Parafrasando un celebre slogan pubblicitario che sosteneva che “la potenza è nulla senza controllo”, si potrebbe dire che il brand è nullo senza DNA. E se questo è vero per molti settori creativi, dalla moda al design, lo è ancora di più per la nautica. Qui l’identità non è data dal brand, ma nasce da una cultura progettuale,da un modo di pensare e costruire le barche che si tramanda negli anni e nelle generazioni ma, soprattutto, da una grandissima passione.
È da questi presupposti che prende forma il nuovo Tuxedo 40, lo yacht in alluminio presentato da Tuxedo Yachting House e destinato a segnare il ritorno della famiglia Ceccarelli nel segmento dei grandi yacht. Un progetto che non rappresenta solo una nuova barca, ma anche un passaggio simbolico: il momento in cui una storia familiare torna a esprimersi nelle dimensioni che più l’hanno caratterizzata. Il percorso che ha portato a questo risultato, però, non è stato immediato. Laura e Francesco Ceccarelli hanno scelto di muoversi con cautela e rispetto nei confronti di un’eredità importante.

Invece di tornare subito nel mondo dei superyacht, hanno preferito ripartire, nel 2020, da dimensioni più compatte con la collezione Tuxedo White confrontandosi con un segmento di mercato più ampio e competitivo nel quale però si inserivamo come unici competitor a proporre l’alluminio. «Abbiamo voluto misurarci prima con un tipo di imbarcazione diverso», racconta Laura Ceccarelli. Dietro questa scelta non c’era soltanto una strategia industriale, ma anche una sfida personale. «Fare barche piccole non è semplice, ma la costruzione ci mancava», ammette Francesco Ceccarelli. «Volevamo riportare nelle dimensioni più piccole la filosofia costruttiva delle barche più grandi». Una filosofia fatta di cura del dettaglio, attenzione alla qualità e di una visione chiara di cosa debba essere una barca: un oggetto che nasce per navigare.
Questo percorso ha portato al Tuxedo 40, una nave in alluminio pensata come evoluzione contemporanea di una tradizione che affonda le radici in oltre sessant’anni di costruzioni navali. La famiglia Ceccarelli, del resto, è stata tra le prime in Italia a credere nelle potenzialità dell’alluminio per i grandi yacht.
Il progetto del nuovo yacht nasce dalla collaborazione con lo studio Francesco Paszkowski Design, che ha curato le linee esterne insieme a Sebastian Martinez, mentre il prototipo degli interni è stato sviluppato in collaborazione con Margherita Casprini. L’architettura navale è firmata dallo studio Names guidato da Francesco Rogantin.
La genesi della barca ha qualcosa di quasi casuale. Dopo anni di conoscenza, l’occasione decisiva è arrivata durante il Blue Design Summit dello scorso anno. «Mentalmente ci lavoravamo da un po’, ma il confronto con Francesco ci ha dato la spinta decisiva. Era maggio 2025 e da quell’incontro è nato un dialogo che nel giro di pochi mesi ha portato alla definizione del progetto», racconta Francesco Ceccarelli. «La nostra idea era partire dalla tradizione per arrivare a qualcosa di nuovo», continua. «Riprendere gli stilemi delle nostre barche storiche e trasformarli in chiave contemporanea». Non un’operazione nostalgica, ma una reinterpretazione coerente con le esigenze del mercato che Francesco Paszkowski ha saputo interpretare perfettamente».
Il risultato è uno yacht di 40 metri dalle linee eleganti e misurate, pensato per mantenere un forte senso di identità senza rinunciare alla modernità. Dal punto di vista stilistico, Paszkowski ha lavorato su dettagli fondamentali.
«Quando si costruiscono le linee di un nuovo modello di barca è importante creare degli stilemi che la rendano immediatamente riconoscibile», spiega Francesco Paszkowski, «in questo caso abbiamo la poppa, che oltre alle due scalinate laterali ha grandi spazi lasciati liberi per le manovre di ormeggio, la timoneria, che con la vetrata inclinata verso poppa è uno degli stilemi di questo yacht, insieme ai montanti poligonali del rollbar e ai due trapezi che chiudono il flying bridge», racconta ancora Paszkowski che non lo dice, ma è fiero della prua che riprende una calandra automobilistica ed è perfettamente integrata nel contesto nautico.
Altre caratteristiche di design che renderanno il Tuxedo 40 riconoscibile sono i puntelli di poppa che rinforzano il ponte superiore e sono perfettamente integrati nei cosciali dei divani, la falchetta in tensione in vetro e alluminio lucidato e le bacchettature che accompagnano l’uscita sul main deck dal salone principale annullando la separazione tra interno ed esterno.
Ma quello che ha dato più soddisfazione a Francesco Paszkowski non è stato il design, «Mi gratifica molto l’idea di essere parte di un’iniziativa importante per il cantiere, è una cosa che mi stimola», spiega sottintendendo la sua gioia nell’aver contribuito al rilancio della famiglia Ceccarelli nel mondo dei grandi yacht. Oltre al design, sul Tuxedo 40 grande attenzione è stata dedicata alla funzionalità e alla qualità costruttiva. Per la famiglia Ceccarelli, infatti, l’estetica non può mai prescindere dalla sostanza tecnica. «Stiamo progettando una barca, e prima di tutto deve essere una barca», sottolinea Francesco.
Quando Laura Ceccarelli ha visto per la prima volta il rendering del progetto, racconta di essere rimasta senza parole. «È stata la prima volta in tutta la mia carriera in cui ho detto semplicemente: va bene così». Un momento raro per chi, da sempre, è abituato a osservare ogni dettaglio con grande attenzione.
Secondo Francesco Ceccarelli, questo risultato dimostra quanto il designer sia riuscito a comprendere lo spirito del progetto. «È partito dalla nostra storia e ha saputo tradurla in una barca nuova. Un progetto che sentiamo davvero nostro». Non soltanto una nuova barca, ma la continuazione di una cultura fatta di esperienza, passione e attenzione ai dettagli, oltre che di un rapporto speciale con i clienti che ha sempre caratterizzato il modo di lavorare di questa famiglia. «Da noi le riunioni avvengono direttamente con la proprietà», spiega Francesco. «È un rapporto che per molti clienti fa la differenza, un rapporto che ha caratterizzato tutta la nostra storia».
Una storia che oggi continua con la passione di sempre. E con un nuovo yacht pronto a scrivere il prossimo capitolo.
Giuliana Fratnik











