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Persico Marine: un’altra Coppa Insieme

«Per noi sarà una Coppa diversa dalle altre. In tutte le barche in regata ci sarà infatti un pezzo nostro». E il ‘pezzo’ cui si riferisce Marcello Persico, managing director di Persico Marine, è il componente che, assieme al ritorno a un monoscafo, rende tutta nuova la 36a America’s Cup: gli arm, i bracci dei foil.

Il braccio di un foil @Studio Borlenghi

«Challenge of Record e Defender ci hanno incaricato di costruire questo elemento one-design» prosegue Persico. «Ne abbiamo costruiti 16, quattro per ogni team. Un bellissimo e complesso progetto dove si dovevano coniugare i tanti aspetti di una sfida che non è solo tecnologica e sportiva». 

Marcello Persico @Virgilio Fidanza

E così, dopo un primo test sul prototipo di arm che aveva evidenziato problemi di resistenza, i team si sono ritrovati da Persico Marine a verificare e sviluppare, tutti assieme, evento storico per la Coppa, gli arm in carbonio degli AC75. «Ogni arm pesa 450 chilogrammi. Abbiamo lavorato al millimetro e con i massimi controlli di qualità. Alla fine gli arm sono stati assegnati ai team tirando a sorte». Tutto questo mentre, in un altro reparto di Persico Marine, nasceva Barca 1 del Luna Rossa Prada Pirelli Team. 

Il test degli arn alla Persico Marine

«Dopo l’America’s Cup del 2007 e quella del 2013 è la terza volta che lavoriamo per Luna Rossa e stavolta ci siamo sentiti non semplici fornitori, ma davvero parte del team. Uno spirito che ha portato a un progetto sviluppato in maniera davvero positiva». Con quasi 70.000 ore di lavoro/uomo per barca, più del doppio del tempo impiegato nel 2019 per costruire l’Imoca di Thomas Ruyant, le due Luna Rossa sono un concentrato di nuove soluzioni tecnologiche sulle quali è intervenuto anche un altro settore del Gruppo Persico. «Sui componenti in metallo» spiega Marcello Persico «ha lavorato il nostro settore automotive. Siamo nella nautica dal 2008, ma è da 40 anni che collaboriamo con tutte le grandi Case automobilistiche». 

E, grazie anche a questa esperienza, su Luna Rossa sono stati raggiunti risultati costruttivi unici. «Questa campagna di America’s Cup, barche e progetti a parte, è particolare. Impossibili grandi interventi sulle barche. In altre edizioni si potevano cambiare le prue o, come ci è capitato, costruire nuovi componenti a regate iniziate. Oggi no. Per esempio ogni team, per stazza, può avere solo tre serie di due wing. Fine. Quello che è fatto è fatto». 

Il Persico 69F

E così, telefono pure sul comodino per via del fuso orario di Auckland, Marcello Persico si dedica agli altri progetti di Persico Marine. Come il Persico 69F, la deriva-foil che, presentata con la Persico 69F Cup a gennaio 2019, ha conosciuto un successo immediato ed è a quota dieci barche costruite. «Significa che la proposta di una piccola barca davvero owner driver funziona». E poi le altre costruzioni in corso, dal primo ClubSwan 80 a due motoryacht in carbonio: un 55 piedi firmato da Mani Frers e un 100 piedi. Poi, nel libro dei desideri c’è un 80 piedi-foil. «Ci stiamo pensando» conclude Marcello Persico che ha però un cruccio. 

Il ClubSwan 80

«Concluso un progetto in cantiere facciamo sempre una festa con le famiglie, bimbi compresi, di quanti ci hanno lavorato. Questa volta per la pandemia, che nella nostra zona ha colpito davvero duramente, non c’è stata nessuna festa. Così davanti alla seconda Luna Rossa caricata sull’Antonov in partenza per Auckland ero un po’ triste. 

Marcello Persico davanti all’Antonov che contiene Luna Rossa 2 pronta per volare ad Auckland

Spero ci rifaremo. Magari con la festa della Coppa in Italia!»

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