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Prestige M8 EVO, il multiscafo che punta al mondo dei superyacht

Il primo segno dell’evoluzione dell’M8 non sta nel motore né nei numeri delle specifiche tecniche. Sta nel modo in cui Prestige ha scelto di sfruttare lo spazio. Con l’M8 EVO, il cantiere francese non si limita a rinnovare l’ammiraglia della M-Line; alza l’asticella e punta a conquistare un armatore più esigente, abituato alla libertà di scelta, alla qualità delle finiture e al livello di personalizzazione tipici del mondo dei superyacht.

L’obiettivo non è solo quello di offrire più spazio — che era già uno dei punti di forza dell’M8 — ma di rendere quello spazio più flessibile, più organizzato e più personalizzato. Per raggiungere questo obiettivo, Prestige ha semplificato la disposizione del ponte principale, snellito il profilo esterno e ridotto il numero di elementi fissi e vincoli strutturali, dando all’armatore maggiore libertà nell’interpretazione degli spazi.

Il primo M8 EVO è la decima imbarcazione della serie, che segue i nove M8 della generazione precedente. La forma dello scafo rimane invariata, ma la sua struttura è stata rivisitata, perfezionando il design sulla base dell’esperienza acquisita con i primi proprietari. Il lavoro di Camillo Garroni, Garroni Design e del team Prestige si è concentrato soprattutto sull’esperienza di vita a bordo: maggiore libertà nella disposizione degli spazi, finiture più raffinate, ambienti meno rigidi e un design esterno più lineare e pulito.

L’M8 rimane un multiscafo concepito fin dall’inizio come yacht a motore. Non è un catamarano a vela adattato alla propulsione a motore. Questa scelta progettuale ha permesso di liberare la disposizione interna dai vincoli imposti dall’albero, dalle manovre e dalle vele, dando vita a un ponte principale quasi completamente piatto, cabine indipendenti negli scafi e uno spazio abitativo tipico degli yacht più grandi.

Un progetto rivisto

Camillo Garroni ha iniziato occupandosi del profilo. L’obiettivo non era rendere il multiscafo più aggressivo, né forzare il suo design per farlo assomigliare a quello di un monoscafo. Si trattava piuttosto di alleggerire un volume consistente semplificando le linee esterne e riducendo il peso visivo delle sovrastrutture.

Le modifiche apportate alla M8 EVO riguardano tre elementi principali: i finestrini, la modanatura nera e l’hardtop. I nuovi finestrini laterali semplificano il design del parafango; la modanatura è stata ridisegnata; e l’hardtop è stato ripensato in chiave più organica.

Si tratta di una questione di precisione piuttosto che di un cambiamento radicale. Il nuovo look dell’M8 EVO è definito dalle sue proporzioni, dal rapporto tra lo scafo e le superfici vetrate e dalla riduzione del peso visivo nella parte superiore. Il risultato è una barca che mantiene il vantaggio volumetrico di un multiscafo ma appare più coesa e meno frammentata.

Libertà di personalizzazione

Il cambiamento più significativo, però, non si nota dall’esterno. Una volta sul ponte principale, scoprirai che PRESTIGE ha eliminato la scala interna che portava al flybridge. Il ponte superiore è ora accessibile solo dall’esterno, liberando così il salone da un elemento che, pur essendo di grande impatto visivo, risultava inevitabilmente ingombrante.

Il risultato va ben oltre il semplice risparmio di spazio. Il ponte principale acquista un senso di continuità, il percorso diventa più diretto e la disposizione degli spazi può essere completamente ripensata. La zona pranzo assume una posizione più centrale e formale, con un tavolo in grado di ospitare fino a dieci persone, rispetto alle otto della configurazione precedente.

L’ampia finestra laterale mette il tavolo in diretto contatto con il paesaggio; una porta scorrevole laterale opzionale può rendere ancora più aperto il rapporto tra interno ed esterno. La zona giorno, la zona pranzo e la cucina non si susseguono più come funzioni separate, ma diventano parti di un unico spazio, pur mantenendo una chiara gerarchia tra socializzazione, servizio e comando.

Anche la postazione di comando interna è cambiata. È stata spostata a sinistra e può essere configurata in due modi: come postazione minimalista, integrata in un mobile e composta da uno schermo, un joystick e i comandi essenziali; oppure come vera e propria timoneria, con sedili dedicati e una strumentazione più completa. Questa scelta permette all’armatore di decidere quanto la postazione di comando debba essere visibile e centrale nella vita a bordo.

Con lo spazio liberato sul lato di dritta, la cucina è stata ampliata. È organizzata attorno a un bancone che funge anche da bar e dispone di elettrodomestici di dimensioni standard. La lavastoviglie, ad esempio, è stata potenziata da 8 a 14 coperti. Sembra un dettaglio da poco, ma la dice lunga sull’uso previsto dell’M8 EVO: non è una barca pensata solo per gite di un giorno o brevi crociere, ma uno spazio creato per vivere a lungo a bordo e per intrattenere gli ospiti.

