Consegnato originariamente nel 2014, il 92,9 metri Draak torna oggi in scena dopo una ricostruzione totale presso le strutture Life Cycle Support di Oceanco a Zwijndrecht. Un intervento che supera il concetto tradizionale di refit: l’ex Equanimity e Tranquility è stata trasformata in una piattaforma avanzata per ricerca scientifica, esplorazione marina e operazioni specializzate, diventando il companion yacht del colossale Leviathan.
Il progetto ha coinvolto la squadra Life Cycle Support di Oceanco, i Co-makers, i rappresentanti dell’armatore YTMC e Inkfish, insieme agli equipaggi di entrambe le unità. Concepiti per operare in tandem, Draak e Leviathan sono stati ripensati per garantire funzionalità complementari e operazioni perfettamente integrate.
Riprogettare per una nuova funzione
Secondo Edwin Schneider, Life Cycle Support Project Manager di Oceanco, Draak dimostra cosa sia possibile ottenere ripensando una piattaforma esistente per un nuovo scopo operativo. La ricostruzione ha unito conoscenza del progetto originale, esperienza operativa e una collaborazione totale tra tutti gli stakeholder, dando vita a uno yacht con versatilità operativa superiore e capacità potenziate per ricerca, esplorazione e cruising esteso.
Dan Morgan, Managing Director di YTMC, sottolinea la metamorfosi della nave, evidenziando come Draak sia passata da yacht “hotel” tradizionale a una piattaforma multi‑ruolo unica nel suo genere, un vero workhorse che combina funzionalità operative con la qualità e il comfort tipici di un superyacht moderno.
Capacità costruite su misura
Draak è stata selezionata con il supporto di Y.CO come compagna ideale di Leviathan grazie alla sua piattaforma unica, perfetta per essere trasformata in uno yacht capace di supportare le missioni di Inkfish, l’organizzazione che opera a bordo della flotta dell’armatore fornendo ai ricercatori accesso a ambienti remoti e tecnologie avanzate. Charlie Birkett, CEO e Co-Founder di Y.CO, evidenzia come il progetto rappresenti un esempio di ciò che accade quando un refit evolve in una vera ricostruzione, preservando pedigree e integrità progettuale mentre si sblocca un nuovo potenziale.
Un obiettivo centrale della ricostruzione è stato l’allestimento di una tender fleet altamente performante e di sistemi di sollevamento dedicati. La rimozione dell’helideck ha permesso di creare un’area specifica per le operazioni tender, mentre l’installazione di un jib crane Van Driel da 12,6 tonnellate con outreach di 11 metri e di un C-davit custom con doppie unità da 6,7 tonnellate ha garantito capacità di movimentazione sicure e flessibili. I chocks modulari aggiunti a bordo permettono inoltre un trasporto containerizzato e una compatibilità totale con la flotta.
Il precedente beach club è stato trasformato in un dive center professionale, dotato di area medica dedicata e di una camera iperbarica Hytech-Pommec, la cui installazione ha richiesto precisione millimetrica. Anche la swim platform è stata ampliata, integrando una passerella estensibile e un sistema di parabordi retrattili che ha incrementato la lunghezza complessiva dello yacht di oltre un metro.
Una nuova identità per un futuro di esplorazione
Gli interni sono stati ripensati seguendo la filosofia di Leviathan, basata sulla creazione di spazi condivisi che favoriscano la vita comunitaria a bordo. Il main saloon è stato trasformato in una mensa comune per ospiti ed equipaggio, mentre l’upper saloon ospita ora una chef’s lab dedicata a esperienze culinarie intime e alla formazione. L’ex crew mess è diventato una palestra con area spa, e le cabine sono state ampliate per accogliere personale aggiuntivo coinvolto nelle operazioni Inkfish.
La ricostruzione ha mantenuto quanto più possibile i materiali originali, riducendo sprechi e privilegiando soluzioni che minimizzano manutenzione e pulizia. Le maniglie in acciaio inox presentano ora una finitura bead-blasted che riduce la necessità di lucidatura, mentre le aree esterne a basso traffico conservano il teak originale e quelle ad alto traffico adottano il decking sintetico Bolidt. Lo scafo è stato ridipinto in off-white, una scelta che riduce la frequenza dei wash-down e uniforma l’estetica con il resto della flotta.
Con questa ricostruzione, Draak non è semplicemente rinata: è stata ripensata come una piattaforma operativa avanzata, capace di supportare missioni scientifiche e spedizioni in ambienti remoti, mantenendo allo stesso tempo la qualità e l’eleganza che definiscono Oceanco. È un esempio emblematico di come un superyacht possa evolvere, trasformarsi e trovare una nuova vocazione senza perdere la propria anima.





