Dutch Design è uno studio di progettazione nautica con sede ad Amsterdam, fondato da Scott Blum, velista esperto e imprenditore appassionato. Con sede in una storica casa sul canale ripensata secondo i canoni del minimalismo giapponese, lo studio unisce la visione di Blum alla maestria del pluripremiato progettista navale olandese Bernd Weel per reinventare il concetto stesso di vita in mare. Il suo progetto di esordio, Sea Rover, è un’imbarcazione di 42,5 metri (140 piedi) presentata come l’unico yacht al mondo che mette il “benessere al primo posto”. Non riuscendo a trovare una barca che soddisfacesse il suo desiderio di uno stile di vita sano e attivo, Blum ha deciso di costruirne una, collocando la spa, la palestra e il campo sportivo sul ponte di comando inondato di luce, anziché nasconderli sottocoperta. Concepito come una serie limitata di sole dieci imbarcazioni e costruito in acciaio e alluminio, Sea Rover dovrebbe essere consegnato nel 2028. Nell’intervista che segue, Blum riflette sulla filosofia, sul processo e sulle scelte alla base di un progetto pensato per rimanere intramontabile per decenni. Li abbiamo intervistati.
Dutch Design è nato dall’intuizione di Scott Blum: lo yacht che aveva in mente semplicemente non esisteva. Come si fa a lavorare su un progetto così personale e visionario?
Sea Rover è nato dalla mia esperienza personale come armatore. Ho passato anni a cercare uno yacht che rispecchiasse il modo in cui volevo trascorrere il tempo in mare, ma non sono riuscito a trovarne uno. L’attenzione era spesso rivolta all’intrattenimento, mentre io cercavo qualcosa che favorisse il benessere e la vita di tutti i giorni. Piuttosto che scendere a compromessi, ho deciso di crearlo io stesso. Poiché l’idea è nata da un’autentica esigenza personale, ogni decisione durante il processo di progettazione è stata guidata da un unico principio: se non migliorava l’esperienza dell’armatore, non aveva posto su Sea Rover.
La sede, situata in una storica casa sul canale ad Amsterdam, è una scelta ben ponderata. Quanto conta l’ambiente fisico in cui si lavora per la qualità del design che si realizza?
L’ambiente influenza il modo di pensare delle persone. La nostra casa sul canale è volutamente sobria, con materiali naturali e tanta luce. Rispecchia molti degli stessi principi alla base di Sea Rover. Quando i clienti vengono a trovarci, capiscono subito il linguaggio del design perché lo vivono in prima persona. Credo che il design di qualità nasca in spazi che favoriscono la concentrazione e la riflessione, piuttosto che la distrazione.
Dutch Design si definisce uno “studio di innovazione nel settore nautico”. Dove si trova il confine tra innovazione e rischio in un settore così regolamentato e tradizionale come quello nautico?
Innovare non significa ignorare i principi consolidati, ma mettere in discussione i preconcetti pur rispettando tutto ciò che garantisce sicurezza e prestazioni. Abbiamo sfidato i tradizionali layout degli yacht, introdotto nuovi concetti di benessere e ripensato il modo in cui gli armatori si muovono a bordo, senza mai scendere a compromessi in termini di ingegneria o praticità. La migliore innovazione risolve problemi reali, invece di introdurre cambiamenti solo per il gusto di farlo.
Dutch Design ha un team davvero eterogeneo: architetti navali, designer e project manager. Come gestisci il processo creativo in casi del genere? Chi ha l’ultima parola?
Le idee migliori nascono dalla collaborazione. Ognuno dei partecipanti alla riunione apporta una prospettiva diversa, che si tratti di ingegneria, design o esperienza operativa. Abbiamo passato anni a perfezionare Sea Rover perché ci sfidavamo a vicenda di continuo. Alla fine, ogni decisione torna alla visione originale, quindi, come fondatore, ho la responsabilità di assicurarmi che ogni scelta la sostenga, attingendo al contempo alle competenze di un team eccezionale.
Il nome “Dutch Design” evoca una tradizione di design ben precisa. Quali designer o studi consideri dei veri e propri punti di riferimento nel tuo lavoro?
Non mi ispiro tanto ai singoli designer, quanto piuttosto a una filosofia. Il Dutch Design ha sempre saputo bilanciare semplicità e innovazione in un modo che sembra senza tempo, piuttosto che di moda. Al di là del settore nautico, ammiro i marchi che creano prodotti dal valore duraturo grazie all’artigianalità e alla sobrietà. Volevamo che Sea Rover risultasse contemporaneo anche tra decenni, senza limitarsi a rispecchiare le tendenze del momento.