Spazi da interpretare

La personalizzazione va ben oltre il numero di cabine o la scelta dei materiali. Sull’M8 EVO, parte proprio dalla riduzione al minimo degli elementi fissi. L’abitacolo e il flybridge sono stati progettati per ospitare arredi indipendenti, consentendo configurazioni meno vincolate dal layout standard.

Nella cabina di pilotaggio, la zona pranzo può essere allestita con un tavolo fisso e un divano a L, oppure con sedute separate e un tavolo mobile che puoi spostare a seconda delle esigenze. La configurazione può ospitare fino a 12 persone. L’idea è semplice: eliminare il più possibile gli elementi fissi per offrire all’armatore uno spazio adattabile alle diverse occasioni.

Sul flybridge, questo approccio diventa ancora più evidente. Estendendosi per l’intera larghezza dell’imbarcazione, il ponte superiore è progettato come zona giorno all’aperto dove mangiare, rilassarsi o chiacchierare, senza però essere rigidamente definito da un unico layout. Il risultato è una piattaforma che non impone alcuna funzione specifica, lasciando all’armatore maggiore libertà di interpretare lo spazio.

Questo è un passo importante per Prestige. Sugli yacht di queste dimensioni, i clienti non si limitano più a scegliere una semplice disposizione interna: tendono a chiedere che l’imbarcazione rispecchi le loro abitudini e soddisfi le loro esigenze, che si tratti di uso familiare, lunghe crociere o attività di noleggio nei periodi in cui non sono a bordo.

Anche le scelte sottocoperta seguono questa logica. Sono disponibili configurazioni con tre, quattro o cinque cabine, con la cucina sul ponte principale o situata nello scafo. La soluzione “cucina in basso” sostituisce una cabina ospiti e, di conseguenza, libera ulteriore spazio sul ponte principale per stare in compagnia. Sull’M8 EVO, quindi, non esiste un unico layout “standard” o “migliore”: c’è solo quello che meglio si adatta a come l’armatore intende utilizzare la propria barca.

Una barca dentro un’altra barca

È proprio nella cabina dell’armatore che il restyling risulta più evidente. Rispetto alla configurazione precedente, lo spazio è stato completamente riprogettato per dare un’atmosfera più accogliente.

Il letto è disposto longitudinalmente; la zona notte si apre su uno spazio centrale che può fungere da ufficio o salottino; da qui puoi accedere alla cabina armadio e al bagno. Non si tratta semplicemente di aggiungere funzioni, ma di organizzarle in una sequenza: dormire, rilassarsi, lavorare, vestirsi e prepararsi diventano attività distribuite in spazi distinti ma interconnessi.

La suite misura circa 21 metri quadrati. La cabina armadio è divisa in due zone private, mentre il bagno e la doccia hanno guadagnato sia in importanza che in dimensioni.Il punto di forza della cabina armatoriale sta quindi non solo nel suo volume, ma anche nella capacità di definire chiaramente tale volume, evitando l’impressione di un unico grande spazio.

Il progetto crea una successione di spazi e offre al proprietario un ambiente autonomo, separato dal ritmo di vita degli ospiti e dell’equipaggio. È proprio questa qualità spaziale che rende l’esperienza a bordo più simile a quella che si vive sugli yacht più grandi.

Anche le finiture riflettono questa evoluzione. Le opzioni disponibili si basano su due combinazioni cromatiche: legno chiaro e blu, oppure legno scuro con accenti arancioni o marroni e dettagli più chiari. Nelle zone soggette a contatto frequente vengono utilizzati materiali più pregiati, come la vera pelle per i piani di lavoro e le finiture, mentre il bagno presenta anche elementi in marmo.

Navigare in equilibrio

Anche il sistema di propulsione si è evoluto. L’M8 EVO monta due motori MAN i6 da 730 hp al posto dei motori Volvo da 600 hp della versione precedente. L’obiettivo di Prestige non era rendere l’imbarcazione più veloce, ma ottenere un sistema di propulsione meno sollecitato durante la navigazione e un maggiore margine di ottimizzazione nella combinazione motore-elica.

Una volta in mare, l’M8 EVO conferma il carattere e il comfort di uno yacht di lusso. Non si punta sulle prestazioni, ma i motori garantiscono una navigazione fluida e tranquilla che, unita alla stabilità dello scafo del catamarano, contribuisce alla sensazione generale di comfort. I due scafi riducono naturalmente il rollio sia durante la navigazione che all’ancora, senza bisogno di sistemi di stabilizzazione attivi.

A completare questa idea di comfort c’è il pacchetto opzionale “Silent Mode”, che combina pannelli solari e batterie al litio. Il sistema permette fino a dieci ore di funzionamento notturno senza il generatore, riducendo rumore, vibrazioni ed emissioni dirette proprio nei momenti in cui il valore dell’imbarcazione si misura soprattutto dalla qualità del soggiorno. L’M8 EVO non cambia la sua identità. Però la porta a un livello superiore. Mantiene lo spazio, la stabilità e il legame con il mare che rendono un multiscafo a motore così affascinante, introducendo al contempo una maggiore raffinatezza stilistica e una libertà d’uso più in linea con le aspettative di un armatore di superyacht. La sua evoluzione, dopotutto, non sta nei metri a disposizione: sta nella libertà di scegliere come viverli.

Giacomo Barbaro

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