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SAMY 68M: Tony Castro ripensa il motor yacht partendo dalla propulsione

Il punto di partenza per SAMY non è stato né il numero di cabine né un elenco di dotazioni di bordo. Tony Castro Yachts ha avviato il progetto ponendosi una domanda che affonda le radici nell’architettura navale: qual è la soluzione di propulsione più efficiente per uno yacht di 68 metri progettato per trascorrere molto tempo in navigazione?

Da questa premessa nasce uno yacht a motore con propulsione a vela in cui la tecnologia velica non è stata aggiunta a posteriori a una piattaforma già definita. Scafo, sovrastruttura e distribuzione degli spazi sono stati sviluppati intorno a un sistema composto da vele gonfiabili e alberi retrattili, trasformando la propulsione in uno degli elementi generatori dell’intero progetto. 

È una scelta che incide direttamente anche sull’immagine di SAMY. Secondo lo studio britannico, gli alberi retrattili permettono di mantenere più pulite le linee esterne, ridurre il windage e limitare la quantità di attrezzatura permanente in coperta. Le vele sono pensate per fornire un contributo propulsivo in un ampio intervallo di condizioni di vento, lavorando insieme alla motorizzazione tradizionale anziché sostituirla completamente. 

Il SAMY 68M di Tony Castro Yachts in navigazione con il suo sistema di propulsione a vela assistita
SAMY 68M: yacht a motore con propulsione a vela

La navigazione diventa parte integrante dell’architettura

Uno degli aspetti più interessanti è il modo in cui il sistema velico si integra nell’architettura dello yacht. La sovrastruttura è stata progettata per ospitare i boma e consentirne una rotazione completa di 360 gradi, mentre anche il layout interno è stato sviluppato tenendo conto della presenza dell’apparato velico. 

L’approccio è quindi l’opposto di un semplice aggiornamento tecnologico. In SAMY il rig ha condizionato la forma fin dalle prime fasi, e questo ha permesso allo studio di evitare che alberi, vele e sistemi ausiliari diventassero elementi estranei alla silhouette del motor yacht. La stessa logica guida l’integrazione delle altre fonti energetiche. Superfici per la captazione solare e turbine eoliche di nuova generazione sono incorporate direttamente nella sovrastruttura, con l’obiettivo di creare un sistema energetico coerente anziché una somma di dispositivi indipendenti. 

Il risultato, almeno nelle stime progettuali, è significativo. Su una tipica rotta di andata e ritorno tra Mediterraneo e Caraibi, Tony Castro Yachts calcola un risparmio di almeno 33.000 litri di carburante. Una riduzione che potrebbe essere utilizzata in due modi: diminuendo la capacità necessaria dei serbatoi oppure aumentando l’autonomia disponibile a parità di carburante imbarcato. 

68 metri senza rinunciare agli spazi tipici di uno yacht a motore

L’integrazione della tecnologia velistica non cambia però la vocazione di SAMY come grande yacht pensato per la crociera. Il progetto misura 68 metri di lunghezza, con una larghezza di 11,9 metri, un pescaggio di 3 metri e un volume stimato di circa 1.148 GT. A bordo trovano posto 14 ospiti in sette cabine, mentre gli alloggi dell’equipaggio sono progettati per 16 persone oltre al comandante. Sia l’architettura navale che il design esterno sono firmati da Tony Castro Yachts.

Anche la disposizione degli spazi segue la logica di un motoryacht contemporaneo. A poppa del main deck, la piscina occupa il centro della beach club, affiancata da zone per prendere il sole e da un’area dining esterna per dodici persone. Sul ponte superiore trova invece posto una seconda zona più raccolta, organizzata intorno a una Jacuzzi. La dotazione comprende inoltre un tender limousine di nove metri, un RIB di sei metri, quattro WaveRunner e un Nemo. Sono elementi che confermano come l’assistenza velica non abbia portato a sacrificare le funzioni normalmente associate a un superyacht di queste dimensioni. 

Beach club SAMY 68M con piscina, zone prendisole e area ristorante all’aperto Titolo:
SAMY 68M: beach club e ponte di poppa

La sostenibilità misurata nel tempo

Tony Castro Yachts introduce una nuova prospettiva sul progetto, che va oltre i dati immediati sul consumo di carburante. SAMY è stato concepito in modo da non dipendere da un’unica tecnologia o da uno specifico combustibile, il che gli permette di adattarsi man mano che i sistemi di propulsione continuano a evolversi.

Per Tony Castro, la durata di vita di uno yacht dovrebbe essere considerata di per sé parte della sostenibilità. Lo studio cita progetti risalenti agli anni ’80 che continuano ancora oggi a navigare e vengono utilizzati dai loro proprietari. Questa prospettiva sposta il dibattito oltre il semplice consumo di carburante. Progettare uno yacht capace di rimanere attuale e tecnicamente adattabile per cinquant’anni o più, secondo lo studio, significa intervenire anche sull’impatto generato durante l’intero ciclo di vita dell’imbarcazione.

Un motor-sailer pensato come sistema unico

SAMY recupera quindi la logica del motor-sailer, ma la interpreta attraverso tecnologie e necessità contemporanee. Il motore rimane centrale nell’utilizzo della barca, mentre il vento diventa una risorsa capace di contribuire concretamente alla propulsione e all’autonomia.

La differenza sta soprattutto nel metodo. Gli elementi destinati a ridurre i consumi non sono stati distribuiti su una forma già conclusa: hanno partecipato direttamente alla definizione di quella forma. Scafo, rig, sovrastruttura e sistemi energetici vengono considerati parti di una stessa architettura. 

Per uno yacht di 68 metri, è probabilmente questo il passaggio più interessante del progetto. SAMY prova a mantenere volumi, comfort e modalità d’uso tipiche di un motor yacht, ma modifica il modo in cui l’energia necessaria a muoverlo viene prodotta e utilizzata.

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