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Ritratti: Adrian van Hooydonk

Compito del design è offrire una risposta concreta a dei bisogni reali, cercando però di confezionare un prodotto capace di stabilire un dialogo anche con la sfera emotiva. Niente di più semplice. Almeno a parole. 

Adrian van Hooydonk, Senior Vice President BMW Group Design

Il discorso diventa molto più complesso quando bisogna fare i conti anche con tutta una serie di vincoli come quelli legati al tema della sicurezza e dell’inquinamento. In questo caso l’asticella si alza moltissimo. 

Ecco perché oggi il mondo dell’automobile rappresenta un punto di riferimento importante. Perché a esigenze puramente estetiche coniuga anche contenuti tecnologici di grande spessore.

A un’analisi più attenta car design, yacht design e tutte le altre discipline legate alla progettazione condividono lo stesso percorso o meglio la stessa rotta. «Architettura, industrial design e il mondo dell’automotive» spiega Adrian van Hooydonk, Design director del Gruppo BMW, «hanno in comune e dialogano alla fine con lo stesso interlocutore: la contaminazione tra settori è uno dei requisiti fondamentali ed è di straordinaria importanza nel processo creativo».

Un concetto che oggi assume un significato ancora più particolare se si considerano i grandi cambiamenti in atto nel settore dell’automotive. Un fronte questo sul quale BMW è fortemente impegnata alla luce dei numerosi progetti allo studio.

Adrian van Hooydonk, Senior Vice President BMW Group Design (09/2010).

«È in atto un processo di trasformazione molto importante che in un futuro neanche troppo lontano riscriverà completamente le regole della mobilità su strada» racconta van Hooydonk.

«Uno scenario nel quale il ruolo del designer acquisterà ancora più rilevanza e in cui si toccherà con mano il modo in cui, per esempio, saranno concepiti gli spazi all’interno di un’automobile».

Adrian van Hooydonk, Senior Vice President BMW Group Design (09/2010).

Una rivoluzione dove la tecnologia ricoprirà un ruolo cruciale. «Ci stiamo muovendo sempre di più verso una mobilità a emissioni zero. Ma confinare il concetto della sostenibilità solo all’auto è riduttivo. La partita si giocherà soprattutto su altri fronti: sui cicli produttivi, sull’energia da utilizzare nel processo costruttivo, fino ai materiali e alla loro riciclabilità.

Tutto questo rappresenta una straordinaria opportunità per un designer» commenta van Hooydonk. Limiti, vincoli, standard potrebbero a prima vista rappresentare ostacoli insormontabili e un freno alla creatività.

Tutt’altro. «Rappresentano uno straordinario stimolo per indirizzare il lavoro di ricerca e per trovare risposte concrete a esigenze reali.

Un progetto riuscito passa anche per un’aerodinamica efficiente che permette, soprattutto in chiave automotive, un minor dispendio di energia. Efficienza. Questa sarà sempre di più la parola chiave non solo in ambito automobilistico» aggiunge van Hooydonk.

BMW Concept Gran CoupÈ, Head light (04/1010)

Intanto la partita da giocare si annuncia affascinante alla luce soprattutto della forte accelerazione impressa dall’elettrificazione. «BMW è stata tra le prime case automobilistiche a percorrere questa strada e siamo impegnati su questo fronte da oltre dieci anni» continua va Hooydonk.

The BMW Concept 6 Series CoupÈ (09/2010)

L’esperienza maturata attraverso anche l’i3 e l’I8 ha permesso alla casa di Monaco di Baviera di coniare attraverso la Vision iNext qualcosa che va oltre a un’idea di mobilità del futuro. «Sono convinto» si sofferma van Hooydonk «che il piacere della guida resterà un requisito imprescindibile anche perché sono i nostri clienti a volerlo.

BMW Vision iNEXT

Ma sono altresì dell’idea che dopo alcune ore al volante possa subentrare la volontà di affidare il compito di gestire la conduzione alla macchina stessa. Un principio che ci ha spinto a ripensare completamente l’interno della vettura», conclude van Hooydonk.

BMW Vision iNEXT

Ecco allora che il volante e la pedaliera quando non occorrono scompaiono alla vista: il primo è intergrato all’interno della plancia mentre i pedali finiscono sotto il pavimento della vettura. Può sembrare un gioco di prestigio ma nella realtà è il manifesto di quella che in BMW hanno battezzato Shytech.

BMW Vision iNEXT

«In un mondo sempre più connesso il ruolo della tecnologia è centrale. Un tema che avrà sempre più voce in capitolo ma non nel modo in cui siamo abituati a intenderla fino a oggi. Per fare un esempio sulla Vision iNext abbiamo immaginato quello che all’apparenza sembra un piano di appoggio in legno tra i due sedili anteriori. Nella realtà si può attivare e si trasforma in un tochpad.

BMW Vision iNEXT

Le sedute posteriori sono state rivestite di un tessuto pregiato realizzato da una storica azienda che si trova in Belgio. All’interno sono stati posizionati dei sensori grazie ai quali si possono regolare le varie funzioni di bordo» aggiunge van Hooydonk.

BMW Vision iNEXT

Auto che si guidano da sole, intelligenza artificiale. Il futuro va in questa direzione. Uno scenario carico di novità che se da un lato affascina, dall’altro può generare qualche inquietudine.

«Le macchine, indubbiamente, si evolveranno ancora», riflette ancora van Hooydonk, «ma resteranno comunque tali. Il designer invece svolgerà un ruolo importante nel dissipare questa diffidenza mettendo sempre di più la tecnologia al servizio del consumatore». Il mondo dell’auto rappresenta dunque uno straordinario laboratorio di ricerca e una piattaforma dove sperimentare nuove soluzioni e materiali. Il punto d’incontro ideale tra la forma e la funzione. 

E pensare che van Hooydonk ha iniziato come industrial designer. «Dopo gli studi in Olanda ho avuto occasione di fare un’esperienza molto importante a Milano presso lo Studio Bonetto. Conservo ancora un bellissimo ricordo di quel periodo.» racconta van Hooydonk.

Una tappa importante nel percorso di formazione del designer olandese che gli ha permesso di entrare per la prima volta in contatto anche con il mondo del car design. «Ho sempre avuto una forte passione per il mondo dell’auto» prosegue van Hooydon, «trovo davvero affascinante disegnare qualcosa che poi si anima di vita propria».

Oggi van Hooydonk guida un team composto da 700 persone con uffici a Monaco di Baviera, Los Angeles, Shanghai e Goodwood in Inghilterra.

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