giornata.

Progettare pensando al futuro
La lettura di Sturge & Toth sposta il discorso su un elemento meno immediato: la durata. Finiture opache, materiali resistenti, pannellature rimovibili e accessibilità alle componenti tecniche introducono nell’interior design la manutenzione futura dello yacht. È una parte del progetto che raramente emerge nelle immagini, ma che acquista importanza quando la barca viene utilizzata intensamente.
La scelta di un rivestimento, ad esempio, incide sull’aspetto di un ambiente al momento della consegna, ma anche sul modo in cui quello stesso ambiente invecchierà dopo anni di navigazione. Allo stesso modo, rendere accessibili impianti e vani tecnici significa considerare fin dall’inizio gli interventi che accompagneranno la vita dello yacht. Qui il design si confronta direttamente con la funzione ed è forse uno dei punti nei quali la natura explorer dei due modelli emerge con maggiore chiarezza.

La luce modifica le proporzioni
Con Carla Guilhem Design il centro della ricerca si sposta sulla percezione dello spazio. Palette chiare, accenti metallici e superfici capaci di lavorare con i riflessi costruiscono ambienti nei quali la luce contribuisce alla lettura dei volumi. Anche la tecnologia dedicata a intrattenimento e connettività viene integrata cercando di limitarne la presenza visiva.
Il tema va oltre la scelta cromatica. Attraverso luce e materiali è possibile modificare la percezione delle distanze, alleggerire una superficie oppure dare profondità a un ambiente. Su uno yacht, dove l’architettura deve necessariamente confrontarsi con volumi definiti, questi strumenti assumono un valore particolare.

Cinque interpretazioni dello stesso volume
Visti nel loro insieme, i cinque concept permettono di leggere Numarine Atelier da una prospettiva diversa. La materia di Hot Lab, le geometrie di Ofist, la dimensione domestica di Vallicelli Design, l’attenzione alla durata di Sturge & Toth e il lavoro sulla luce di Carla Guilhem Design diventano cinque strumenti attraverso i quali modificare il rapporto tra persona e spazio. Sotto queste interpretazioni rimane la natura dei 38XPC e 39MXPC e, con essa, l’esperienza maturata da Numarine nel mondo degli explorer.
Un materiale può cambiare il rapporto tattile con un ambiente, mentre la geometria di un arredo può rendere più naturale un percorso. Attraverso la luce, invece, cambia la percezione dei volumi. Con il passare degli anni assume importanza anche la possibilità di accedere facilmente alle pannellature. Sono decisioni apparentemente molto diverse, ma tutte incidono sullo stesso risultato: il modo in cui uno yacht viene abitato.
È probabilmente questa la lettura più interessante di Numarine Atelier. La personalizzazione emerge dalla relazione tra le scelte progettuali e la vita che quegli spazi dovranno accogliere. E cinque interpretazioni della stessa architettura diventano così anche cinque risposte differenti a una delle domande centrali dell’interior yacht design: che cosa significa sentirsi a casa quando la casa naviga?






