A La Spezia scende in acqua il primo Riva 96′ Argo Super, evoluzione del Riva 90′ Argo. Sei piedi in più che il cantiere non spende in effetto scenico, ma in una redistribuzione millimetrica dei volumi: il day head sale sul ponte principale e libera la zona notte degli ospiti.
Il varo si è svolto nel cantiere di La Spezia, il sito in cui Riva costruisce i modelli dai 70 ai 130 piedi, alla presenza di Stassi Anastassov, Chief Executive Officer di Ferretti Group, e dei designer di Officina Italiana Design. La prima unità del Riva 96′ Argo Super farà il suo debutto ufficiale al Cannes Yachting Festival 2026.
La grammatica di “Super”
Nel lessico Riva il suffisso Super non è un vezzo commerciale: è un metodo. Da Aquariva a 76′ Bahamas Super, da 76′ Perseo Super a 102′ Corsaro Super fino a 112′ Dolcevita Super, il cantiere di Sarnico ha costruito la propria continuità di gamma non sostituendo i modelli di successo, ma ridosandoli. Il progetto vincente non viene archiviato, viene riscritto in scala. Il 96′ Argo Super applica lo stesso principio a uno dei flybridge più apprezzati della gamma, il 90′ Argo, e lo fa con la disciplina che caratterizza gli ultimi trent’anni di produzione del marchio: il disegno nasce dalla collaborazione tra Officina Italiana Design, il Comitato Strategico di Prodotto e la Direzione Engineering di Ferretti Group.
“Non è la storia che rende un marchio iconico, è il coraggio di reinventarlo, generazione dopo generazione. Da oltre 180 anni, Riva definisce lo standard di bellezza senza tempo nella nautica di lusso. Il nuovo Riva 96′ Argo Super continua questa tradizione con uno yacht inconfondibilmente Riva: innovativo, vivibile e con una connessione con il mare che non ha precedenti”, ha dichiarato Stassi Anastassov, arrivato alla guida del gruppo lo scorso maggio.
Le misure dichiarano subito la natura dell’operazione: 28,79 metri di lunghezza fuori tutto e 6,50 metri di baglio massimo, con il profilo pulito e filante che è la firma dei flybridge del marchio. La prima unità adotta una livrea in Aluminium con dettagli Bright Black, combinazione che accentua la lettura contemporanea dello scafo senza forzarne il disegno.
La poppa come soglia
La revisione più visibile riguarda il settore poppiero e la beach area, ridisegnati per rendere più immediato il rapporto con l’acqua. Il portellone del garage — che ospita un tender Williams 435 e una moto d’acqua — integra un prendisole completo di corrimano e portabicchieri, trasformando un elemento tecnico in superficie abitabile. La plancetta adiacente è dotata di movimentazione, soluzione che semplifica le operazioni di varo e alaggio e l’accesso al mare.
Il pozzetto guadagna vani di stivaggio aggiuntivi e un frigorifero integrato, mentre i due grandi divani disposti longitudinalmente attorno al tavolo da pranzo ricevono schienali regolabili: una modifica minima nella descrizione, sostanziale nell’uso, perché consente allo stesso arredo di servire il pranzo e la sosta pomeridiana. Sul flybridge compaiono un mobile bar e tavoli con piano in mogano, materiale che nella grammatica Riva non è mai puramente decorativo.
Lo spostamento che regge il progetto
La novità di maggior peso non si vede dall’esterno. Il ponte principale introduce un day head assente sul 90′ Argo, e questo singolo spostamento è il fulcro dell’intera riorganizzazione degli spazi: liberato il ponte inferiore da un servizio che vi era ospitato, il volume recuperato viene interamente restituito alla zona notte degli ospiti. È un ragionamento da progetto full-custom applicato a una serie, e spiega perché i sei piedi guadagnati sul modello precedente producano un effetto percepito superiore alla loro entità.
Il salone è disponibile in due configurazioni; la prima unità adotta il layout con area dining a poppa e lounge a prua, scelta che rafforza la continuità fra interni ed esterni e concentra la convivialità sull’asse del pozzetto. La suite armatoriale a tutto baglio beneficia di vetrate ampliate e di una disposizione degli arredi calibrata per moltiplicare la luce naturale e mantenere la vista sull’acqua anche dal letto.
Sul lower deck la configurazione standard prevede tre cabine ospiti, fra cui una VIP a tutto baglio a poppa che sfrutta lo spazio recuperato per offrire comfort e dimensioni paragonabili a una seconda suite armatoriale. La configurazione opzionale porta le cabine a quattro, con tre VIP e una guest a letti singoli: due letture diverse dello stesso scafo, una orientata all’uso familiare, l’altra alla capacità di ospitalità.
Wengé e rovere
Gli interni segnano un’evoluzione del linguaggio stilistico del cantiere. Il wengé lucido è accostato al rovere chiaro opaco in un equilibrio di trame che lavora sulla luminosità complessiva dell’ambiente; superfici specchiate e dettagli in acciaio lucido completano un registro sofisticato, coerente con il carattere insieme elegante e sportivo dello yacht. È una palette che si allontana dalle tonalità più calde della tradizione Riva senza rinnegarne la matrice: il contrasto fra scuro e chiaro sostituisce la monocromia del mogano come principio ordinatore.
Motori e sistemi
La prima unità è equipaggiata con due motori MTU 12V 2000 M96X da 2.000 mhp ciascuno. Il pacchetto tecnico comprende gli stabilizzatori giroscopici Seakeeper NG18 e NG10, il sistema anticollisione Watchit, il sistema di ausilio alla manovra e ancora virtuale X-AID di Xenta e un’elica di manovra di poppa: un corredo che agisce su comfort, sicurezza e facilità di conduzione, tre voci che nella fascia dei 28 metri pesano ormai quanto le prestazioni.
Il Riva 96′ Argo Super si presenterà al pubblico a Cannes a settembre. Nel frattempo il varo di La Spezia dice qualcosa anche del sito produttivo che lo ha realizzato: il cantiere spezzino, rinnovato nel 2024 su una superficie di 64.000 metri quadri, si conferma il baricentro industriale della gamma Riva in vetroresina, quella che va dai 70 ai 130 piedi.