C’è un progetto — non per forza uno dei tuoi — che consideri un esempio perfetto di design ben riuscito? Perché?
Per me, un design ben riuscito è quello in cui ogni elemento ha uno scopo e nulla sembra superfluo. Che si tratti di architettura, design automobilistico o arredamento, ammiro i progetti in cui forma e funzione sono perfettamente integrate. I migliori progetti spesso sembrano inevitabili, come se non ci fosse mai stato un altro modo per realizzarli. Questa è sempre stata la nostra ambizione con Sea Rover.
Il mercato degli yacht di lusso è super competitivo. Cosa distingue davvero un buon progetto nautico da uno che è semplicemente costoso?
Il prezzo da solo non basta a garantire la qualità, mentre un design eccezionale migliora l’esperienza di chi lo vive ogni singolo giorno grazie a una progettazione accurata. Il lusso va percepito nella naturalezza con cui uno spazio funziona e nella sua capacità di resistere alla prova del tempo. È una cosa ben diversa dall’aggiungere semplicemente più materiali o elementi decorativi.
Come riesci a trovare un equilibrio tra estetica e funzionalità nel tuo processo creativo? Quando entrano in conflitto, quale delle due ha la precedenza?
Le due cose non dovrebbero mai essere separate e le migliori soluzioni di design riescono a conciliare entrambe. Durante tutto lo sviluppo di Sea Rover, abbiamo passato anni a perfezionare i layout finché non hanno raggiunto il livello tecnico che volevamo senza rinunciare alla bellezza. Se qualcosa sembra impressionante ma non migliora l’esperienza dell’armatore, non è un buon design. Allo stesso modo, la funzionalità non dovrebbe mai andare a discapito della creazione di spazi in cui le persone si divertano davvero a passare il tempo.
“Consapevolezza e longevità” sono i pilastri fondamentali di Sea Rover. In che modo si traducono concretamente nelle scelte relative ai materiali, alla disposizione degli spazi e ai dettagli?
Sea Rover incoraggia l’attività fisica e il benessere quotidiano, con la spa, la palestra e gli spazi all’aperto posizionati in modo da essere utilizzati in modo naturale. Abbiamo scelto colori rilassanti e materiali naturali per creare un ambiente che trasmetta una sensazione rigenerante, senza risultare opprimente. Anche i minimi dettagli sono stati pensati tenendo conto di come contribuiscono al comfort e al piacere a lungo termine.
Inserire una sauna, una vasca idromassaggio e spazi dedicati allo yoga su uno yacht è una sfida non da poco. Quali sono stati i compromessi più difficili?
La sfida più grande è stata quella di far sì che i servizi sembrassero perfettamente integrati, anziché un semplice “aggiunta”. Ci siamo impegnati a dare al benessere la stessa importanza che tradizionalmente viene data agli spazi dedicati all’intrattenimento, il che ha significato ripensare l’intera disposizione degli spazi. Ciò ha richiesto anni di progettazione e perfezionamento, ma non volevamo scendere a compromessi sull’esperienza. Se qualcosa non funzionava esattamente come previsto, continuavamo a perfezionarlo finché non funzionava.
La casa sul canale ad Amsterdam rispecchia l’estetica di Sea Rover. Quanto è importante per uno studio mantenere una coerenza tra i propri spazi e i prodotti che progetta?
Volevamo che la nostra sede fosse un po’ come un’estensione del Sea Rover, piuttosto che un posto dove le persone vengono semplicemente a vedere un progetto. La casa sul canale riflette la stessa atmosfera tranquilla e curata che abbiamo creato a bordo. Quando le persone passano un po’ di tempo lì, iniziano a capire la nostra filosofia di design e il nostro modo di concepire la vita sull’acqua, ancora prima di salire a bordo dello yacht.
Quali materiali hai scelto per Sea Rover e perché? C’è qualcosa che hai scartato fin dall’inizio?
Siamo stati attratti dai materiali in rovere naturale, che trasmettono calore e durano nel tempo, piuttosto che da finiture che a prima vista sembrano lussuose. Ogni materiale doveva contribuire a creare un’atmosfera rilassante e allo stesso tempo essere adatto all’ambiente marino. Abbiamo volutamente evitato tutto ciò che fosse troppo decorativo o dettato dalle mode, per garantire che Sea Rover rimanga intramontabile per decenni.
Giuliana Fratnik
















