Nell’alfabeto greco, è solo una “o”. Ma nel mondo della nautica, Omikron è diventata molto di più: un simbolo. Una lettera che si fa visione, carica di nuovi significati, capace di dare vita a una grammatica progettuale inedita. L’idea è semplice e radicale: riportare la barca al centro dell’esperienza, riscrivere i codici della navigazione, restituirle autenticità.

In questo linguaggio non c’è spazio per il superfluo. Ogni curva, ogni dettaglio, ogni scelta formale ha un senso preciso. A dar corpo a questa filosofia sono stati due maestri dello yacht design: Lorenzo Argento e: Lorenzo Argento e Juan Kouyoumdjian. Due personalità forti, due approcci diversi ma complementari, uniti da una lunga esperienza nel mondo della vela. È da lì, da quella scuola fatta di vento e regate, che nasce l’OT-60. Il loro incontro con il cantiere greco Omikron Yachts non è stato un semplice esercizio di stile, ma un cambio di paradigma.

La richiesta era chiara: rompere gli schemi, sovvertire le logiche, tracciare una nuova rotta. Il risultato? Un’imbarcazione che guarda al futuro con occhi diversi. Che non si limita a replicare, ma osa. “Quando abbiamo deciso di entrare nel mondo delle barche a motore con una nostra linea, volevamo creare un’imbarcazione capace di restituire l’essenza della vela: il piacere della navigazione”, racconta Nikolas Dendrinos, presidente di Olympic Marine e Omikron Yachts. E questo, fin dall’inizio, è stato il cuore della sfida. Ma non solo. A rendere il progetto ancora più ambizioso, la volontà di ridurre consumi ed emissioni in modo significativo.

“Non è un’operazione di marketing”, precisa Dendrinos, “ma l’espressione concreta della nostra idea di barca ideale. Una barca con cui vivere ed entrare davvero in contatto con il mare”. Una questione di attitudine, prima ancora che di tecnica. Su questo punto Lorenzo Argento e Juan K hanno costruito la loro visione. “Ti interessa seguire un progetto per una barca a motore pensata per andare piano? È così che il cantiere mi ha coinvolto”, racconta Argento.

“Non potevo chiedere di meglio. Di solito, quando si parla di motore, si pensa subito alle prestazioni in termini di velocità. Ma non in questo caso”. A uno sguardo distratto, il profilo dell’OT-60 potrebbe suggerire il contrario: linee tese, pulite, una delfiniera marcata. Eppure, è una barca nata per le andature lente. Le linee di carena sono studiate per garantire il massimo comfort e la migliore tenuta proprio a velocità ridotte. Con vantaggi evidenti, sia sul piano dei consumi sia su quello del piacere di navigazione. Omikron Yachts ha ribaltato il paradigma. Oggi, la maggior parte delle barche in questo segmento ha carene ottimizzate per rendere al meglio intorno ai 20-25 nodi, una soglia che si tocca solo per brevi tratti in crociera. Il resto del tempo si naviga a velocità più basse, spesso con risultati poco soddisfacenti. L’OT-60, invece, nasce per offrire il meglio a 10/12 nodi anche in presenza di mare formato.

“Un aspetto spesso tenuto poco in considerazione” aggiunge Argento. “Eppure, in barca bisogna starci anche quando le condizioni non sono proprio quelle ideali. Ma tutto a bordo dell’OT-60 è stato pensato per offrire un’esperienza di vita qualitativamente alta”. Ma non è solo una questione di carena. È una filosofia che attraversa l’intero progetto. Anche gli interni ne sono la prova: non spazi da arredare, ma da abitare. Ambienti concepiti per restituire alla vita di bordo la sua essenza più autentica. Qui, il lusso non è ostentazione, ma libertà. Il layout è fluido, aperto, privo di barriere inutili. Ogni scelta, dalla luce naturale che inonda gli ambienti, ai materiali selezionati, al modo in cui gli spazi dialogano tra loro, racconta una nuova idea di abitabilità. Più umana, più vera. Tutto ciò non arriva a caso.

Omikron Yachts può contare sulle competenze di una realtà, della quale il cantiere fa parte, che vanta un curriculum di tutto rispetto sugellato dalla costruzione, in oltre 55 anni di attività, di scafi da lavoro e da pesca, pattugliatori per la Guardia Costiera ellenica, imbarcazioni a vela, senza contare il 107 metri Dream varato nel 2019 e il progetto del 54 metri a vela Argo in fase di completamento presso gli scali. A tutto questo si aggiunge Olympic Marine, considerata tra le più moderne e attrezzate marina nel Mediterraneo orientale, che dispone di ampie strutture dedicate al rimessaggio e ai lavori di manutenzione e riparazione navale.

Questo per dire che Omikron Yachts è espressione di una cultura nautica che ha radici molto profonde. Naturalmente, anche le idee più visionarie devono confrontarsi con la realtà. E il mercato è il banco di prova più severo. A poco più di due anni dal debutto, però, l’OT-60 ha già dato prova di sé. L’obiettivo ambizioso è stato centrato. Ma non è un punto d’arrivo. È solo l’inizio di un percorso. Un nuovo capitolo che promette di arricchirsi di altri contenuti. A iniziare da quelli che porterà in dote l’OT-80. Un’ammiraglia destinata a stupire.
Matteo Zaccagnino

