Dal 14 al 19 settembre, Porto Cervo torna ad accogliere la Rolex Swan Cup, che nell’edizione 2026 riunirà circa 150 yacht Nautor Swan. La flotta sarà particolarmente eterogenea, con imbarcazioni che vanno dai 30 piedi (9 metri) ai 128 piedi (39 metri), passando dalle barche storiche del cantiere ai one-design da regata, fino ai Maxi performance cruiser.
Quest’anno l’appuntamento coincide inoltre con il 60° anniversario di Nautor Swan, offrendo l’occasione di vedere riunite in un unico posto generazioni molto diverse di yacht del cantiere finlandese. La sua storia si può ripercorrere anche attraverso l’aumento delle dimensioni e la crescente complessità dei suoi progetti, soprattutto nelle unità più grandi, dove le prestazioni vanno di pari passo con spazi e soluzioni pensate per una vita a bordo sempre più articolata.
Organizzata dallo Yacht Club Costa Smeralda, la Rolex Swan Cup è una regata biennale e vede Rolex al fianco della manifestazione come partner e Title Sponsor dal 1984. In acqua, però, saranno soprattutto le barche a raccontare l’evoluzione del marchio: quasi 30 metri separano gli Swan più piccoli dai 39 metri delle unità al vertice della flotta.

Generazioni di Swan sulla stessa linea di partenza
La varietà è una delle caratteristiche distintive della Rolex Swan Cup. Yacht separati da decenni di progettazione si sfideranno sullo stesso percorso di regata: alcuni risalgono ai primi anni del cantiere, mentre altri rappresentano la produzione più recente. Più che attraverso una successione cronologica, la storia di Nautor Swan viene quindi raccontata dalle barche stesse, ancora oggi impegnate a navigare e competere.
È un aspetto sottolineato anche da Paul Cayard, il velista americano e Testimone Rolex da quasi 30 anni, che gareggerà come tattico a bordo del ClubSwan 50 Cuordileone. “La Rolex Swan Cup – afferma Cayard – occupa una posizione unica nel nostro sport ed è impressionante vedere riunito un numero così elevato di barche, con dimensioni che vanno dai 128 piedi (39 metri) fino ai 30 piedi (9 metri)“.
La presenza delle unità maggiori porta poi il racconto su una scala progettuale differente. Man mano che le dimensioni aumentano, aumentano anche i volumi, gli spazi dedicati alla vita a bordo e la complessità tecnica, senza però perdere il legame con la vela.

I grandi Swan protagonisti a Porto Cervo
È proprio nella fascia più alta della flotta che emerge uno degli aspetti più interessanti dell’edizione 2026. La presenza di yacht che raggiungono i 128 piedi porta sul campo di regata imbarcazioni nelle quali le esigenze della navigazione devono convivere con quelle legate alla permanenza a bordo. Su yacht di queste dimensioni, le proporzioni e l’organizzazione degli spazi cambiano inevitabilmente. Aumentano le superfici destinate agli ospiti, cresce la complessità degli impianti e delle manovre e il progetto deve gestire volumi importanti mantenendo il legame con la vela e con le prestazioni.
Soprattutto, la Rolex Swan Cup offre l’occasione di vedere questi yacht al di fuori del contesto statico di un salone nautico o di un porto turistico. A Porto Cervo, gli Swan più grandi tornano al loro scopo principale: navigare e gareggiare sul campo di regata. Ed è proprio la competizione a mettere in evidenza aspetti che difficilmente emergono osservando una barca all’ormeggio. Preparazione, manovre, risposta dell’imbarcazione e coordinamento dell’equipaggio diventano parte di una lettura più completa del progetto.

Competizione ed esperienza a bordo
Se a terra la Rolex Swan Cup è caratterizzata da un forte senso di convivialità, in mare la competizione richiede preparazione, precisione e lavoro di squadra. La varietà delle barche si riflette anche negli equipaggi, che riuniscono velisti di diverse età e livelli di esperienza. Per Cayard, questa varietà è una parte importante del futuro della vela. “Incoraggio i giovani velisti – spiega – a navigare su barche diverse e, quando possibile, insieme a persone con più esperienza di loro. Imparare da velisti e barche differenti permette di costruire basi solide e, con fondamenta forti, si può costruire un edificio molto più alto”.
La Rolex Swan Cup riunisce quindi non solo barche di epoche diverse, ma anche generazioni diverse e livelli diversi di esperienza velistica. Questo è particolarmente significativo in uno sport in cui l’evoluzione tecnologica continua ad affiancarsi alla conoscenza maturata in mare.
Rolex, Porto Cervo e una storia iniziata nel 1984
La Rolex Swan Cup è frutto anche della collaborazione tra Rolex, lo Yacht Club Costa Smeralda e Nautor Swan. La casa orologiera svizzera è partner e Title Sponsor della manifestazione dal 1984, all’interno di un rapporto con la vela che risale alla fine degli anni Cinquanta. “Il coinvolgimento di Rolex – spiega Cayard – nella vela ha radici molto profonde. Il marchio è presente da quasi 70 anni e il suo impegno è molto esteso. Offre una base così solida che, quando sostiene un evento, contribuisce in modo significativo alla sua autorevolezza”.
La cornice di Porto Cervo completa l’identità dell’evento. Alle condizioni di navigazione della Costa Smeralda si affianca una dimensione altrettanto importante a terra, dove armatori ed equipaggi si ritrovano alla fine di ogni giornata di regata. È quella che Cayard descrive come una “combinazione eccezionale” tra competizione e convivialità.
In occasione del suo anniversario, Nautor Swan arriva quindi in Sardegna con una flotta in grado di rappresentare le diverse fasi della sua storia. Per le unità più grandi sarà anche l’occasione di essere osservate nel contesto per cui sono state progettate: in navigazione, sotto vela e in regata.


